COURTAIN FALLS

fanfiction


By V@le

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ALL I WANT FOR CHRISTMAS IS YOU
 
 
<<Impacchettati>>
I pacchetti colorati di Natale erano stati nascosti sotto un enorme albero decorato.
<<E' tutto perfetto>>
<<Ok, ma adesso dobbiamo uscire>>
<<Accidenti, ma proprio oggi ti dovevi prendere il mal di gola, Jen>>
La ragazza tossì <<Sì, come se fosse colpa mia!>>
<<Beh, per fortuna che c'è Bea>> Liv prese il cappotto.
 
I bladebrakers e Zeo si ritrovarono in una piazza piena di gente ed un palco.
<<Non è che abbiamo sbagliato posto?>> disse Max.
<<No, non abbiamo sbagliato posto>> rispose Hilary <<andiamo davanti>>
Si ritrovarono ai piedi del palco.
Ad un tratto tutte le persone si zittirono, mentre un uomo saliva sulla piattaforma di legno.
<<Salve a tutti e buon Natale. Andiamo subito ad aprire questa festa con le splendide voci di quattro ragazze. Non possono restare con noi tutta la sera, ma ci concedono tre minuti del loro prezioso tempo. A voi, la prima canzone di natale di questa sera!>>
Scese. Salirono invece Liv, Lucia, Lola e Bea con i microfoni alla mano.
Le note si diffusero per la piazza, e gli angeli cantarono:
<<I don't want a lot of Christmas, there's just one thing I need, I don't care about of presents underneath the Christmas tree, I just want you for my own, more that you could ever know, make my wish come true, All I want for Christmas iiis you...........I don't want a lot of Christmas, there is just one thing I need, I don't care about of presents underneath the Christ mas tree, I don't need to hang my stocking, there upon the fireplace, Santa Claus don't make me happy with a toy on Christmas day, I just want you for my own, more that you could ever know, make my wish come true, baby all I want for Christmas is you...you, baby...I don't ask for much this Christmas, I won't even wish for snow, I'm just gonna keep on waiting, underneath the mistletoe, I won't make a list and send it, to the North Pole for Saint Nick,, I won't even stay awake to hear those magic reindeer click, 'Cause I just want you here tonight, holding on to me so tight, what more can I do, baby all I want for Christmas is you..you....all  the lights are shining, so brightly everywhere, and the sound of children's laugher fills the air,  and everyone is singing I hear those sleigh bells ringing, Santa won't you bring me the one I really need, won't you please bring my baby to me, ohoh I don't want a lot for Christmas, that is all I asking for, I just want to see baby, standing right outside my door, oh I just want him for my own,more that you could ever know, baby all I want for Christmas....is you>>
Le ragazze sorrisero alla folla, scesero e si diressero verso i ragazzi.
<<Andiamo?La cena è pronta>>
 
Fu un vero e proprio banchetto. I ragazzi rimasero senza fiato.
Ad un certo punto, Zeo si alzò.
<<Bea, ti posso parlare?>>
<<Sì, certo>>
Presero i giubbotti e uscirono in giardino.
<<Ti sei divertita martedì?>>
<<Sì, moltissimo, è stata una serata fantastica>>
<<Beh, allora...sì forse è troppo presto, ma Bea...>> le prese le mani, rosse poiché non coperte dai guanti <<vuoi essere la mia ragazza?>>
Bea spalancò gli occhi. Non riusciva a parlare.
<<Bea, ti..ti senti bene?>>
<<Sì, sto bene Zeo>>
<<Ah, sapevo che non te lo dovevo chiedere adesso...>>
<<Sì>>
Zeo guardò Bea.
<<Cosa hai detto?>>
<<Sì>>
<<Oddio>>
Zeo prese Bea per la vita, la sollevò e la fece girare.
Appena la posò, si abbracciarono.
<<Non ci posso credere, tu...>> Zeo non finì la frase.
I loro visi si trovavano vicinissimi. Si avvicinarono ancora di più. Si scambiarono il loro primo bacio.
 
Intanto Liv era seduta in terrazza, stringendosi nel cappotto nero.
Il vento gelido muoveva i suoi boccoli.
Sentì dei passi dietro di lei.
Si voltò e vide Kei. Lui le si sedette accanto.
<<E così, dopo tre anni, te ne vai via sul serio>>
<<Già>> Liv abbassò lo sguardo.
<<Tornerete alla B4?>>
<<Solo per sistemare alcune cose. Poi ci lasceranno in pace>>
Liv si alzò. Lo fece anche Kei.
<<Grazie Liv>>
Lei si voltò.
<<Di che cosa?>>
<<Per tutto. Per tutto quello che hai fatto per me in questi tre anni>>
<<Io non ho fatto proprio niente: sono stati Takao e gli altri a farti tornare quello che eri una volta>>
<<No, non solo loro>>
Gli occhi di Liv si riempirono di lacrime.
<<Sei stato l'unico vero amico che io abbia mai avuto in questi anni>> quasi senza accorgersene lo abbracciò <<mi mancherai da morire>>
Lui ricambiò. "Non può finire così"
Liv si stava ritirando, quando lui le infilò la mano tra i capelli, la attirò a sé e la baciò.
Il vento accarezzava i loro visi, e tutto intorno a loro parve scomparire in quel momento. Si staccarono.
<<Kei, tu..>>
Il ragazzo fissava il pavimento.
Liv sospirò.
<<Lo sai che questo non cambierà le cose. Dovrò partire lo stesso>>
<<Ma poi tornerai?>>
Liv lo fissò, poi avanzò di qualche passo e si appoggiò alla ringhiera.
<<Niente e nessuno mi potrà tenere lontano dal Giappone...>> si voltò <<...e da te!>>
Kei alzò lo sguardo. La ragazza gli sorrideva dolcemente.
<<Te lo giuro Kei, appena potrò tornerò>>
<<Questa è una promessa. Se non la rispetterai, verrò io a prenderti>> il ragazzo sorrise.
 
Jen e Ray chiaccheravano in cucina.
<<Allora ti è simpatica>>
<<Non è solo simpatica: è anche intelligente, vivace, bellissima...>> Ray aveva un'aria sognante.
<<Sono contenta che Eiko ti piaccia>>
<<E tu; come va con Mystel?>>
<<Beh, potrebbe andare meglio. Con tutto il discorso della BEGA siamo sempre stati rivali, io dalla parte vostra e lui dall'altra. Ma posso dire che quando mi regalerà un rametto di mimosa l'8 marzo, festa delle donne e  mio compleanno, mi butterò fra le sue braccia>>
<<Ti auguro buona fortuna>>
<<Grazie altrettanto>>
 
Lola e Max, insieme al prof K, Hilary e Daichi, stavano davanti il camino acceso.
Ma le poltrone non bastavano, anche se Daichi si era posizionato per terra. Allora Lola si era seduta sopra a Max.
"Che bella coppia!" pensò Hilary.
Chiaccherarono animatamente per tutta la sera, fino a mezzanotte.
 
Lucia e Takao se ne stavano in salotto, con la Tv accesa che trasmetteva Sister Act.
La ragazza avvolta nella coperta con disegni di dalmata, si era seduta sul divano. Takao le si sedette accanto.
<<Grazie Takao per stamattina, non so davvero come avrei fatto se non ci fossi stato tu>>
<<Ma figurati, è stato un piacere>>
Lucia avvertì un tremito.
<<Hai freddo?>> chiese al ragazzo.
<<Oh, no non fa niente>>
<<Sì, certo, aspetta che vado a prenderti una coperta...no, l'ultima l'ha presa Liv. Poco male, ci divideremo questa>>
<<Co-come questa>>
<<No, non mi dire che ti vergogni. Dai, non fare il bambino, vieni>>
Lo coprì. Lui sorrise. Quanto era gentile quella ragazza!
Passarono pochi minuti, quandoTakao sentì qualcosa appoggiarsi sulla sua spalla. Si voltò, e vide la ragazza.
<<Si è addormentata!>> sussurrò.
Aveva un'espressione così dolce.
<<Buon Natale, Lucia>>
 
Liv e Kei si erano sdraiati sul tetto, sotto una coperta, guardando le stelle.
<<Non ho mai visto un cielo così limpido a Natale>> disse Liv.
<<Già>>
Videro una stella cadente.
Liv chiuse gli occhi.
"Voglio tornare al più presto da Kei" pensò.
Kei fece lo stesso.
"Ti prego, fa che torni da me"
 
<<Lola, che fai qui fuori a quest'ora? Fa freddo>>
La ragazza si voltò.
<<Oh, Max, no, non è poi così freddo>> volse lo sguardo al cielo<<E' stupendo il cielo stasera>>
<<Sì, hai ragione, Chicca>>
<<Stavo pensando: chissà come staranno passando il natale Alan e tutti gli altri>>
<<Sì, Josie, Brian, Chris, Lex...è da tanto che non li vedi>>
<<Già, mi sembra un'eternità>>
Max la guardò.
<<Ma perché non vuoi tornare in America: li ci sono tutti, è il tuo posto>>
<<No, Child, il mio posto è con le ragazze: sono cresciuta senza una madre e ho rischiato di morire due volte. L'ultima cosa che mi serve è vedere come gli altri sono felici, in salute e con i loro genitori, mentre io ho solo le mie amiche...ma del resto, non mi dovrei lamentare>>
<<Sì, scusa>>
<<Ma figurati, Child>> Lola continuò a fissare le stelle.
<<Lola, io ti devo...>>mentre la ragazza si voltava, Max tirava fuori una scatoletta <<insomma, buon Natale, Chicca>>
<<Ma, Max, non dovevi...>>
<<L'ho scelto con mia madre, almeno così ero sicuro di non fare una figuraccia>>
Lola aprì la scatola. Vi era un braccialetto a catenina con delle lettere appese. Esse formavano la parola Chicca.
<<Oh, santo cielo, grazie con tutto il cuore, Child!>>
I due ragazzi si abbracciarono.
Kei, che si era alzato, lasciando Liv a fissare il cielo stellato, assisteva alla scena. E ricordò la prima volta che aveva abbracciato Liv.
Era uno straccio dopo quel combattimento nel bosco. Il suo corpo era completamente coperto da graffi. Camminava senza meta, e alla fine svenne.
Si ritrovò in un mondo strano. Era circondato dal bianco, e ad un tratto  vide una figura con ali d'angelo avvicinarsi, sorridergli ed accarezzargli la guancia. Non riusciva a capire chi fosse, ma quel tocco delicato gli donava un senso di beatitudine. Ma ad un certo punto, la figura si voltò e si piegò in due. Una figura nera estrasse un pugnale dallo stomaco dell'angelica creatura. A quel punto Kei si era svegliato.
Liv gli stava curando le ferite sul petto. Lui si sedette di scatto. Nel tentativo nel sogno di afferrare la creatura angelica, abbracciò Liv.
Poi tempo dopo. La pugnalata, quella ragazza cadere a terra sotto i suoi occhi un un mare di sangue. Ecco cos'era quel sogno. Aveva visto Liv che veniva uccisa.
Anche quella carezza paradisiaca ebbe un senso, col tempo. Kei ricordò quando voleva unirsi alla BORG, e la ragazza gli aveva posato le mani sulle guance e l'aveva baciato.
Ritornò al presente. Si voltò verso Liv. Aveva gli occhi chiusi. Kei sorrise, ma poi...Cominciò ad avvicinarsi:era pallida, non si percepiva il respiro, no, non poteva essere........................................................
...........................................................................
Le afferrò le spalle. Avvertì un movimento. No, stava solo dormendo. Tremò. Doveva portarla dentro, o si sarebbe ammalata.
Sistemò la coperta, e la prese in braccio. La portò dentro. Raggiunse una camera. La posò sul letto.
Sentì un rumore dietro di lui, e si voltò.
<<Takao!>> bisbigliò.
L'amico portava Lucia a letto.
<<Dio, quanto sono belle quando dormono>> disse Takao.
<<Sì>> rispose.
Silenzio.
<<Io non voglio che Lucia se ne vada>> bisbigliò Takao.
<<Adesso non fare il bambino, devono andare e noi non possiamo fermarle>> Kei abbassò lo sguardo <<anche se lo vorremmo fare tutti>>
Uscirono dalla stanza. Anche loro andarono a dormire.
 
<<Svegliatevi, stupidi!>>
<<Adesso queste partono: se non si muovono, addio ai saluti!>>
Ryan e Diego cercavano di svegliare i Bladebrakers, invano.
Ma, cosa inaspettata, Takao aprì gli occhi, seguito da Kei.
<<Che succede?>> disse il primo con fare assonnato. 
<<Succede che Liv, Lucia e le altre sono già all'areoporto, e se non vi sbrigate, chissà quando le rivedete!>>
I ragazzi a quella frase furono tutti svegli, e si fecero prendere dal panico.
Non si sa come, 5 minuti dopo erano già in viaggio per l'areoporto.
 
<<No, dai!>>
<<E invece vi dico di sì: li hanno beccati insieme nella limousine in sosta sul retro, a pomiciare>>
<<Beh, mi sono levata Olivier dalle scatole>> disse Lucia <<non mi lasciava in pace un momento: tutte quelle telefonate che mi ha fatto! Ma ora, finalmente, si è fidanzato>>
<<Sarebbe ora anche per Andrew di trovare qualcuno: è come un cugino per me, e non voglio che soffra ancora...>>
<<Quante volte ti ho detto che tu sei troppo buona, Liv?>>
<<Troppe, e se lo vuoi proprio sapere, mi hai stufato, Lucia!>>
<<Sapete, ora che vi vedo così, capisco perché vi piacciono quei due>> disse Eiko, riferendosi a Kei e Takao <<insomma, siete uguali identiche a loro: belle e strane>>
<<Non solo>> sussurò Lola a Jen.
<<Hai detto qualcosa?>> dissero Lucia e Liv all'unisono.
<<No, no, niente>>
Silenzio.
<<E' ora di andare: manca poco all'imbarco>> Liv si mise lo zaino in spalla.
<<Ma...non sono ancora arrivati...>>
<<Non potremo aspettarli per sempre>> disse Liv con tono rassegnato <<il mondo non gira intorno a loro>>
<<Ma il nostro mondo sì>> Lucia abbassò lo sguardo.
Liv abbandonò l'espressione dura e fredda che lasciò il posto ad una triste tenerezza.
<<Lucia>>  le disse mentre l'altra alzava lo sguardo <<non sarà per sempre. Un giorno o l'altro ci lasceranno libere di vivere come vogliamo, e certamente la prima cosa che faremo sarà corerre da loro. Non stiamo sacrificando il nostro amore, stiamo facendo un sacrificio per amore; e la gioia che proveremo quando staremo insieme a loro sarà ancora più grande dopo tanta fatica>>
<<Parole, parole, parole, soltanto parole>> ribatté Lucia <<che ne sai se ritorneremo davvero quaggiù? Puo darsi che sia solo una trappola, puo darsi che la B4 ci tenga lì segregate finché non avremmo dimenticato Takao e Kei>> abbassò di nuovo lo sguardo, stavolta per coprire le lacrime.
Liv prese con decisione un foglio di carta dal suo zaino e lo sbatté in faccia a Lucia.
<<Vedi questo pezzo di carta? Qui c'è scritto che siamo due studentesse di spionaggio promosse a pieni voti nell'accademia della Pennysilvania. E sai che vuol dire questo? Lucia, nessuno potrà mai segregarci da nessuna parte, perché noi abbiamo i mezzi e la volontà di scappare, dovesse esserci il miglior sistema d'allarme esistente>>
Instintivamente le due ragazze si abbracciarono.
<<Te lo prometto, Lucia. In un modo o nell'altro, legalmente o illegamente, torneremo da loro>> si staccarono <<ok?>>
Lucia si asciugava le lacrime, annuendo.
Le ragazze intorno a loro sorrisero: c'era un legame speciale tra quelle due, qualcosa di più dell'amicizia, qualcosa di fraterno.
<<Beh, è ora di andare>> Lucia era pronta a dirigersi all'uscita.
Si stavano voltando, quando sentirono delle urla familiari. Volsero lo sguardo nella direzione da cui esse provenivano.
<<No, non è possibile, ho smesso adesso di piangere! Devo ricominciare?>> chiese Lucia a Liv.
Correndo -nel vero senso della parola- stavano arrivando i loro fratelli seguiti dai Bladebrakers.
<<Ragazze>> chiamò la mora <<uno, due, tre, via>>
Fecero come per scappare, ma arrivarono Ryan e Diego, che afferrarono le loro soreline per i gomiti.
<<Voi non vi muovete da qui! Non sapete cosa abbiamo fatto per arrivare qui adesso!>>
<<Li avete svegliati?!>>disse Lucia riferendosi ai blader.
<<Spiritosa!>>
Silenzio.
<<Bene>> Jen prese per mano l'amica <<vieni Eiko, andiamo a salutare>>
<<E chi, scusa? Non conosco...>>
Eiko, una dolce e simpatica ragazza conosciuta da Jen e presentata alle altre, ora si ritrovava di fronte a Ray.
<<...nessuno>> terminò la frase arrossendo come una bambina che aveva visto il ragazzo che le piaceva.
<<Ci-ciao, Eiko>> evidentemente la stessa cosa valeva per Ray.
<<Ci si rivede>>
Jen sorrideva soddisfatta. Formavano proprio una bella coppia. Ma a quel pensiero abbassò lo sguardo, mentre la mente si rivolgeva a un ragazzo che ora non si trovava lì, o forse sì...
"Mystel" disse guardandosi intorno, nella speranza di vederlo correre, o meglio, volare nella dua direzione, mentre si toglieva quella maschera e la guardava con quei suoi bei occhi azzurri...
<<Adesso ho anche le allucinazioni...>>sussurò strofinandosi gli occhi.
Le era parso di vedere un'ombra molto simile a quella di Mystel nell'intento di togliersi qualcosa dalla faccia.
Si stava voltando, quando sentì uno strano tonfo, qualcosa di molto leggero cadere dietro di lei, ma non gli diede peso.
<<Ma come, vengo qui a salutarti e tu mi volti le spalle?!>>
A quel punto, Jen capì di non aver avuto nessuna allucinazione.
<<Mystel!>> disse saltandogli praticamente addosso <<allora sei venuto!>>
<<Pensavi forse che non sarei venuto a salutare la mia migliore amica!?>>
Lei sorrise soltanto. Per il momento le bastava solo questo.
Intanto, Lola parlava con Hilary, il prof e Max.
<<Mi raccomando, Lola, non dimenticarti di noi...>>
<<Ma figurati>>
Gli occhi della bionda incrociarono lo sguardo di Max.
<<Beh>> disse lei <<alla prossima, salutami i tuoi, Josie, Brian, Chris, Lex...>>
<<Certo, contaci>> rispose lui pizzicandola sulla guancia, com'era solito fare. 
Ma poi si abbracciarono.
<<Mi mancherai tanto>> disse Max.
<<Sei ripetitivo>> disse Lola allontanandosi <<anche tu>>
La ragazza si voltò.
<<Jen, Eiko, venite?>>
<<Si, eccoci>> disse Eiko, per poi tirare la mano di Jen <<dai andiamo!>>
<<Sì, si, va bene!>> disse Jen <<Ciao, Mystel>>
<<Ciao!>> 
Takao e Lucia ancora non si erano parlati.
<<Beh>> cominciò il primo <<non dovrai più farmi da babysitter>>
<<No, a quanto pare no. Mi raccomando, cerca di non far impazzire tuo nonno>>
<<Ci proverò>>
<<E cerca di controllare il mangiare, o presto diventerai una botte>>
<<Come, ricominci!?>>
<<Certo, se continui così, te lo puoi scordare il prossimo campionato!>>
<<E' quello che gli dico sempre anch'io>> intervenne Hilary.
<<Bene, posso affidarti ad Hilary, allora>> disse Lucia sorridendo.
<<No, ti prego>> disse Takao mettendosi in ginocchio <<tutto, ma non quella strega!>>
<<A chi ha detto strega?!>> gridò Hilary con fare inferocito, senza destare l'interesse dei due.
<<Allora, se lei è una strega, io che sono, la matrigna cattiva?>> Lucia lo guardò con espressione interrogativa.
<<No>> disse lui alzandosi <<tu sei la fata buona>>
Per un secondo gli occhi della ragazza lo guardarono con un'espressione talmente dolce da poter sciogliere la neve, col calore che diffondeva.
Ma poi, con un sorriso beffardo, gli sfilò il berretto.
<<Hai proprio sbagliato idea su di me>>
Per un po' Takao provò a raggiungere il suo "sacro copricapo", poi lasciò perdere.
Lucia glielo risistemò sulla testa.
<<Fai il bravo, allenati come un forsennato, e al campionato spacca tutto>>
Gli tese la mano.
<<Ok>> accettò la stretta di mano.
<<E, ancora una cosa>>
<<Cosa?>>
<<Cerca di non farti bocciare a scuola!>>
<<Ahh, Lucia!>>
Lucia, dopo una fragorosa risata, cominciò a guardarsi intorno.
<<Ma Liv?>>
 
Kei aveva portato via Liv, ed incredibilmente nessuno se ne era accorto.
<<Tu sei pazzo>>
<<Tu sei pazza a volertene andare via>>
<<Come se lo volessi>>
Un attimo di silenzio.
<<Io non ti ho detto tutto ieri sera>>
<<Di cosa mi devi parlare?>>
<<Di noi>>
Liv sospirò.
<<Tre anni fa', quando mi hai baciato...hai, hai innescato qualcosa in me. Un sentimento estraneo si è fatto vivo, e più forte ogni volta che eri con me. Ti ho trattato male, troppo male, solo perché volevo fare a modo mio, da solo. Ma tu mi hai fatto capire che nessuno può farcela da solo, che abbiamo tutti bisogno di qualcuno che ci sostenga. Io ho bisogno di te, e anche tu hai bisogno di me>>
<<No, non è vero. Tu non hai bisogno di me, non hai mai avuto bisogno di me. Forse ti ha aiutato l'amicizia di Takao e degli altri, ma sei stato tu a cambiare, tu ti sei detto "ce la posso fare"; non sono stata io. Però su un punto hai ragione: sì, ho bisogno di te, forse come un alcolizzato ha bisogno di bere...ma ora me ne devo andare>>
<<No, Liv, tu non puoi lasciarmi così! Io...non riesco a vedere il mio futuro senza di te! Sei diventata quasi come l'aria per me!>> Kei prese fiato per qualche secondo, poi ricominciò con tono più calmo <<tu mi hai insegnato a sorridere. Tu probabilmente non lo sai, ma non è successo in Russia>>
<<E allora dove?>>
<<Da Ralph, nel suo castello. Quella chiaccherata a mezzanotte, o forse è meglio chiamarla predica. Hai passato tutto il tempo a dirmi che anche se odiavo Andrew a morte ero come lui e gli altri, uno che pensava solo a se stesso e che non accettava consigli da nessuno. Poi tu mi colsi di sorpresa con questa frase: "Comportarti così ti farà solo del male; ne risentirete tu, il tuo bey ed il tuo tuo bit power. Ed è la prima volta che mi preoccupo per qualcuno, perciò non fare il bambino". Mi scappò un sorriso, mentre tu eri voltata, ma allora me ne pentii subito. Invece adesso...sorridere mi sembra la cosa più naturale del mondo, quando sto insieme a te>>
<<Regalare un sorriso non è poi molto. E' donare la felicità, quello è difficile>>
<<Ed invece è tanto. La felicità, invece, per te donarla è una cosa naturale. Tu sai che cosa serve, come serve e quando serve per rendere felice una persona, e lo fai, senza badare al prezzo. Ma Liv, tu sei entrata nella mia vita, ed ormai sei un punto fermo: non puoi andartene>>
<<Kei, te l'ho già detto: appena potrò tornerò>>
<<Ma Liv, io...io....non riesci a capirlo che mi sono innamorato di te?!>>
Per qualche secondo Liv sembrò sorpresa, ma poi sul suo volto risprese posto la triste tenerezza di qualche momento prima.
<<Ma mi amerai ancora, Kei, quando tornerò? Ti ricorderai di me? Di questo natale, di questa notte e delle emozioni che stai provando adesso? Fa parte della vita, Kei, separarsi, è uno dei tanti ostacoli da superare per crescere. Sono solo una figura comparsa nella tua vita che sì, come hai detto tu, probabilmente ti ha cambiato la vita, ma ci saranno tante altre figure che compariranno e scompariranno. Questo è il momento della mia scomparsa nella storia della tua vita. Te l'ho detto, il mare divide tutto, e il fuoco della tua aquila rossa o del mio angelo bianco non può sconfiggere l'acqua. L'acqua spegne il fuoco, e il mare che ci separerà, lentamente o velocemente, spegnerà il sentimento che credi di provare per me>>
<<Ma non è un dubbio, è una certezza quello che provo. Me ne sono accorto quando tuo fratello mi ha detto che, dopo il combattimento con Brooklyn, sei stata tu a farmi portare a casa tua e a medicarmi le ferite, prima di mandarmi in ospedale, ed è diventata una certezza quando ti ho visto, dopo essermi risvegliato, rivolgermi il tuo dolce sorriso di sempre, un sorriso che riservi solo a me. E' questo quello che ti volevo dire al picco sul mare*, ma poi Pablo ha rovinato tutto...>>
 
*riferimento a "Un senso"
 
Liv aveva ascoltato fissandolo per tutto il tempo, e adesso Kei vedeva le sue guance bagnate da calde lacrime. La ragazza stava piangendo.
<<Come posso io andarmene via col cuore in pace dopo tutte le cose che mi hai detto>> dalla voce non si sarebbe detto che stesse piangendo, poiché essa aveva solo una nota dolce e malinconica.
<<Se te ne andassi col cuore in pace, ti dimenticheresti di me, e non posso permettertelo>>
<<Mai ti dimenticherei, Kei>> gli poso la candida mano sulla guancia <<perché il sentimento che è cresciuto in te in tre anni, io me lo tengo dentro da quando ci siamo conosciuti, in Russia, o forse da prima di conoscerti>>
Lei si asciugò le lacrime.
<<Un areoporto: bel posto per una dichiarazione del genere>>
Risero entrambi.
<<Come farò senza di te, senza poterti vedere, senza poterti parlare>> stavolta fu Kei ad accarezzare la guancia di Liv <<senza poterti baciare...>>
Si avvicinò, stava per farlo, ma...
<<Aspetta>> disse la ragazza.
L'altro si ritirò.
<<Che c'è?>> disse in tono dolce, forse il più dolce mai usato da lui.
<<E tu, tu l'hai capito che ti amo?>> chiese lei, continuando a piangere.
Kei non rispose. Si limitò a sorridere, ed ad avvicinare nuovamente il suo viso a quello di Liv. Stavolta lei non lo fermò.
Si scambiarono il loro quinto bacio.
Silenzio, finché...
DRIIIIN....DRIIIIN....
Liv prese il cellulare e rispose, mentre Kei aveva un'espressione alquanto seccata...
<<Pronto!>>
<<Sono Lucia, dove sei? Mancano solo 5 minuti>>
<<Si adesso arrivo!>> disse Liv con tono spazientito.
<<Ehi, ho forse interrotto qualcosa?>> ^_^"
<<Nooooo>>T_T
<<E va bene, scusa! Però adesso sbrigati!>>
<<Sì>>
Chiuse la telefonata.
<<Lucia>> spiegò Liv.
<<Inopportuna quanto Takao>>
<<Sono d'accordo>>
Si fissarono.
<<Mi mancherai tanto...>> disse lei.
<<Tu di più>>
Si scambiarono un altro bacio, più veloce, ma intenso come il precedente.
<<Aspetta>> disse Kei mostrandole un ciondolo.
<<La croce celtica>>
Lui gliela mise al collo.
<<No...no, non posso, è-era di tua madre...>>
<<Adesso è tuo. Non dimenticarmi>>
<<Non lo farò. Ciao>> Liv corse via.
<<Ciao, angelo>>
 
<<Allora, che è successo?>>
Tutte le ragazze avevano accerchiato Liv.
<<Mmm, niente>> disse con fare misterioso.
<<Niente?>> Lucia le mise un braccio intorno alle spalle.
<<Diciamo che abbiamo saldato la nostra "amicizia" con qualche confessione>>
Sentirono la chiamata del loro volo.
<<Andiamo>>
Si incaminnarono.
<<Vi siete dichiarati, allora>> disse Lucia.
<<Tu già lo sapevi!>>
<<Un amico non ti porta via dagli altri per salutarti>>
Liv sorrise.
<<Spero solo che quando tornerò, la situazione non sarà cambiata>>
<<Io invece no, spero che cambi in meglio>>
<<Come sempre!>>
 
<<Dai, Kei, vuoi dirci dove sei andato?>>
<<Ti ho detto che sono affari miei!>>
<<Antipatico!>>
<<Smettila, Takao, di dare fastidio a Kei, ha ragione: sono affari suoi!>> disse Hilary.
<<Uffa>>
I ragazzi tornavano a casa. Ryan era al volante, e Diego gli stava a fianco.
<<Secondo me dovreste dare un'occhiata sotto l'albero di natale. Forse le ragazze hanno dimenticato qualcosa>> disse il secondo.
Appena tornati alla casa, si fiondarono in salotto.
Vi erano dei pacchetti stupendi decorati con fiocchi e lustrini. Hilary fu la prima a prendere il suo pacchetto, ovviamente.
Lo aprì di foga.
<<No, non ci posso credere! Il nuovo cd del mio gruppo preferito! Ma, non è ancora uscito, come hanno fatto?>>
<<Le ragazze conoscono le fidanzate dei cantanti, che hanno fatto fare un'incisione speciale su loro richiesta>> spiegò Ryan. 
<<Ma è stupendo! Ringraziatele tanto da parte mia!>>
<<Sarà fatto!>>
Il prof. K trovò una scatola piena di pezzi di ricambio e materiali supertecnologici.
Daichi non volle far vedere a nessuno il contenuto del suo pacco.
Ray trovò una statuetta di legno che ritraeva la tigre bianca, ed una foto, che appena vista lo fece diventare rosso come un peperone. E quando lesse la nota scritta dietro, sarebbe potuto scoppiare:
"La statuetta l'ha fatta Eiko, e siccome sono una brava cugina, ti lascio anche la sua foto. Baci e buon Natale, da Jen e Eiko"
<<Questa Jen se la poteva risparmiare>> disse.
Max rimase molto stupito quando, aprendo la scatola, trovò un bey blade ed una foto. Prese entrambe in mano, e poi constatò che il bey era di Lola come lo era la foto.
A Takao capitarono le stesse cose.
Come a Kei, ma dietro la sua foto c'era una nota: "L'angelo custode se ne va in vacanza. Il fuoco non può sconfiggere l'acqua, ma può farla evaporare. Un bacio, dal più profiondo del mio cuore. Ti amo, Liv"
 
Kei e Takao si ritrovarono sulla terrazza.
<<Se ne sono andate>>
<<Già>>
Silenzio.
<<E se non dovessero più tornare?>> chiese Takao.
<<Ce l'hanno promesso. Loro le mantengono le promesse>>
<<Ci avevano detto che non ci avrebbero lasciati mai! Non hanno mantenuto la parola>>
<<Sono umane anche loro, Takao. Devi capirle>>
<<Come hai fatto tu portandoti via Liv?>>
<<Come hai detto, scusa?>>
<<No, scusa, ma oggi non ragiono>>
<<Neanche io>>
Ancora silenzio.
<<Vedrai che torneranno. Loro vogliono tornare>> disse Kei.   
<<E loro ottengono sempre quello che vogliono>>
<<Sì, puoi dirlo forte>>
Chissà come, tutti e due pensarono la medesima cosa:
"Un giorno tornerà e finalmente potremo stare insieme, per sempre"
Intanto, nel cielo parvero comparire i volti di quelle due ragazze che occupavano i cuori dei due blader; i volti di due angeli che avrebbero sempre vegliato su di loro. 
 
 
Continua con Lady Marmelade
 



Continua



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