COURTAIN FALLS

fanfiction


By V@le

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WE BELONG TOGETHER

<<Ecco, questi sono gli appunti di oggi>>
<<Grazie, Cory. Senza di te mi sbatterebbero fuori>>
<<No, non è vero>>
Liv sorrideva all'amica. Ne erano passati di giorni dal suo risveglio. Ormai la gamba era a posto, anche se non poteva fare sforzi eccessivi. Stava lì solo per quelle "complicazioni" con la respirazione. La stanza straboccava di fiori. Le visite erano troppe.
<<Per quello che il dottore mi ha detto, uscirai proprio nel periodo in cui gli alunni dei due collegi cominceranno a frequentare la nuova scuola>>
<<Wow, tempismo perfetto>>
Sentirono bussare.
<<Avanti>>
La porta si aprì. Entrò una ragazza. Aveva i capelli di un castano chiarissimo lunghi fino a metà schiena, occhi chiari e la tipica carnagione da siberiana.
<<Anya!>>
La ragazza corse ad abbracciare Liv.
<<Che ci fai qui?>>
<<Che domande: sono venuta a trovarti! Come stai?>>
<<In ospedale, ma contenta>>
<<E quando mai!>>
Entrò un ragazzo.
<<Yuri!>>
<<Ne è passato di tempo!>>
<<Anche tu...qui>> letteralmente a bocca aperta, Liv fissava i due ragazzi, che improvvisamente arrossirono <<non è che vi siete messi insieme?>>
<<Ma che vai a pensare?>> dissero all'unisono.
<<Scusate, non volevo mettervi in imbarazzo. Ma nel caso la risposta fosse stata affermativa, beh, non avrei voluto vedervi fare cose sconce...>>
<<Le cose sconce che tu faresti con una certa persona?>> intervenne Cory rivolta al Lilly.
<<Non ho mai detto una cosa del genere. Ho detto che lo capirei...>>
<<In pratica hai detto che ci staresti!>>
<<Invece no!>>
<<E invece sì!>>
Yuri e Anya le guardavano sconcertati.
<<Niente di preoccupante>> li rassicurò la ragazza nel letto.
<<Giornaliere discussioni sulla sua attrazione fatale verso Kei>> continuò Corazon.
Liv la fissò come per dire ironicamente 'basta'.
<<Le cose come vanno con lui?>> chiese Yuri.
<<Praticamente mi ha fatto capire che gli devo stare alla larga. Ma sopravviverò>>
<<Sono sicuro che non è così>>
<<Scommettiamo? Tu vaglielo a chiedere, e se ho ragione io, vi dovrete baciare davanti a me>>
<<Cosa?>>
<<Sto scherzando!>>
I due tirarono un sospiro di sollievo.
<<Solo perché sono bloccata in un letto d'ospedale, non vuol dire che non possa fare qualche battuta di tanto in tanto!>>
<<Vedrai che tutto tornerà come prima>> le disse Anya.
Liv la fissò per qualche secondo.
<<La fai facile tu. Dovrete andare. Lucia e le altre saranno felici di rivederti, Anya. E anche Yuri, se magari vuole rivedere i Bladebrakers...>>
<<Sì, certo>>
<<Allora ciao>> la ragazza russa baciò l'amica, per poi uscire seguita dal ragazzo.
Corazon guardava Liv.
<<Secondo me Anya ha ragione: vedrai che si sistemerà tutto>>
Lilly le rispose sorridente:
<<Grazie per tutto quello che stai facendo per me, Cory. Mi aiuteresti? Vorrei andare in terrazza>>
<<Ma puoi?>>
<<Il dottore mi ha dato il permesso. Allora mi accompagni?>>

 
La ragazza dai boccoli d'ebano era seduta. Davanti a sé il cielo. Il vento le accarezzava il viso. Quanto avrebbe voluto essere leggera come quell'elemento.
Qualcuno la osservava dalle scale che portavano alla terrazza, ma lei non se ne accorse. Pensava ad altro.
Ad un tratto nella sua mente vedeva il mare, il sole rosso che scompariva lentamente e quelle dolci parole uscire dalle proprie labbra.
E adesso, altre dolci parole la circondarono:

<< I didn't mean it
When I said I didn't love you so
I should have held on tight
I never should've let you go
I didn't know nothing
I was stupid
I was foolish
I was lying to myself
I couldn't have fathomed that I would ever
Be without your love
Never imagined I'd be
Sitting here beside myself

'Cause I didn't know you
'Cause I didn't know me
But I thought I knew everything
I never felt
The feeling that I'm feeling
Now that I don't
Hear your voice
Or have your touch and kiss your lips
Cause I don't have a choice
Oh, what I wouldn't give
To have you lying by my side
Right here, 'cause baby


When you left
I lost a part of me
It's still so hard to believe
Come back baby please, 'cause
We belong together
Who else am I gonna lean on
When times get rough
Who's gonna talk to me on the phone
Till the sun comes up
Who's gonna take your place
There ain't nobody better
Oh baby, baby
We belong together

I can't sleep at night
When you are on my mind
Bobby Womack's on the radio
Singing to me
'If you think you're lonely now'
Wait a minute
This is too deep, too deep
I gotta change the station
So I turn the dial
Trying to catch a break
And then I hear Babyface
I only think of you
And it's breaking my heart
I'm trying to keep it together
But I'm falling apart
I'm feeling all out of my element
I'm throwing things
Crying
Trying to figure out
Where the hell I went wrong
The pain reflected in this song
Ain't even half of what
I'm feeling inside
I need you
Need you back in my life baby 

When you left
I lost a part of me
It's still so hard to believe
Come back baby please, 'cause
We belong together
Who else am I gonna lean on
When times get rough
Who's gonna talk to me on the phone
Till the sun comes up
Who's gonna take your place
There ain't nobody better

oh, baby, baby
We belong together 
baby

When you left
I lost a part of me
It's still so hard to believe
Come back baby please, 'cause
We belong together
Who am I gonna lean on
When times get rough
Who's gonna talk to me
Till the sun comes up
Who's gonna take your place
There ain't nobody better
Oh baby, baby
We belong together
>>

 
Non piangeva, ma il volto di Liv era segnato dalla tristezza.
La persona uscì allo scoperto. Prima ancora di vederla in faccia, Liv capì chi era. Proprio come quella volta, al tramonto.
<<Mi sorprende che tu sia venuto>>
<<Volevo vedere come stavi>>
<<Resti sempre della stessa opinione?>>
<<Sì>>
Lei sospirò. Kei era in piedi vicino a lei.
<<Ti conosco da tanto tempo. Troppo tempo>> lo fissò <<mi stai mentendo>>
<<Sei fuori strada>>
<<Ed invece sto percorrendo la pista giusta. Qualcuno ti ha minacciato?>>
<<Ti sembro il tipo che si spaventa?>>
<<No, ma potrebbero averti detto che mi avrebbero ucciso se mi fossi riavvicinata>>
L'altro distolse lo sguardo.
<<Te l'ho detto: sei fuori strada>>
<<E' stato tuo nonno, vero?>> dal tono sembrava che Liv stesse per scoppiare a piangere <<non posso starti vicino, ma almeno sii sincero>>
Kei le si sedette accanto. Per qualche attimo nessuno dei due parlò.
<<No, non è vero che non mi puoi stare accanto>> bisbigliò il ragazzo con lo sguardo basso.
<<Se solo sapessi, Kei....quante notti ho pianto, dopo quel giorno all'areoporto, quante volte avrei voluto prendere il primo volo e tornare da te, quante volte, durante il campionato, avrei voluto raggiungerti dopo ogni incontro...se solo sapessi>>
<<E se solo tu potessi perdonarmi>>
Liv si alzò. Volse lo sguardo al cielo.
<<Io lo farei. Ti perdonerei tutto, e tu lo sai...ma allora perché non ti fidi di me?>>
Kei la fissò, poi si alzò e si avvicinò.
<<Io mi fido di te>>
Liv si girò.
A quel punto lui non resistette più. La abbracciò.
La ragazza restò di sasso, per poi cominciare a piangere. Finalmente, tra le sue braccia.
<<Mi sei mancato da morire>>
<<Anche tu>>
Lei si allontanò.
<<Adesso mi vuoi dire perché ti sei comportato in quel modo?>>
<<No, non posso dirtelo>>
<<Me lo devi dire, Kei. Ho il diritto di sapere cosa o chi si vuole mettere tra di noi>>
Kei si voltò fece qualche passo a sguardo basso, poi si fermò.
<<E' stato...è stato un ragazzo>>
<<Chi?>>
<<Non ne ho idea. Diceva di venire per conto di mio nonno...>>
<<Non puoi avere paura di tuo nonno!>>
<<..e anche per conto di Gideon, di Vorkoff, di Pablo>>
<<Cosa? Ce..ce l'hanno ancora con te?>>
<<No. Ce l'hanno con te. Quel ragazzo mi è venuto a dire che ti dovevo stare alla larga. Ti vogliono morta, Liv>>
<<Per tutti i miei sedici anni di vita mi hanno voluta morta. Non cambia niente>>
<<Mi hanno detto di starti alla larga o avrebbero ammazzato anche me>>
Liv sembrò spaesata.
<<Scusa, credo di non aver capito: tu mi hai praticamente cacciato per non essere ammazzato insieme a me?>>
<<No, stupida!>> si voltò Kei <<io non avrei mai fatto una cosa del genere! Ne ho parlato con vecchio amico di mia madre, che dirige talvolta il programma di protezione testimoni>>
<<E allora?>>
<<Mi ha detto che dovevo trovare il modo di farti tornare a casa tua. Sapevo che, facendo l'indifferente, avresti pensato che non ti amassi più, e che te saresti andata. Io non ti avrei mai fatto soffrire se non fosse stato necessario, capisci?>>
<<Ma perché non me l'hai detto?>>
Il ragazzo non seppe rispondere.
<<Ecco, appunto>>
Liv si diresse verso le scale per tornare nella sua stanza.
Passò oltre Kei, che però le afferrò il braccio e l'attirò a sé.
Le loro labbra si incontrarono, ed un altro bacio segnò la loro storia.
 
<<...e appena ci ha visto insieme, ha pensato male>>
<<Che vuoi farci, Liv è così>>
Lucia, Lola e Bea stavano chiacchierando con Anya sul tappeto del loro salotto.
<<E poi sembrava sconvolta, quasi non lo volesse>>
<<E' perchè vuole che sia una di noi a operare il miracolo. Avrà sicuramente pensato che sia stato qualcun altro a farvi dichiarare>>
<<Ma ci deve essere un modo per farlo ragionare, quel benedetto ragazzo!>> disse Lola.
<<Avrà da divertirsi con i ragazzi...>> Anya aveva una faccia, poverina!
<<Sì, lo so io qual è l'idea del divertirsi di Takao>> rispose Lucia con tono scettico.
<<Eppure dev'esserci un modo...>>
Sentirono il campanello della porta suonare.
<<Vado io>>
Bea si alzò e si diresse verso la porta. La aprì.
<<Ciao, Bea>>
<<Ciao Zeo>>
Si baciarono (nel vero senso della parola).
<<Ti ho riportato gli appunti di scienze>>
<<Grazie, che fai stasera?>>
<<Oh, io e gli altri volevamo portare fuori Yuri. Si dovrebbe distrarre...da un problema di cuore>>
<<Ah>> il viso della ragazza si illuminò <<senti, avete già deciso dove portarlo?>>
<<Veramente no>>
<<Beh, alle 9 le altre devono cantare al locale del signor Williams, canterà anche Anya, e siccome i problemi di cuore si devono affrontare, non evitare, potrebbe essere la soluzione giusta... Venite?>>
<<Certo, ci penso io, basta che dopo mi concedi un ballo>>
<<Ma certo>>
Zeo le accarezzò la guancia.
<<Ci vediamo stasera>>
<<Ciao>>
Bea tornò dalle ragazze e soddisfatta, si sedette con loro.
<<Allora?>> chiese Lucia.
<<Mi è venuta un'idea!>>
 
<<Il grande momento è arrivato, Yuri ti sentirà cantare!>>
<<Allegria>> disse Anya con tono spento.
<<Dai vedrai che andrà tutto bene>> la rassicurò Lola.
<<Speriamo>>
<<Senti? Tocca a te. Vieni, e non preoccuparti, che sei bravissima>>
Lucia, tirandola per il braccio, la trascinò sul palco.
 
<<Ci hanno riservato anche il tavolo>> Max si guardava intorno.
<<Sono state gentili>> disse Yuri.
<<Gentili!>> Takao sembrava alquanto infastidito <<ci divertiremmo molto di più a casa mia>>
Max e Zeo avevano una faccia che diceva "no, credo proprio di no".
Arrivò un cameriere che portava delle coppe gelato.
<<Ecco, quattro al cioccolato>>
<<Ma scusi, ci deve essere un errore, noi non abbiamo ordinato niente>>
<<No, ve lo offrono le ragazze che cantano stasera>>
<<E chi canta stasera?>>
<<Loro>>
Il cameriere indicò il palco.
E chi c'era sul palco?
 
<<Dai, è andata bene>>
<<Ma se ho sbagliato un passaggio!>>
<<Non è vero! Ti convinci di cose che non sono vere!>>
<<Comunque, è ora di andare dai ragazzi>> disse Lucia incamminandosi.
Le altre la seguirono.
Raggiunsero il tavolo.
<<Ehi>>
<<Ciao, siete state brave>>
<<Grazie>>
Zeo si alzò.
<<Non mi avevi promesso qualcosa?>> domandò a Bea.
<<Vediamo, adesso che ci penso mi pare proprio di sì>>
Il ragazzo la prese la mano e la trascinò sulla pista da ballo.
<<Le cose vanno bane, a quanto pare>>Lola si avvicinò a Lucia.
<<Sì. Lola, perché lei si e noi no?!>>
<<Temo di non saper rispondere>>
Max si alzò e si avvicinò alla bionda.
<<Chicca, ti va di ballare?>>
Per un attimo la ragazza lo fissò stupita, poi con tono incerto:
<<Ok>>
Raggiunsero Zeo e Bea.
Rimasero Yuri e Takao con Anya e Lucia.
<<Allora, Yuri, come va laggiù, in Russia?>> chiese quest'ultima.
<<Bene, va tutto bene. Ah, ti saluta Boris>>
<<Salutalo da parte mia>>
<<Certo>>
Squillò il cellulare della ragazza.
<<Pronto? Ciao, Liv....................sono contenta che ti senti meglio....................sì, è andata bene, Anya è stata fantastica, come previsto...........mi sembri più allegra del solito, sputa il rospo che ti è successo?.................oh, era anche ora........ce ne vorrà di tempo prima che venga il mio turno...............sì, va bene, congratulazioni............ciao, ciao>>
Lucia infilò l'apparecchio in tasca.
<<Che è successo?>> chiese Anya.
<<Liv ha fatto pace con Kei>>
<<Finalmente>> dissero gli altri tre in coro.
Anya cominciò a tossire.
<<Che hai?>> le disse la rossa.
Lei non rispose, continuò a tossire.
<<Ehi, ci sei?>>
<<Sì, scusa. E' il catarro, qualche volta mi fa tossire>>
<<Andiamo a prendere qualcosa da bere...>>
<<Lascia stare, Lucia>> Yuri prese posto accanto alla ragazza castana <<la accompagno io>>
Lulu lo fissò, per poi dire:
<<Ok>>
I due ragazzi si allontanarono.
La rossa si sedette vicino a Takao.
<<Che stanchezza, non ce la faccio più. Sarei capace di dormire per un'intera settimana. Poi devo ancora sistemare casa e imbiancare le pareti della mia camera>>
<<Quante cose tutte insieme. Non fai più la pefettina>>
<<Sono tutt'altro che perfetta>>
Lucia fece scivolare la mano in tasca, che ricomparve con una sigaretta e un accendino.
<<Che hai intenzione di fare?>>
<<Sicuro che non dovresti andare all'asilo? Mi sembra ovvio>>
La ragazza si mise la sigaretta in bocca e la accese.
<<Ne abbiamo già parlato, ti fa male>>
<<Primo: quello che mi hai fatto quando mi hai visto fumare per la prima volta non era un semplice discorsetto, ma una scenata in piena regola. Secondo: non mi sembra opportuno usare l'espressione "ne abbiamo già parlato", visto che non sono né tua sorella, né la tua ragazza>>
<<Sei mia amica>>
<<E da quando? Takao, per favore, stai con i piedi per terra: io ero la guardia del corpo e tu il protetto, potevano uscire solo due cose, l'odio totale, o una storia tipo quelle delle cantanti famose. Siamo già fortunati se ci parliamo ancora>>
Il ragazzo pareva essere rimasto totalmente scioccato da quelle parole.
<<Dio, scusa. Il fatto è che questa è una vecchia storia>>
<<Che...che vuoi dire?>>
<<Ho avuto un altro protetto prima di te. Si chiamava Gabriel. Era campione mondiale di balli latino-americani, e doveva disputare una gara importantissima con un'altra ragazza, la migliore sulla piazza. Successe che quest'ultima si slogò la caviglia, e Gabriel si ritrovò senza nessuno con cui provare. E i miei capi a chi pensarono? E' cubana, ce l'ha nel sangue, facciamolo provare con Lucia. Cominciai a ballare con lui, e cominciò a piacermi. Lui sembrava starci, e ci mettemmo assieme. Cosa scoprii poi? Che lui era fidanzato con la ragazza con cui doveva ballare da anni. Mai subita un umiliazione più grande. Da lì in poi, non mi fidai più di nessun ragazzo, se non di quelli che conoscevo fin da piccola>> si ricompose <<ma tu sei talmente infantile che mi sono affezionata come una mamma...>>
<<Solo come una mamma?>> chiese il ragazzo.
<<Cominciamo con le domande a trabocchetto?>>
Risero.
<<A parte gli scherzi, mi sei stato di grande aiuto, Takao>> disse Lucia guardandolo dolcemente <<finirai per farmi smettere di fumare>>
Spense la sigaretta schiacciandola sul posacenere, poi si alzò, si avvicinò e lo baciò sulla guancia.
<<Ci vediamo domani a scuola>>
La ragazza scomparve tra la folla.
Il ragazzo era rosso come un pomodoro.
<<A-a domani...>>
 
<<Grazie>> Anya prese il bicchiere che Yuri le stava porgendo e bevve.
<<Ora ti senti meglio?>>
<<Sì, grazie, molto meglio>>
Silenzio.
<<Sono contenta che ci parliamo ancora dopo....dopo quello che è successo>>
Il ragazzo non fece fatica a ricordare la loro discussione di anni prima. Loro si conoscevano praticamente dalla nascita, ed erano cresciuti insieme. Quando lui si unì alla BORG, lei tentò di dissuaderlo in tutti i modi. Finirono per litigare, ma proprio di brutto, arrivando addirittura al punto di dirsi che si odiavano, anche se sapevano entranbi che non era vero. Anzi, si volevano un bene dell'anima, e lo avrebbero scoperto molto presto...
<<E' stato solo un attimo. Rabbia. Non so te, ma io non pensavo sul serio quello che ho detto...>>
<<Neanch'io pensavo quello che ti ho detto>> gli fece eco la ragazza <<il...il fatto è che credevo stessi per fare un enorme sbaglio>>
<<Sbagliai, poco ma sicuro. E in ogni caso...>> Yuri guardò altrove arrossendo <<è stato molto gentile da parte tua preoccuparti tanto per me>>
Anche Anya, a quelle parole, arrossì.
<<Senti, ora che si è chiarito tutto...che ne diresti di ricominciare a frequentarci?...>>
La ragazza lo fissò stupefatta.
<<Mi...mi stai chiedendo di uscire>>
<<Sì>> il ragazzo sorrise <<e questo era un sì?>>
<<Credo...sì>>
Lucia comparve quasi dal nulla.
<<Ciao, ti senti meglio, Anya?>>
<<Sì, certo. Volevo vedere un'altra volta Liv, visto che domani partiamo, ma è troppo tardi...>>
<<Oh, non ti preoccupare, oggi di turno c'è Ronan, digli che ti mando io e ve la farà vedere, a patto che ve ne andiate entro mezzanotte. E l'ho capito cos'è successo qua>> la rossa baciò sulla guancia l'amica <<congratulazioni. Ciao>>
Scomparve com'era comparsa.
I due ragazzi si guardarono.
<<Non cambierà mai!>> dissero all'unisono.
<<Beh, andiamo a salutare Liv>> Yuri, dopo un attimo di esitazione, afferrò la la mano di Anya.
Restando in silenzio, uscirono dal locale, e si diressero all'ospedale.
 
 <<...Who else am I gonna lean on
When times get rough
Who's gonna talk to me on the phone
Till the sun comes up
Who's gonna take your place
There ain't nobody better
Oh baby, baby
We belong together...
>>
Liv canticchiava, con lo sguardo perso nel vuoto, ma carico di tenerezza. Giocherellava con il suo ciondolo.
Sapeva che quel bacio non bastava a farli stare insieme: erano destinati ad un infinito tira-e-molla. Oramai si era rassegnata a quest'idea.
Ma lei non avrebbe mai potuto innamorarsi di un altro. E si fidava di Kei. In ogni caso, le personne arrivano, poi o restano o se ne vanno. Conoscendo l'imprevedibilità della vita, Liv non sarebbe stata del tutto impreparata se Kei avesse smesso di amarla, e magari avesse trovato un'altra ragazza.
Sospirò.
<<Carmen...perché non sei qui a dirmi cosa fare?>>
Un uomo sulla trentina si affacciò.
<<Liv, due ragazzi ti vogliono vedere>>
<<Falli entrare, Ronan>>
L'uomo ritornò del corridoio.
Entrò Yuri, seguito da Anya. Si tenevano per mano.
La ragazza nel letto sorrise.
<<Sono felice per voi>>
Entrambi abbassarono lo sguardo arrossendo.
<<Andrà tutto bene, non preoccupatevi. L'unica cosa che dovete fare è non correre. Un passo alla volta, e andrà tutto bene>>
Anya la fissò esterrefatta. Era proprio quella la sua insicurezza più grande. Come faceva a saperlo?
<<Grazie me lo direte un'altra volta. E' tardi. Andate a dormire, che domani ripartite>>
<<Sì, ma allora, si sono sistemate le cose con Kei?>>
<<In teoria...vedremo>>
Anya strinse la mano all'amica.
<<Buona fortuna>>
Si baciarono sulla guancia.
<<Alla prossima>>
I due ragazzi uscirono, sempre stringendosi la mano.
Liv sospirò. Sorrise, volgendo gli occhi al soffitto.
<<Andrà tutto bene>>
 

continua con Wake up

 

Continua


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