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CAPITOLO 11
WE BELONG TOGETHER
<<Ecco, questi sono gli
appunti di oggi>>
<<Grazie, Cory. Senza
di te mi sbatterebbero fuori>>
<<No, non è
vero>>
Liv sorrideva all'amica. Ne
erano passati di giorni dal suo risveglio. Ormai la gamba era a posto, anche se
non poteva fare sforzi eccessivi. Stava lì solo per quelle
"complicazioni" con la respirazione. La stanza straboccava di fiori.
Le visite erano troppe.
<<Per quello che il
dottore mi ha detto, uscirai proprio nel periodo in cui gli alunni dei due
collegi cominceranno a frequentare la nuova scuola>>
<<Wow, tempismo
perfetto>>
Sentirono bussare.
<<Avanti>>
La porta si aprì. Entrò una
ragazza. Aveva i capelli di un castano chiarissimo lunghi fino a metà schiena,
occhi chiari e la tipica carnagione da siberiana.
<<Anya!>>
La ragazza corse ad
abbracciare Liv.
<<Che ci fai
qui?>>
<<Che domande: sono
venuta a trovarti! Come stai?>>
<<In ospedale, ma
contenta>>
<<E quando mai!>>
Entrò un ragazzo.
<<Yuri!>>
<<Ne è passato di
tempo!>>
<<Anche
tu...qui>> letteralmente a bocca aperta, Liv fissava i due ragazzi, che
improvvisamente arrossirono <<non è che vi siete messi insieme?>>
<<Ma che vai a
pensare?>> dissero all'unisono.
<<Scusate, non volevo
mettervi in imbarazzo. Ma nel caso la risposta fosse stata affermativa, beh,
non avrei voluto vedervi fare cose sconce...>>
<<Le cose sconce che tu
faresti con una certa persona?>> intervenne Cory rivolta al Lilly.
<<Non ho mai detto una
cosa del genere. Ho detto che lo capirei...>>
<<In pratica hai detto
che ci staresti!>>
<<Invece no!>>
<<E invece sì!>>
Yuri e Anya le guardavano
sconcertati.
<<Niente di
preoccupante>> li rassicurò la ragazza nel letto.
<<Giornaliere
discussioni sulla sua attrazione fatale verso Kei>> continuò
Corazon.
Liv la fissò come per
dire ironicamente 'basta'.
<<Le cose come vanno
con lui?>> chiese Yuri.
<<Praticamente mi ha
fatto capire che gli devo stare alla larga. Ma sopravviverò>>
<<Sono sicuro che non è
così>>
<<Scommettiamo? Tu
vaglielo a chiedere, e se ho ragione io, vi dovrete baciare davanti a
me>>
<<Cosa?>>
<<Sto
scherzando!>>
I due tirarono un sospiro di
sollievo.
<<Solo perché sono
bloccata in un letto d'ospedale, non vuol dire che non possa fare qualche
battuta di tanto in tanto!>>
<<Vedrai che tutto
tornerà come prima>> le disse Anya.
Liv la fissò per qualche
secondo.
<<La fai facile tu.
Dovrete andare. Lucia e le altre saranno felici di rivederti, Anya. E anche
Yuri, se magari vuole rivedere i Bladebrakers...>>
<<Sì, certo>>
<<Allora ciao>>
la ragazza russa baciò l'amica, per poi uscire seguita dal ragazzo.
Corazon guardava Liv.
<<Secondo me Anya ha
ragione: vedrai che si sistemerà tutto>>
Lilly le rispose sorridente:
<<Grazie per tutto
quello che stai facendo per me, Cory. Mi aiuteresti? Vorrei andare in
terrazza>>
<<Ma puoi?>>
<<Il dottore mi ha dato
il permesso. Allora mi accompagni?>>
La ragazza dai
boccoli d'ebano era seduta. Davanti a sé il cielo. Il vento le
accarezzava il viso. Quanto avrebbe voluto essere leggera come quell'elemento.
Qualcuno la osservava dalle
scale che portavano alla terrazza, ma lei non se ne accorse. Pensava ad altro.
Ad un tratto nella sua mente
vedeva il mare, il sole rosso che scompariva lentamente e quelle
dolci parole uscire dalle proprie labbra.
E adesso, altre dolci
parole la circondarono:
<< I didn't mean it
When I said I didn't love you so
I should have held on tight
I never should've let you go
I didn't know nothing
I was stupid
I was foolish
I was lying to myself
I couldn't have fathomed that I would ever
Be without your love
Never imagined I'd be
Sitting here beside myself
'Cause I didn't know you
'Cause I didn't know me
But I thought I knew everything
I never felt
The feeling that I'm feeling
Now that I don't
Hear your voice
Or have your touch and kiss your lips
Cause I don't have a choice
Oh, what I wouldn't give
To have you lying by my side
Right here, 'cause baby
When you left
I lost a part of me
It's still so hard to believe
Come back baby please, 'cause
We belong together
Who else am I gonna lean on
When times get rough
Who's gonna talk to me on the phone
Till the sun comes up
Who's gonna take your place
There ain't nobody better
Oh baby, baby
We belong together
I can't sleep at night
When you are on my mind
Bobby Womack's on the radio
Singing to me
'If you think you're lonely now'
Wait a minute
This is too deep, too deep
I gotta change the station
So I turn the dial
Trying to catch a break
And then I hear Babyface
I only think of you
And it's breaking my heart
I'm trying to keep it together
But I'm falling apart
I'm feeling all out of my element
I'm throwing things
Crying
Trying to figure out
Where the hell I went wrong
The pain reflected in this song
Ain't even half of what
I'm feeling inside
I need you
Need you back in my life baby
When you left
I lost a part of me
It's still so hard to believe
Come back baby please, 'cause
We belong together
Who else am I gonna lean on
When times get rough
Who's gonna talk to me on the phone
Till the sun comes up
Who's gonna take your place
There ain't nobody better
oh, baby, baby
We belong together
baby
When you left
I lost a part of me
It's still so hard to believe
Come back baby please, 'cause
We belong together
Who am I gonna lean on
When times get rough
Who's gonna talk to me
Till the sun comes up
Who's gonna take your place
There ain't nobody better
Oh baby, baby
We belong together>>
Non piangeva, ma il volto di
Liv era segnato dalla tristezza.
La persona uscì allo
scoperto. Prima ancora di vederla in faccia, Liv capì chi era. Proprio come
quella volta, al tramonto.
<<Mi sorprende che tu
sia venuto>>
<<Volevo vedere come
stavi>>
<<Resti sempre della
stessa opinione?>>
<<Sì>>
Lei sospirò. Kei era in piedi
vicino a lei.
<<Ti conosco da tanto
tempo. Troppo tempo>> lo fissò <<mi stai mentendo>>
<<Sei fuori
strada>>
<<Ed invece sto
percorrendo la pista giusta. Qualcuno ti ha minacciato?>>
<<Ti sembro il tipo che
si spaventa?>>
<<No,
ma potrebbero averti detto che mi avrebbero ucciso se mi fossi
riavvicinata>>
L'altro distolse lo sguardo.
<<Te l'ho detto: sei
fuori strada>>
<<E' stato tuo nonno,
vero?>> dal tono sembrava che Liv stesse per scoppiare a piangere
<<non posso starti vicino, ma almeno sii sincero>>
Kei le si sedette accanto.
Per qualche attimo nessuno dei due parlò.
<<No, non è vero
che non mi puoi stare accanto>> bisbigliò il ragazzo con lo sguardo
basso.
<<Se solo sapessi,
Kei....quante notti ho pianto, dopo quel giorno all'areoporto, quante volte
avrei voluto prendere il primo volo e tornare da te, quante volte, durante il
campionato, avrei voluto raggiungerti dopo ogni incontro...se solo
sapessi>>
<<E se solo tu potessi
perdonarmi>>
Liv si alzò. Volse lo sguardo
al cielo.
<<Io lo farei. Ti
perdonerei tutto, e tu lo sai...ma allora perché non ti fidi di me?>>
Kei la fissò, poi si alzò e
si avvicinò.
<<Io mi fido di
te>>
Liv si girò.
A quel punto lui non
resistette più. La abbracciò.
La ragazza restò di sasso,
per poi cominciare a piangere. Finalmente, tra le sue braccia.
<<Mi sei mancato da
morire>>
<<Anche tu>>
Lei si allontanò.
<<Adesso mi vuoi dire
perché ti sei comportato in quel modo?>>
<<No, non posso
dirtelo>>
<<Me lo devi dire, Kei.
Ho il diritto di sapere cosa o chi si vuole mettere tra di noi>>
Kei si voltò fece qualche
passo a sguardo basso, poi si fermò.
<<E' stato...è stato un
ragazzo>>
<<Chi?>>
<<Non ne ho idea.
Diceva di venire per conto di mio nonno...>>
<<Non puoi avere paura
di tuo nonno!>>
<<..e anche per conto
di Gideon, di Vorkoff, di Pablo>>
<<Cosa? Ce..ce l'hanno
ancora con te?>>
<<No. Ce l'hanno con
te. Quel ragazzo mi è venuto a dire che ti dovevo stare alla larga. Ti vogliono
morta, Liv>>
<<Per tutti i miei
sedici anni di vita mi hanno voluta morta. Non cambia niente>>
<<Mi hanno detto di
starti alla larga o avrebbero ammazzato anche me>>
Liv sembrò spaesata.
<<Scusa, credo di non
aver capito: tu mi hai praticamente cacciato per non essere ammazzato insieme a
me?>>
<<No, stupida!>>
si voltò Kei <<io non avrei mai fatto una cosa del genere! Ne ho parlato
con vecchio amico di mia madre, che dirige talvolta il programma di
protezione testimoni>>
<<E allora?>>
<<Mi ha detto che
dovevo trovare il modo di farti tornare a casa tua. Sapevo che, facendo
l'indifferente, avresti pensato che non ti amassi più, e che te saresti andata.
Io non ti avrei mai fatto soffrire se non fosse stato necessario,
capisci?>>
<<Ma perché non me
l'hai detto?>>
Il ragazzo non seppe
rispondere.
<<Ecco, appunto>>
Liv si diresse verso le
scale per tornare nella sua stanza.
Passò oltre Kei, che però le
afferrò il braccio e l'attirò a sé.
Le loro labbra si
incontrarono, ed un altro bacio segnò la loro storia.
<<...e appena ci ha visto
insieme, ha pensato male>>
<<Che vuoi farci, Liv è
così>>
Lucia, Lola e Bea stavano
chiacchierando con Anya sul tappeto del loro salotto.
<<E poi sembrava
sconvolta, quasi non lo volesse>>
<<E' perchè vuole che
sia una di noi a operare il miracolo. Avrà sicuramente pensato che sia stato
qualcun altro a farvi dichiarare>>
<<Ma ci deve essere un
modo per farlo ragionare, quel benedetto ragazzo!>> disse Lola.
<<Avrà da divertirsi
con i ragazzi...>> Anya aveva una faccia, poverina!
<<Sì, lo so io qual è
l'idea del divertirsi di Takao>> rispose Lucia con tono scettico.
<<Eppure dev'esserci un
modo...>>
Sentirono il campanello della
porta suonare.
<<Vado io>>
Bea si alzò e si diresse
verso la porta. La aprì.
<<Ciao, Bea>>
<<Ciao Zeo>>
Si baciarono (nel vero senso
della parola).
<<Ti ho riportato gli
appunti di scienze>>
<<Grazie, che fai
stasera?>>
<<Oh, io e gli altri
volevamo portare fuori Yuri. Si dovrebbe distrarre...da un problema di
cuore>>
<<Ah>> il viso
della ragazza si illuminò <<senti, avete già deciso dove
portarlo?>>
<<Veramente no>>
<<Beh, alle
9 le altre devono cantare al locale del signor Williams, canterà anche
Anya, e siccome i problemi di cuore si devono affrontare, non evitare,
potrebbe essere la soluzione giusta... Venite?>>
<<Certo, ci penso io,
basta che dopo mi concedi un ballo>>
<<Ma certo>>
Zeo le accarezzò la guancia.
<<Ci vediamo
stasera>>
<<Ciao>>
Bea tornò dalle ragazze
e soddisfatta, si sedette con loro.
<<Allora?>>
chiese Lucia.
<<Mi è venuta
un'idea!>>
<<Il grande momento è
arrivato, Yuri ti sentirà cantare!>>
<<Allegria>>
disse Anya con tono spento.
<<Dai vedrai che andrà
tutto bene>> la rassicurò Lola.
<<Speriamo>>
<<Senti? Tocca a te.
Vieni, e non preoccuparti, che sei bravissima>>
Lucia, tirandola per il
braccio, la trascinò sul palco.
<<Ci hanno riservato
anche il tavolo>> Max si guardava intorno.
<<Sono state
gentili>> disse Yuri.
<<Gentili!>>
Takao sembrava alquanto infastidito <<ci divertiremmo molto di più a casa
mia>>
Max e Zeo avevano una faccia
che diceva "no, credo proprio di no".
Arrivò un cameriere che
portava delle coppe gelato.
<<Ecco, quattro al
cioccolato>>
<<Ma scusi, ci deve
essere un errore, noi non abbiamo ordinato niente>>
<<No, ve lo offrono le
ragazze che cantano stasera>>
<<E chi canta
stasera?>>
<<Loro>>
Il cameriere indicò il palco.
E chi c'era sul palco?
<<Dai, è andata
bene>>
<<Ma se ho sbagliato un
passaggio!>>
<<Non è vero! Ti
convinci di cose che non sono vere!>>
<<Comunque, è ora di
andare dai ragazzi>> disse Lucia incamminandosi.
Le altre la seguirono.
Raggiunsero il tavolo.
<<Ehi>>
<<Ciao, siete state
brave>>
<<Grazie>>
Zeo si alzò.
<<Non mi avevi promesso
qualcosa?>> domandò a Bea.
<<Vediamo, adesso che
ci penso mi pare proprio di sì>>
Il ragazzo la prese la mano e
la trascinò sulla pista da ballo.
<<Le cose vanno bane, a
quanto pare>>Lola si avvicinò a Lucia.
<<Sì. Lola, perché lei
si e noi no?!>>
<<Temo di non saper
rispondere>>
Max si alzò e si avvicinò
alla bionda.
<<Chicca, ti va di
ballare?>>
Per un attimo la ragazza lo
fissò stupita, poi con tono incerto:
<<Ok>>
Raggiunsero Zeo e Bea.
Rimasero Yuri e Takao con
Anya e Lucia.
<<Allora, Yuri, come va
laggiù, in Russia?>> chiese quest'ultima.
<<Bene, va tutto bene.
Ah, ti saluta Boris>>
<<Salutalo da parte
mia>>
<<Certo>>
Squillò il cellulare della
ragazza.
<<Pronto? Ciao,
Liv....................sono contenta che ti senti meglio....................sì,
è andata bene, Anya è stata fantastica, come previsto...........mi sembri più
allegra del solito, sputa il rospo che ti è successo?.................oh, era
anche ora........ce ne vorrà di tempo prima che venga il mio
turno...............sì, va bene, congratulazioni............ciao, ciao>>
Lucia infilò l'apparecchio in
tasca.
<<Che è successo?>>
chiese Anya.
<<Liv ha fatto pace con
Kei>>
<<Finalmente>>
dissero gli altri tre in coro.
Anya cominciò a tossire.
<<Che hai?>> le
disse la rossa.
Lei non rispose, continuò a
tossire.
<<Ehi, ci sei?>>
<<Sì, scusa. E' il
catarro, qualche volta mi fa tossire>>
<<Andiamo a prendere
qualcosa da bere...>>
<<Lascia stare,
Lucia>> Yuri prese posto accanto alla ragazza castana <<la
accompagno io>>
Lulu lo fissò, per poi dire:
<<Ok>>
I due ragazzi si
allontanarono.
La rossa si sedette vicino a
Takao.
<<Che stanchezza, non
ce la faccio più. Sarei capace di dormire per un'intera settimana. Poi devo
ancora sistemare casa e imbiancare le pareti della mia camera>>
<<Quante cose tutte
insieme. Non fai più la pefettina>>
<<Sono tutt'altro che
perfetta>>
Lucia fece scivolare la mano
in tasca, che ricomparve con una sigaretta e un accendino.
<<Che hai intenzione di
fare?>>
<<Sicuro che non
dovresti andare all'asilo? Mi sembra ovvio>>
La ragazza si
mise la sigaretta in bocca e la accese.
<<Ne abbiamo già
parlato, ti fa male>>
<<Primo: quello che mi
hai fatto quando mi hai visto fumare per la prima volta non era un semplice
discorsetto, ma una scenata in piena regola. Secondo: non mi sembra opportuno
usare l'espressione "ne abbiamo già parlato", visto che non sono né
tua sorella, né la tua ragazza>>
<<Sei mia amica>>
<<E da quando? Takao,
per favore, stai con i piedi per terra: io ero la guardia del corpo e tu il
protetto, potevano uscire solo due cose, l'odio totale, o una storia tipo
quelle delle cantanti famose. Siamo già fortunati se ci parliamo ancora>>
Il ragazzo pareva essere
rimasto totalmente scioccato da quelle parole.
<<Dio, scusa. Il fatto
è che questa è una vecchia storia>>
<<Che...che vuoi
dire?>>
<<Ho avuto un altro
protetto prima di te. Si chiamava Gabriel. Era campione mondiale di balli
latino-americani, e doveva disputare una gara importantissima con un'altra
ragazza, la migliore sulla piazza. Successe che quest'ultima si slogò la
caviglia, e Gabriel si ritrovò senza nessuno con cui provare. E i miei capi a
chi pensarono? E' cubana, ce l'ha nel sangue, facciamolo provare con Lucia.
Cominciai a ballare con lui, e cominciò a piacermi. Lui sembrava starci, e ci
mettemmo assieme. Cosa scoprii poi? Che lui era fidanzato con la ragazza con
cui doveva ballare da anni. Mai subita un umiliazione più grande. Da lì in poi,
non mi fidai più di nessun ragazzo, se non di quelli che conoscevo fin da
piccola>> si ricompose <<ma tu sei talmente infantile che mi sono
affezionata come una mamma...>>
<<Solo come una
mamma?>> chiese il ragazzo.
<<Cominciamo con le
domande a trabocchetto?>>
Risero.
<<A parte gli scherzi,
mi sei stato di grande aiuto, Takao>> disse Lucia guardandolo dolcemente
<<finirai per farmi smettere di fumare>>
Spense la sigaretta
schiacciandola sul posacenere, poi si alzò, si avvicinò e lo baciò sulla
guancia.
<<Ci vediamo domani a
scuola>>
La ragazza scomparve tra la
folla.
Il ragazzo era rosso come un
pomodoro.
<<A-a domani...>>
<<Grazie>> Anya
prese il bicchiere che Yuri le stava porgendo e bevve.
<<Ora ti senti
meglio?>>
<<Sì, grazie, molto
meglio>>
Silenzio.
<<Sono contenta che ci
parliamo ancora dopo....dopo quello che è successo>>
Il ragazzo non fece fatica a
ricordare la loro discussione di anni prima. Loro si conoscevano praticamente
dalla nascita, ed erano cresciuti insieme. Quando lui si unì alla BORG, lei
tentò di dissuaderlo in tutti i modi. Finirono per litigare, ma proprio di
brutto, arrivando addirittura al punto di dirsi che si odiavano, anche se
sapevano entranbi che non era vero. Anzi, si volevano un bene dell'anima, e lo
avrebbero scoperto molto presto...
<<E' stato solo un
attimo. Rabbia. Non so te, ma io non pensavo sul serio quello che ho
detto...>>
<<Neanch'io pensavo
quello che ti ho detto>> gli fece eco la ragazza <<il...il fatto è
che credevo stessi per fare un enorme sbaglio>>
<<Sbagliai, poco ma
sicuro. E in ogni caso...>> Yuri guardò altrove arrossendo <<è
stato molto gentile da parte tua preoccuparti tanto per me>>
Anche Anya, a quelle parole,
arrossì.
<<Senti, ora che si è
chiarito tutto...che ne diresti di ricominciare a frequentarci?...>>
La ragazza lo fissò
stupefatta.
<<Mi...mi stai
chiedendo di uscire>>
<<Sì>> il ragazzo
sorrise <<e questo era un sì?>>
<<Credo...sì>>
Lucia comparve quasi dal
nulla.
<<Ciao, ti senti meglio,
Anya?>>
<<Sì, certo.
Volevo vedere un'altra volta Liv, visto che domani partiamo, ma è
troppo tardi...>>
<<Oh, non ti
preoccupare, oggi di turno c'è Ronan, digli che ti mando io e ve la farà
vedere, a patto che ve ne andiate entro mezzanotte. E l'ho capito cos'è
successo qua>> la rossa baciò sulla guancia l'amica
<<congratulazioni. Ciao>>
Scomparve com'era comparsa.
I due ragazzi si guardarono.
<<Non cambierà
mai!>> dissero all'unisono.
<<Beh, andiamo a
salutare Liv>> Yuri, dopo un attimo di esitazione, afferrò la la
mano di Anya.
Restando in silenzio,
uscirono dal locale, e si diressero all'ospedale.
<<...Who else
am I gonna lean on
When times get rough
Who's gonna talk to me on the phone
Till the sun comes up
Who's gonna take your place
There ain't nobody better
Oh baby, baby
We belong together...>>
Liv canticchiava, con lo
sguardo perso nel vuoto, ma carico di tenerezza. Giocherellava con il
suo ciondolo.
Sapeva che quel bacio non
bastava a farli stare insieme: erano destinati ad un infinito tira-e-molla.
Oramai si era rassegnata a quest'idea.
Ma lei non avrebbe mai potuto
innamorarsi di un altro. E si fidava di Kei. In ogni caso, le personne
arrivano, poi o restano o se ne vanno. Conoscendo l'imprevedibilità della vita,
Liv non sarebbe stata del tutto impreparata se Kei avesse smesso di amarla, e
magari avesse trovato un'altra ragazza.
Sospirò.
<<Carmen...perché non
sei qui a dirmi cosa fare?>>
Un uomo sulla trentina si
affacciò.
<<Liv, due ragazzi ti
vogliono vedere>>
<<Falli entrare,
Ronan>>
L'uomo ritornò del corridoio.
Entrò Yuri, seguito da Anya.
Si tenevano per mano.
La ragazza nel letto sorrise.
<<Sono felice per
voi>>
Entrambi abbassarono lo
sguardo arrossendo.
<<Andrà tutto bene, non
preoccupatevi. L'unica cosa che dovete fare è non correre. Un passo alla volta,
e andrà tutto bene>>
Anya la fissò esterrefatta.
Era proprio quella la sua insicurezza più grande. Come faceva a saperlo?
<<Grazie me lo direte
un'altra volta. E' tardi. Andate a dormire, che domani ripartite>>
<<Sì, ma allora, si
sono sistemate le cose con Kei?>>
<<In
teoria...vedremo>>
Anya strinse la mano
all'amica.
<<Buona fortuna>>
Si baciarono sulla guancia.
<<Alla prossima>>
I due ragazzi uscirono,
sempre stringendosi la mano.
Liv sospirò. Sorrise,
volgendo gli occhi al soffitto.
<<Andrà tutto
bene>>
continua
con Wake up
Continua
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