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CAPITOLO 11
Una splendida mattina di dicembre. Benchè mancasse poco all'inverno, il sole splendeva nel cielo.
Nella sede della BBA si stava svolgendo una riunione. Bisognava predisporre ogni cosa per il quarto campionato del mondo di Bey Blade.
"Sì, è una buona idea"
"Anch'io sono d'accordo"
"Bene, allora lo può inserire nella lista, signori, grazie per la vostra partecipazione. Potete andare"
Il presidente Daitenji salutò le persone che stavano lasciando la stanza.
"Non sembrano molto soddisfatti"osservò Hitoshi.
"Beh, non si può dar loro torto. Sono passati ormai 5 giorni da quando lo Tsunami ha devastato il sud-est asiatico. Da allora non si hanno più notizie delle ragazze. Loro sono le rappresentanti dei Blader. Finchè non verranno ritrovate, non si potrà decidere nulla."
Il presidente guardò l'orologio.
"Bene, è ora che vada, arrivederci."
"Arrivederci, signore"
Hitoshi si incamminò verso casa. Passando davanti a un negozio notò un volantino pubblicitario.
'Concerto di beneficienza per il sud del mondo'. Sotto, la foto delle ragazze.
"Non possono essere morte"
"3, 2, 1, pronti, lancio!"
I Bladebrakers Revolution si stavano allenando.
Draciel e Driger stavano combattendo quando un bey blade pose fine alla loro sfida.
I ragazzi si girarono e videro Jack, il cugino di Liv Tyler.
"Ciao, ragazzi" disse lui.
Gli altri ricambiarono il saluto.
"Volevo sapere se parteciperete al raduno ufficiale mondiale dei blader"
"Sinceramente pensavamo di non partecipare" disse il prof. K.
"Ne siete proprio sicuri?"
Arrivarono Michele e Louis, i fratelli adottivi di Lola e Jen.
Ray e Max abbassarono lo sguardo. Quei due ragazzi portavano un triste ricordo con loro.
"Sì"rispose Takao, mettendosi in posizione per lanciare il bey blade "non abbiamo alcun motivo per andarci"
"Così farete un torto alle ragazze" si fece avanti Diego, il fratello di Lucia"sono state loro ad organizzarlo, visto che vi divertite tanto durante i campionati."
Silenzio.
"Io e Louis dobbiamo andare via" disse Michele.
"Anch'io" Jack mormorò qualcosa a Diego poi, salutando i ragazzi, se ne andò. Intanto Ryan era arrivato.
"Buongiorno ragazzi" disse calmo.
"Quanto si vede che è suo fratello" pensò Kei osservandolo.
"Ciao, Kei"
Il ragazzo, sbuffando, si voltò.
"Non siamo stati noi a mandarle in India" continuò Ryan"è stata una loro scelta"
"E comunque, prima o poi se ne sarebbero andate"
Hitoshi si era avvicinato a Diego e Ryan.
"Che vuoi dire?"chiese Takao.
"Loro avevano un contratto con la BBA" cominciò il ragazzo"dal torneo nazionale di Bey Blade fino al terzo campionato del mondo avrebbero dovuto proteggervi, solo in situazioni di vero pericolo"
"Ma io pensavo che avessero cominciato a sorvegliarci da prima del torneo" disse Max.
"Quella è stata un'iniziativa della B4" rispose Diego"sapevano che sareste stati voi i "custodi" dei quattro Bit Power, così hanno mandato le ragazze"
"Perché hanno accettato?"chiese Ray.
"Quando hanno accettato l'incarico, l'unica cosa che venne detta loro fu che avrebbero dovuto conoscere i custodi, e verificare se erano degni di avere quei Bit Power, per poi proteggerli. Un mese prima di venire in Giappone, vennero a sapere che eravate voi i loro protetti, e presero questo lavoro a cuore"
"Troppo a cuore" continuò Hitoshi" il contratto sarebbe scaduto alla fine del terzo campionato mondiale. Loro naturalmente, avevano intenzione di rinnovarlo, ma la B4 ha impedito loro di farlo"
"Ma perché?" domando Hilary.
"A parer loro, le ragazze si sono legate troppo a voi"
"Non può essere così grave"
"Anche se hanno circa la vostra età, loro fanno questo lavoro come un qualsiasi adulto, se non meglio; e, allo stesso modo, devono rispettare le 50 regole principali dell'inacarico di guardia del corpo. Hanno infranto la regola 49"
"E quale sarebbe?"chiese Kei.
"Per dirla letteramente" Diego si schiarì la voce "E' severamente vietato legare rapporti stretti con il protetto, in qualunque condizione psicologica si trovi l'angelo. Come punizione devono ritornare delle normalissime ragazze, non che lo fossero mai state"
"L'angelo?" disse Daichi.
"E' così che da noi chiamano le guardie del corpo"
"E... cosa intendono per "condizione psicologica"?"
"Questo lo dovete chiedere a loro" Ryan, Diego e Hitoshi si voltarono"Ci vediamo alla festa domenica"
Se ne andarono.
"Forse dovremmo andarci" Max abbassò lo sguardo" dopo tutto, non è colpa loro"
"Ma le ragazze non avrebbero dato retta alla B4" disse Takao.
"Forse avrebbero perso qualcosa di molto importante per loro" ipotizzò Ray.
"Ma certo" mormorò Hilary.
"Beh, si sà che quelli della B4 sono bravissimi a ricattare" aggiunse il prof. K.
"Ho capito" disse Hilary ad alta voce "condizione psicologica..."
"Hai capito cosa vuol dire?"
Lei fece cenno di sì col capo.
"Allora?"
"L'ha già detto Ryan" sorrise " dovete chiederlo a loro"
"Allora, Bea?"
"E' tutto pronto, Diego"
"Perfetto, puoi andare"
La ragazza si allontanò.
Arrivò domenica. Alle dieci precise, in una grande sala che faceva parte di un edificio in periferia, tutte le squadre di blader conosciute al livello mondiale e non, erano presenti: All Starz, White Tigers, F Sangre, European Dream, Barthez Squadra, la squadra di Kane, di Mister X, la Neoborg, Brookleen, Mistel e gli altri, Zeo, Yuya e, naturalmente, i Bladebrakers Revolution.
I ragazzi parlavano tranquillmente, ma si sentiva che mancava qualcosa, o per meglio dire, qualcuno.
I fratelli, adottivi e non, delle ragazze chiaccheravano vicino a delle sedie vuote, quattro per l'esattezza.
Ad un tratto la porta si spalancò.
Bea si avvicinò ad essa, mentre una ragazza con i capelli color carota a caschetto entrava trascinandosi una borsa dietro.
"Accidenti agli aerei, ho la schiena a pezzi"
"Jen" disse Mistel.
A lei seguì una ragazza bionda con i capelli raccolti in una coda lenta.
"Achiuuu! Quella dannata aria condizionata! Mi sono raffreddata"
"Lola"notò Michael.
Dietro di lei, una rossa, capelli lisci fino alle spalle e una minigonna fino a un palmo sotto il sedere, il che dice tutto.
"La prossima volta ci vengo a nuoto in Giappone. Scommetto che si mangia meglio in mare, piuttosto che su un aereo"
"Lucia!" esclamò Daichi.
Infine, chiudendo la porta dietro di sé, una ragazza mora, riccia, con due occhi verdi e profondi, camminò fino alle sedie vuote, dove la aspettavano le altre.
"Io non mi muoverò più di qui per molto tempo"
Si sedettero.
"Liv" pensò Kei.
Le ragazze si guardarono attorno: avevano tutti gli occhi puntati su di loro.
"Ok, abbiamo fatto la nostra porca figura" disse Liv.
"Ora ci dovete portare a pranzo" Lucia si rivolse ai loro fratelli.
"Cosa? Scommetto che avete mangiato tutto quello che vi è capitato a tiro: volete pure che vi portiamo a pranzo?" disse Diego.
"Tu non ti rendi conto! Ti danno il cibo di gomma! La crostata sembrava di plastica. Voglio mangiare qualcosa di decente" esclamò Lucia.
"E và bene. Vada per il pranzo!"
"Che entusiasmo!" disse Ryan sarcastico.
Tra i blader, le ragazze cominciavano ad avvicinarsi.
Intanto Liv tirò fuori un blocco di fogli dalla sua sacca.
"Frena, puledro" disse lanciando l'oggetto a suo fratello "non voglio più vedere quella roba! Altrimenti ci penso io a farti entusiasmare!"
"Messaggio recepito!"
Lucia si alzò e prese il suo zaino.
"Che fai?" gli chiese Lola dopo un altro starnuto.
"Me ne vado, ecco che faccio! Dopo essere stata sotto le macerie per 5 giorni, mi aspettavo almeno un "ciao". Ma questi sono più tirchi a parole che ad altro."
Si diresse verso la porta.
"Forza, ragazze" disse Liv "Dobbiamo sistemare i bagagli!"
Si alzarono anche loro e se ne andarono.
Quando tutte furono fuori, Diego esclamò:
"E noi che pensavamo di avervi fatto una bella sorpresa! Sembravate degli zombie. Solo le ragazze si sono fatte avanti"
"Eh, forse è vero che è il sesso femminile quello forte" Michele si passò una mano fra i capelli.
"Poverine! Sembravano così felici di ritornare in Giappone. In fondo non volevano andare in Spagna" disse Bea tristemente.
Tutti abbassarono lo sguardo.
Zeo si avvicinò a Bea.
" Dai, non ti preoccupare. Ti và di fare due passi?"
Bea arrossì leggermente. Zeo gli era sempre piaciuto, e le ragazze lo sapevano: per questo le avevano insegnato a controllare le proprie emozioni. Prima era impacciata. La prima volta che l'aveva visto non era riuscita a spiccicar parola. Ma adesso... adesso erano diventati grandi amici. La cosa un po' la preoccupava. Ma Lucia e Liv le avevano detto "Non farti problemi: la vecchia regola 'se sei amico di una donna non riuscirai mai a combinare niente' e viceversa, vale solo per noi, sfigate che siamo". Le dispiaceva per loro, ma con quella frase l'avevano rassicurata.
"Va' bene" rispose lei.
Uscirono dalla sala. E in quel momento sicuramente tutte le ragazze pensavano "Che carini!!!".
"Forse dovremmo raggiungerle e chiedere loro scusa" disse Takao.
"Ci sei arrivato da solo?"esclamò Hilary con ironia.
"Spiritosa!"
"Ok, allora andiamo" Ray si diresse verso la porta.
I Bladebrakers Revolution al completo uscirono.
Lo spettacolo che si trovarono di fronte li lasciò di stucco: Liv, Lucia, Lola e Jen, appoggiate a una Jip, che fumavano.
Per qualche secondo, silenzio. Poi...
"Ci siete cascati!" Lucia scoppiò a ridere e, insieme alle altre, buttò la sigaretta per terra.
"Ma... voi stavate fumando!"
"Sì, ma fumiamo per lavoro"
"Abbiamo imparato durante il corso alla B4" precisò Jen.
"Non sono scherzi da fare: il fumo uccide" protestò Max.
"Accidenti, sembri quasi quello della pubblicità" Lola starnutì di nuovo" secondo voi siamo così stupide? Siamo finite in coma, quasi spazzate via da un maremoto, e ora cerchiamo di ammazzarci fumando?"
"E comunque, se mi volessi suicidare lo farei con più stile: tipo buttarmi da una scogliera" Lucia schiacciò la sigaretta ancora fumante sull'asfalto.
"Quello è troppo banale, lo fanno quasi tutti" ribatté Liv.
"Sì, forse hai ragione"
"MA CHE DIAVOLO DITE! AVETE RISCHIATO DUE VOLTE DI MORIRE E ORA PARLATE DI SUICIDIO!?"
Takao era rimasto senza fiato per quanto aveva urlato.
Lucia si avvicinò a lui, gli mise una mano sulla testa e disse:
"Non scaldarti tanto, stavamo scherzando. Vi assicuriamo che non abbiamo nessuna intenzione di correre altri rischi del genere" si rivolse agli altri.
Intanto Takao era diventato tutto rosso, e il cuore gli batteva a mille.
"Quant'è carina!" disse osservando Lucia.
"Ehi" la rossa lo guardò "sei tutto rosso: non è che per caso hai la febbre"
Gli mise la mano sulla fronte. In quel momento il ragazzo credette di scoppiare.
"Io non l'ho toccato!" disse Lola.
"Certo che no"Lucia ritornò dalle altre "è inverno: chiunque può ammalarsi"
"Abbiamo passato tre anni a dir poco stressanti!" Jen si massaggiò la schiena.
"Che volete dire?"
"Che più che guardie del corpo vi abbiamo fatto da mamme"
"Perché, c'è differenza" domandò Hilary.
"Se avessimo fatto il semplice lavoro di Bodyguard e basta, sarebbe stato tutto più facile"
"In poche parole" terminò Liv "siete dei ragazzi difficili" dissero all'unisono.
Improvvisamente, qualcosa alle spalle dei ragazzi catturò l'attenzione delle ragazze.
"Oddio, che carini!" esclamò Lola.
"Troppo!" confermò Jen.
"Beati loro" continuò Lucia.
I ragazzi si girarono. Zeo e Bea passeggiavano a poca distanza da lì.
"Ehi, ma quello è..." Takao stava per correre verso la coppia quando...
"Resta fermo dove sei!" lo ammonì Lucia.
"Perché?"
"Non vedi che sono da soli?" Lola si spostò per vederli meglio.
"E' da due anni che gli và dietro: spero che riescano a combinare qualcosa..."
"Conbinare cosa?"
"Ma mamma mia l'ignoranza che c'è in giro!"
"Le ragazze vogliono dire che sperano che Zeo e Bea si mettano assieme!" spiegò Hilary.
"E' inutile che glielo spieghi: non lo capiscono" affermò Lucia.
"Giusto: allora, come è andata in aereo?"
"A me l'hanno chiesto in due" rispose Jen.
"Anche a me" disse Liv.
"Così pochi?" chiese Hilary
"Non pensare bene: altri cinque in aereoporto"
"A me quattro" Lola starnutì.
"Io cinque" disse con indifferenza Lucia.
"E come ve l'hanno chiesto?" Hilary era entusiasta della conversazione. Al contrario, i ragazzi di quel discorso non capivano assolutamente niente.
"Oh, la solita frase che ormai sentiamo da un sacco di anni: stai con me, farò di tutto per renderti felice!"
"Ma di che state parlando?" chiese Daichi.
"Dei ragazzi che ci hanno chiesto di metterci con loro"
"Cosaaaa?"
"Calmi: ovviamente noi rifiutiamo tutte le proposte!"
Ciò non li rassicurò: se erano così corteggiate, che possibilità avevano loro?
Sarebbe forse cambiato qualcosa se avessero saputo che quel sentimento era reciproco?
"Che bel panorama!" Bea si fermò e Zeo la raggiunse.
"Sì, è proprio bello" " ma niente e nessuno può essere più bello di te" pensò il ragazzo.
Era sempre stato molto disinvolto con lei, ma gli piaceva da morire, e faticava a nasconderlo. Non ce la faceva più a reprimere i suoi sentimenti, così prese una decisione...
"Bea, potrei chiederti una cosa?"
"Sì, certo, che c'è?"
"Beh, ecco, io..." ora che era il momento, non riusciva a dir niente. Diventò tutto rosso.
"Sei sicuro di sentirti bene?"
Il ragazzo dentro di sé rise: Bea si preoccupava sempre di tutto e di tutti, era sempre così disponibile. Anche per questo le piaceva così tanto! Strinse i pugni. Si rilassò. Doveva stare calmo.
"Forse questo non è il momento più adatto, o forse sì... ma, insomma, Bea..."
"Sì?"
"Vorresti uscire con me?"
L'aveva detto. Glielo aveva chiesto. E adesso? Si aspettava qualcosa tipo in questo periodo non me la sento oppure non credo di poter uscire, o ancora peggio mi dispiace, ma sono interessata ad un altro ragazzo, invece...
"Vo..volentieri"
"Cosa hai detto?"
"Ho detto che uscirei volentieri con te"
"Accidenti... allora, quando sei libera?"
"Sicuramente martedì e mercoledì, gli altri giorni devo vedere..."
"Anch'io sono libero dopodomani. Potremo vederci alla stazione..."
"Magari alle sei"
"Và bene, allora ci vediamo martedì pomeriggio!"
"Sì, ciao" Bea corse via. Il cuore le batteva all'impazzata. L'aveva invitata ad uscire! Andò subito dalle ragazze.
"Eccola!" Lucia guardò Bea avvicinarsi.
"Ehi!" la nuova arrivata era praticamente senza fiato.
"Allora? Che ti ha detto?"
"Cos'è successo?"
"Calme, calme" Bea riprese fiato "allora ci siamo trovati a est della villa e..."
"E?" insisté Lucia.
"E... me l'ha chiesto!"
Le ragazze urlarono dalla gioia e abbracciarono una dopo l'altra la ragazza. Ancora una volta Takao e gli altri non ci capivano niente, e Hilary fu così buona da tradurre:
"Praticamente Zeo le ha chiesto di uscire"
"Visto che ce l'hai fatta!" disse Liv.
"Ma il merito è anche vostro! Mi avete aiutato tantissimo in questa storia!"
"Sentito, ragazze?" Lucia rise "Liv, credo proprio che ci convenga aprire un'agenzia matrimoniale, visto che siamo così brave a far "accoppiare" le persone!"
"Io, invece, credo di no, perché tutte quelle che fanno cose del genere sono delle sfigate che non riescono a trovare un ragazzo decente"
"Non ha tutti i torti" Jen diede ragione all'amica.
"Ma non avete appena detto che un sacco di ragazzi vi vengono dietro?" Ray era al quanto confuso.
"Adesso" continuò Lucia "ma, quando saremo adulte, non ci sarà più nessuno a farci la corte; troveranno altre ragazze e noi rimarremo single per il resto dei nostri giorni"
"Adesso esageri" disse Hilary " come si dice: l'ottimismo è il profumo della vita!"
"Allora dovresti comprarne dieci boccette per ognuna di noi, Bea esclusa, ovviamente!"
Risata generale. Ma , ad un certo punto, le ragazze smisero di ridere. Di conseguenza, anche i Bladebrakers Revolution si zittirono.
"Vi dobbiamo chiedere una cosa" disse Lucia con un'espressione seria.
"Non dirglielo così, altrimenti pensano male" Liv accennò un sorriso.
"Che c'è?"
"Vi andrebbe di venire al Caffé con noi oggi pomeriggio?" chiese Lucia.
I ragazzi pensarono "al Caffé?".
Era un locale in periferia poco frequentato. Liv e le altre erano solite andarci per togliersi dai piedi i giornalisti e i paparazzi. Ma la cosa che li lasciò di stucco fu un'altra: non avevano mai invitato nessuno ad andarci con loro. Erano solite dire: "Provate a venire e vi tranciamo!". Ed invece ora...
"Tra poco i giornalisti torneranno all'attacco" disse Lola.
"Già è tanto che siamo riuscite a uscire dall'aereoporto senza essere riconosciute" continuò Jen.
"Voglio ben vedere chi ci riconoscerebbe coi capelli raccolti, i berretti e gli occhiali da sole" rispose Liv.
"Loro sì" Lucia indicò i ragazzi "ci hanno visto un sacco di volte conciate così durante il servizio"
Intanto i ragazzi si guardavano fra di loro.
"Allora" dissero alla fine" ci venite?"
"Va' bene"
"Accidenti, sembra che ci state facendo un favore! Ok, ci vediamo alle tre davanti al bar"
Se ne andarono.
"Tanto per chiarire" Hilary assunse nuovamente la forma di traduttrice "NON è UN APPUNTAMENTO!"
3.00 p.m.
Takao, Max, Ray, Kei, Daichi, prof. K. e Hilary aspettavano davanti "Al Caffé". Era un locale in stile occidentale. Nessuno di loro ci era mai stato tranne Hilary ( nessuno sapeva perché).
Ad un tratto, delle persone sbucarono dall'angolo a grande velocità e li trascinarono a forza dentro il locale prendendoli per i vestiti.
Da dentro videro un'orda di uomini muniti di block-notes e macchine fotografiche che passarono oltre il locale ad alta velocità.
"Oddio, c'è mancato davvero poco"
Le ragazze erano arrivate. Aiutarono gli altri ad alzarsi.
"Scusate per la poca delicatezza"
"Ciao ragazze" le salutò il barista.
"Ciao Brian! Abbiamo portato degli amici" e li presentarono, indicandoli uno per uno.
"Piacere, ragazzi. Ma, Liv, che ci fate con quegli impermeabili addosso? Fa' caldo qui dentro"
"Sì, è vero..."
Si tolsero le giacche a vento, e sotto...
I Bladebrakers rimasero a bocca aperta.
Jen indossava un vestito di pelle sintetica nero, fino poco sopra le ginocchia. Le spalline sottili si incrociavaono sulla schiena, gli scaldamuscoli bianchi le coprivano le braccia, e gli stivali, anch'essi di pelle sintetica nera, le arrivavano a metà polpaccio.
Lola vestiva dei pantaloncini neri corti, una camicetta bianca smanicata con un cravattino nero. Le calze a righe orizzontali bianche e nere le coprivano le gambe. Anche lei portava stivaletti alla caviglia neri, e alle mani guanti bianchi senza dita.
Lucia portava un top a fascia bianco, pantaloni a 3/4 neri con le bretelle che le s'incrociavano dietro. I suoi stivali neri, con tacchi a spillo, le arrivavano fino a sotto le ginocchia.
Infine, Liv si presentava con una gonna a pieghe nera, una camicetta bianca a maniche lunghe con sopra un bustino nero rigido. Gli stivali erano molto simili a quelli di Lucia.
"Che c'è?" chiesero.
"State molto bene così" si complimentò il barista.
"Grazie, Brian. Dopo abbiamo un concerto di beneficienza e una festa in bianco e nero"
"Ehi, ragazze!" un ragazzo passò lì vicino portando delle bibite "fate un giro intorno al palo"
"Scordatelo, Kim!"
"Che vi porto?"
"Per noi quattro cioccolate calde con panna e quattro Strudel. Voi che prendete?" si rivolsero ai ragazzi, che sembravano ancora sotto shock. Fortunatamente si ripresero, ma parevano aver perso l'uso della parola.
"Quello che prendete voi và bene" disse Hilary.
"Sentito, Kim?" chiese Lucia.
"Torno subito"
Infatti, dopo pochi minuti, tornò con due vassoi pieni.
"Ecco a voi" cominciò a servire "allora, Lucia, quando ti decidi ad uscire con me?"
"Quando vedrò che sarai diventato un po' meno superficiale"
"La solita storia" andò a prendere altre ordinazioni.
"Perché gli hai detto così?" chiese Takao.
"Quando uno ti chiede di uscire con tanta sicurezza, vuol dire che gli interessa solo il tuo corpo"
"Perché?"
"Se un ragazzo è interessato veramente ad una ragazza, prova almeno un po' d'imbarazzo nel chiederle d'uscire" disse Lola.
"Prendete Zeo oggi: sicuramente è diventato rosso come un peperone mentre faceva la richiesta"prese come esempio Liv.
"Avete un'aria così sognante quando parlate di queste cose" Hilary appoggiò il mento sulle mani " si capisce che vedete l'ora che accada anche a voi!"
Liv, Lucia, Lola e Jen sorrisero, arrossendo leggermente.
"Ora che ci penso: che vuol dire "condizione psicologica"?" domandò Daichi.
"Chi è che vi ha detto la regola num. 49?" chiese Lola.
"Diego!"
"Non si sta mai zitto quello" disse Lucia.
"Hilary non vi ha detto niente?" continuò Liv.
Tutti scossero il capo.
"Vuol dire che, anche se fossimo state innamorate di voi, non ci saremmo dovute avvicinare più di tanto" spiegò lei.
"Ma sei impazzita?" disse Lucia.
"Perché l'hai detto?"
"Ho risposto alla loro domanda: ciò non vuol dire che adesso ci piacciono!"
"Ragazze, i documenti che mi avevate lasciato"
"Grazie Brian" disse Liv prendendo le cartelline che il barista le porgeva " dunque... Ray...Max...Takao... e questo è di Kei" disse distribuendo le cartelline alle ragazze e tenendosene una.
"E quella?" Jen indicò un'ultima cartellina.
"E' il documento ufficiale"
"Che...che cosa sono?" chiese Max.
"Dei fogli di carta, non si vede?" disse Lola.
"Dobbiamo firmare per l'archivio dei vostri dati personali" Lucia appoggiò la cartellina " e per rinunciare definitivamente alla carica di angeli"
I ragazzi spalancarono gli occhi.
"Dovete firmare anche voi"
Takao e gli altri esitarono.
"Sentite, non sò se vi piace farci sfacchinare o se vi siete affezionati" Lucia incrociò le braccia " ma sono certa che se non mettete il vostro nome sul quel dannato pezzo di carta, ci tocca tornare alla B4"
"E, di conseguenza, lasciare il Giappone fino ai nostri 30 anni" terminò Liv.
I bladebrakers s'intristirono. Così non le avrebbero più riviste!
"Allora, firmate?"
Si decisero a firmare.
Il documento lo prese Jen.
"Odio fare queste cose" disse prendendo la penna.
"Beh, almeno stavolta no vogliono le impronte digitali" osservò Lola.
"Sì, è tutto fuorché piacevole" Lucia passò il tutto a Liv.
Dopo aver posto la propria firma sul documento, il suo commento fu questo:
"Oggi cala il sipario"
Continua...
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Non fate caso agli errori nei nomi delle squadre. Si attiene molto alla serie, quindi temo proprio che dovrete aver visto l'anime in tv x capirci qualcosa. Ciao, ciao...^_^
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