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Ciò che si presentava ai
suoi occhi era la scena più incredibili che le sue iridi azzurre avessero mai
visto.
Era snella, dal viso
pacifico, i lunghi capelli orami avevano perso persino l’idea di essere morbidi,
la sua figura aveva intorno a se quelle specie di decorazioni, dei sigilli che
le impedivano di uscire, ma forse non sarebbe potuta uscire.
L’unica cosa che esprimeva
adesso era…freddo…
Un sensazione di freddo che
attanagliava quella figura, sotto di lei, sotto quella alta colonna di pietra,
in cui imprigionata c’era…quell’essere…quel demone…quella donna…
Quella madre…
Una madre…
I suoi occhi azzurri erano
come incantati di fronte a quella figura, mentre le mani lentamente
ristringevano pugno, come a voler trattenere qualcosa, qualcosa che doveva
restare nascosto, segreto.
Un segreto…
“…Questo è il nostro
piccolo segreto…”
Il loro piccolo segreto…
Abbassò lentamente gli occhi
poi la testa, mentre le mani lentamente si lasciavano andare, il semibuio della
stanza in parte lasciava scorrere della luce d illuminare il profilo, mentre
restava in attesa.
Attendeva che qualcosa la
facesse uscire da quel silenzio, da quell’atmosfera fredda e silenziosa, ogni
suo respiro era un eco che si propagava, ed era fastidioso, perché il suo
respiro scappava via.
Secco, che non si sarebbe
fatto catturare.
Ansia.
Forse la sua era ansa,
un’ansia che aveva attanagliato ogni suo muscolo, mentre l’attesa sembrava
congelare il tempo.
Freddo, sembrava essere
sempre più freddo.
Lentamente anche il respiro
calava.
Ora anche il respiro calava,
in modo che le sue orecchie fischiassero.
Orecchie appuntite, la pelle
appariva liscia e chiara, mentre i capelli erano tenuti stretti da una bandana
nera.
Silenzio…segreto…
“Silenzio…questo è il
nostro piccolo segreto…”
Odio.
L’ansia scompariva dietro
una scia di odio, qualcosa di sottile che mano a mano che penetrava sempre di
più si espandeva, una scia sempre più larga, sempre più…
-Rio!-
le iridi azzurre,
richiamate, si spostarono da quell’immagine etera che andava ad ingrigire dai
ricordi e da quella sensazione che sapeva di benzina.
Il ragazzo si voltò, la
penombra mascherava in parte il viso del ragazzo, alcuni ciuffi castani
scappavano al suo controllo da sotto la bandana, e la larga maglietta a maniche
corte in parte nascondeva i corti pantaloni e i Sai appesi ai fianchi.
Strinse l’occhio alla luce
della stanza, riconoscendo un’alta figura che si avvicinava a lui, imponendogli
di inginocchiarsi, mano sul cuore.
-Principe Kougaiji…-
-Alzati Rio, ho una missione
da affidarti-
Rio alzò lo sguardo verso il
volto dalla carnagione scura di Kougaiji, osservandolo attentamente.
Preoccupato.
Vedeva chiaramente piccole
rughe delinearsi sulla fronte del principe, come segno della sua ansia e della
sua preoccupazione.
Conosceva a sufficienza la
storia del suo principe, e francamente non gli era mai interessato tanto.
Ora che lo vedeva,
constatava che le tante voci era veritiere.
Era giovane, ma possedeva un
certo carisma, e una certa apprensione.
In fondo, però , non poteva
dargli torto, molto sangue era stato sparso.
A causa di un gruppo di
viaggiatori.
Ora però non gli veniva in
mente il nome, mentre il suo sguardo era fisso su quello del suo principe, la
sala buia conferiva a Kougaiji un aspetto tra l’austero, il freddo e qualcosa
che gli dava forza.
Ma anche…un lato triste, che
però venne nascosto dalle parole che uscirono.
-Rio, ascoltami
attentamente, questa missione è molto importante, e se la porterai a termine ti
verrà dato ciò che tu più desideri-
il ragazzo annuì, anche se
per un micro secondo aveva spalancato gli occhi, e un lampo trapassò le sue
iridi, un desiderio così forte che se avesse urlato lo avrebbero sentito nei
confini più lontani del mondo.
Qualsiasi cosa…qualsiasi
cosa…
“…non piangere…”
Rabbia
Quello gli venne in mente.
Una rabbia, una vendetta che
forse l’avrebbe liberato.
Avvertì una mano sulla
spalla, un peso in più che per un secondo sembrò volerlo schiacciare, lo sguardo
del principe era…preoccupato? Arrabbiato? Ansioso?
Forse tutto questo…e lo
stava passando a lui…
Ora avvertiva il cuore
accelerare, una sensazione di freddo raggiungeva le dita.
-Sappi però che se
fallirai…ti converrà fuggire via…-
…in altre parole, poteva
morire?
…morte, vita…
Forse sarebbe scappato.
Si, sarebbe scappato, come
un vigliacco, perché voleva vivere…
Annuì di nuovo, mentre
Kougaiji abbandonava a fatica la mano dalla spalla esile del ragazzo.
-Bene. La tua missione sarà
rubare il sutra a Genjo Sanzo Hoshi-
“Per questo mi hai detto di
fuggire, nel caso fallissi? Da quando qualcuno si preoccupa della mia
incolumità?
Provi dei sensi di colpa nei
nostri confronti, principe Kougaiji?
Noi ti abbiamo sempre
seguito fedelmente, non angustiarti per quelli che sono morti.
Ne per quelli che sono
ancora vivi”
Rio annuì ancora.
-Partirò immediatamente, mio
principe-
Kougaiji poté solo vederlo
fare un piccolo inchino allontanarsi vi, le scarpe da ginnastica faceva un
rumore che infrangeva il silenzio, mentre il demone, dopo aver osservato il
ragazzo allontanarsi, torno con lo sguardo verso il centro di tutti i suoi
desideri.
“Madre…”
-Mamma mia che faaame!!-
-Stupida scimmia, smettila
di agitarti, sei fastidioso-
-E tu smettila di fumarmi in
faccia, idiota di un Kappa-
Sanzo si limitò a tirare un
lungo respiro, cercando di reprimere un attacco d’ira, Hakkay intanto sorrideva
divertito, evitando ancora uno sperone di roccia.
Il grande deserto roccioso
che stavano attraversavano aveva svariati punti negativi e positivi nel suo
essere.
Innanzitutto non si poteva
attraversare con sistemi di locomozione troppo grandi, e quella jeep gia era un
miracolo che riuscisse a passare attraverso gli ostacoli naturali come buche
profonde, speroni di roccia e strettoie, oltre al pericolo di valanghe di
ciottoli e massi che cadevano dai fianchi delle due montagne che stavano
attraversando.
Oltre per questo motivo era
un valico ideale per le imboscate, anche se per ora la situazione sembrava
tranquilla, a poca distanza da loro li avrebbe aspettati un villaggio.
Questo valico, oltre per le
imboscate era perfetto per nascondersi.
Anche se in quel momento lei
li stava osservando tranquillamente appollaiata su un piatta roccia, in cima ad
una specie di torre formata dai detriti, la terra rossa scura stava sporcando i
pantaloni verde militare e il guanto nero senza dita a cui era appoggiata,
l’altra mano era impegnata a reggere sulla spalla il fucile.
Un sopracciglio biondo fece
un’elegante curva sopra l’occhio, mentre sul io era tirato n sorriso sbilenco.
Divertita, era divertita da
quella scenetta così “allegra”
Degli stupidi…
Fece spallucce, alzandosi da
quella piatta pietra, spolverandosi alla ben e meglio i pantaloni in stoffa
verde militare, con varie tasche, lei frugò in quella più bassa sul polpaccio,
stringendo poi l mano a pugno, voltandosi e scivolando giù.
Bene, li avrebbe incontrati
al villaggio.
…il villaggio fantasma…
Chissà se sapevano che la
popolazione aveva abbandonato quella zona perché troppo vicina ad un covo di
demoni che adesso, pare, siano tutti morti.
Sospirò, mentre sentiva come
un riecheggiare, sistemandosi il fucile dietro le spalle.
-RAZZA DI DEFICIENTI DATECI
UN TAGLIO!-
Sanzo sparò in aria, l’eco
si propagò per tutta la piccola vallata, e Hakkay pregò mentalmente che non
venisse giù qualche valanga.
Nel frattempo la ragazza
aveva raggiunto un cavità, dove ad attenderla c’era una moto nera, e si sedette
sul sedile, socchiudendo gli occhi.
“Li ho trovati…”
“…brava, adesso seguili e
porta a termine la tua missione…”
“Si”
montò sulla moto, accendendo
e facendo rombare il motore, per poi uscire dalla cavità e iniziando uno slalom
in stretti cunicoli in cui la moto e lei ci entravano perfettamente.
Intanto si poteva dire che
il villaggio aveva accolto i quattro viaggiatori con un silenzio, gelido e
polveroso benvenuto.
Gojio si fece avanti,
tenendosi fra i denti la sigaretta, aveva infatti il butto vizio di mordere il
filtro, al contrario del bonzo che se lo stava reggendo tra le dita.
-Adesso qualcuno mi può
spigare cosa succede qui?-
-Probabilmente è stato
abbandonato da qualche tempo-
Hakkay si avvicinò agl’altri
due, mentre Goku si era staccato guardandosi intorno, alcune verande svelavano
dei resti di tessuto strappato pieni di polvere che s’agitavano al vento,
producendo un rumore fastidioso, il vento tra le fessure degl’edifici più
decadenti provocava dei sinistri fischi.
Goku sentì un brivido
attraversargli la schiena…
Sinistro…c’era un’aurea
sinistra in quel luogo…
Si guardò ancora intorno,
avanzando lungo la città, guardo si volto verso un vicolo.
Un paio di occhi lo stavano
fissando assetati di sangue…per poi scomparire…
Goku si lasciò scappare
un’imprecazione, attirando l’attenzione degl’altri, che poi si misero
sull’attenti.
Come trascinati dal vento,
un vespaio di demoni sghignazzanti e armati li stavano osservando leccandosi
soddisfatti le labbra.
-Ma come hanno fatto?-
-Stiamo in guardia!-
Gojio e Goku si armarono,
pronti sferrare il primo attacco, quando uno dei demoni corse verso di loro,
brandendo una pesante ascia, lanciandosi con la bocca spalancata verso Hakkay,
che si tenne pronto a controbattere, anche se rimase colpito dal fatto che il
demone tenesse la bocca spalancata ma…
…non usciva alcun suono
dalle sue labbra…
Hakkay stava per scagliare
il Ki, quando avvertì un gelido brivido trapassargli il corpo, e si voltò,
osservando che dietro di lui un secondo demone lo stava infilzando con una
spada.
Eppure…non sentiva nulla,
solo un brivido gelido…
E poi l’ascia dell’altro
demone sembrò tagliargli la spalla…ma non sentì ancora niente…
…!!
-QUESTI DEMONI NON SONO
VIVI!!-
-Che hai detto?-
Gojio schivò un colpo, e la
sua alabarda sembrò tranciare il corpo di due demoni.
Invece quelli stavano ancora
attaccando, armi alle mani, sotto lo guardo sconvolto di Gojio, che impreparato
affrontò con il bastone della sua arma un pugnale…
Ma questi passò attraversò
il metallo…e la sua carne…
Niente…ne sangue…ne dolore…
Gojio realizzò le parole di
Hakkay, mentre anche Sanzo si fermava dallo sparare.
Goku invece continuava ad
aizzarsi contro i demoni, alcuni lo stavano ignorando.
-Insomma, ma che sta
succedendo qui??-
all’improvviso si sentì un
risata infrangere l’aria di tensione che Goku si era creato intorno a se, una
risata che sembrò spazzare via tutti i demoni, che con un colpo d’aria cha
traversò la città li fece sparire come polvere…
Sopra le loro teste una
figura li stava osservando da un tetto che rischiava di cadere come tutto
l’edificio del resto.
La figura al sole era un
ragazzo, che una capriola scese dal tetto, atterrando in mezzo a dei demoni che
erano misteriosamente ricomparsi.
Ghignando ancora per lo
spettacolo di prima, il ragazzo mosse una mano, agitandola nel corpo dei demoni
che scomparivano come nebbia, il ragazzo ci passò addirittura attraverso, le
iridi azzurre brillavano di divertimento allo stupore generale del quartetto.
-Ciò che voi vedete sono i
ricordi di questo villaggio-
-I suoi ricordi?-
-Questo villaggio è vivo, in
quanto al suo interno scorrevano grosse quantità di magia provocata dai demoni
che abitavano da queste parti. Tale magia ha fatto in modo che il villaggio
potesse dare vita a delle immagini che erano legate ai ricordi di quando è stato
attaccato e abbandonato…-
-E perché veniamo solo
demoni?-
il ragazzo si tolse dalla
cinta dei jeans due Sai, mentre Goku e gli altri si mettevano in posizione di
difesa.
-Beh, il villaggio aveva un
specie di radar, e captava segnali magici di ogni singola creatura. Dato che
gli umani erano privi di qualsiasi potere magico, il villaggio non li ha
avvertiti-
il ragazzo partì
all’attacco, alcuni ciuffetti marroni sfuggirono al controllo della bandana
nera, Goku parò il colpo senza troppi problemi, e tra i due avversari partì un
gioco di resistenza, mentre Gojio si preparò a dare man forte al compagno.
-Io, al contrario di questi
poveri ricordi, mi divertirò a sconfiggervi tutti-
-Lo vedremo…-
il ragazzo con un sorriso si
allontanò, armeggiando con i due Sai, mentre Gojio, mancava il bersaglio.
Dandosi una spinta il
ragazzo ripartì all’tacco, uno dei due Sai bloccò gli affondi del bastone, e il
secondo era pronto a infilzare il ragazzo, quando la catena della lama afferrò
il Sai, bloccando il movimento, il ragazzo digrignò i denti infastidito, ora era
una situazione di stallo.
-E’ maleducato non
presentarsi-
-Rio, il mio è Rio…-
il ragazzo avvertì il Ki di
Hakkay avvicinarsi pericolosamente a lui, e con un movimento abbandonò il Sai
bloccato e spinse via Goku, per poi rivelare un terzo Sai, che scagliò contro
Hakkay, che lo schivò per un pelo, mentre Rio con una capriola riprese in mano
il Sai che aveva abbandonato, e ripartì all’attacco.
Nel frattempo la figura che
li aveva tenuti sotto controllo fino a quel momento si stava godendo lo
spettacolo, addentando una mela dalla sacca che aveva lasciato sulla moto.
Nel frattempo Rio stava
lottando come un leone, schivando sia l’alabarda di Gojio che i Ki di Hakkay, e
concentrandosi a ferire o a colpire Goku o Sanzo, che però si limitava a
schivare e a sparare colpi a vuoto.
“E’ velocissimo!
Fantastico!”
Goku era elettrizzato
dall’idea di questo avversario, e si stava scatenando, divertendosi, mentre Rio
parava un altro affondo, cercando di colpire l’avversario, un pugno volò dritto
in faccia a Goku, facendolo cadere a terra, il ragazzo dagl’occhi d’oro si pulì
la bocca, rimettendosi subito in piedi, mentre Rio prendeva fiato.
“Non resisterò a lungo…”
si guardò intorno, il terzo
Sai non era troppo distante, e optò per una ruota, lanciando prima un Sai verso
Hakkay che lo schivò prontamente, mentre il ragazzo con una ruota afferrava con
la mano libera l’arma, pronto ad attaccare…
Quando l’alabarda di Gojio
lo colpì di striscio sul petto, strappandogli un brandello di maglietta.
“OH NO!”
Rio si coprì istintivamente
il petto, mentre vedeva Goku partire all’attacco, il demone scimmia cercò di
colpirlo in tutti i modi, ma il ragazzo agilmente si era messo sulla difensiva,
cercando di allontanarsi dall’avversario.
-Che fai ora? Scappi?!-
Goku tentò ancor di
colpirlo, ma Rio sembrava troppo veloce per lui.
“Non posso continuare a
schivarlo, devo attaccare!!
Ma come faccio?
!!”
distraendosi un attimo non
aveva notato che il bastone di Goku si era mosso ancora, e abbassò di scatto la
testa.
Il bastone colpì la bandana…
Il tessuto nero…scivolò via
dal capo di Rio…
Lunghi e fluenti capelli
castani accarezzavano ora il viso…della ragazza…
Goku si paralizzò, aveva
l’aria un po’ sconvolta.
-U-Una ragazza?-
“E’ il momento!”
-Yaaah!!-
la ragazza partì
all’attacco, colpendo in pieno il ragazzo e facendolo cadere a terra, per poi
dirigersi verso Sanzo, scoprendo così il petto, sotto la maglietta larga portava
una fascia bianca che le appiattiva il seno.
Stava per colpirlo, era
vicinissima, vicinissima alla meta.
“Silenzio, sorellina
mia…questo è il nostro piccolo segreto…”
…pochi centimetri…
PAM!
Uno sparo squarciò l’aria,
costringendo la ragazza demone a fermarsi, alzando lo sguardo verso la sorgente
dello sparo e di una voce.
-No, ti consiglio di non
farlo bellezza, se non vuoi avere un buco in testa…-
una seconda figura scese dal
tetto di un edificio pericolante, stavolta si mostrò come una ragazza, in mano
reggeva un fucile che stava mirando dritto dritto alla testa del demone ragazza,
che digrignò i denti, abbassando le mani.
La ragazza con fucile aveva
capelli di un biondo chiarissimo, ossigenato, i suoi occhi ambrati erano fissi
sulla sua “preda”, mentre si avvicinava i ragazzi.
-Per fortuna mi sono
preoccupata di caricare il fucile…-
-Tsk-
la ragazza ignorò il
commento del bonzo, chiamando gli altri ragazzi.
-Voi tre, spicciatevi a
riprendervi, non ho intenzione di sporcarmi le mani per voi-
Hakkay fu il primo a
riprendersi, e velocemente afferrò la ragazza demone per i polsi, che fu
costretta ad abbandonare a terra i Sai, rivolgendo un’occhiataccia alla
straniera.
-Non vuoi che colpisca lui
ma non vuoi nemmeno sporcarti le mani, sorella?-
-Primo: non sono tua
sorella.
Secondo: non mi sporco le
mani con qualcuno che non c’è la con me.
Terzo: ho una missione, e tu
non mi metterai i bastoni fra le ruote, sorella-
Sorrise con fare ironica,
tenendo sempre il fucile mirato alla testa del demone, che si limitò a
ringhiare, mentre Gojio prendeva il posto di Hakkay, trascinandola via verso la
jeep, mentre Goku si discostava da lei, nel vederla il ragazzo non poté fare a
meno di arrossire.
Il demone sorrise senza
volerlo di fronte a quell’imbarazzo, nonostante tutto il ragazzo era simpatico,
oltre che ad essere forte.
Molto forte…
Intanto l’altra ragazza
bionda si mise il fucile sulle spalle, sospirando rumorosamente, mentre Sanzo si
allontanava da lei, accendendosi una sigaretta.
-Aspetta, Genjo Sanzo
Hoshi!-
tutti quanti si fermarono,
mentre il bonzo continuava a fumare, fermandosi al richiamo della bionda, che
gli lanciava un’occhiata incuriosita.
Lui si voltò, rivolgendole
un’occhiata gelida.
-Che vuoi, mocciosa?-
la ragazza congelò il suo
sguardo, e tra di loro sembrò scoppiare una guerra psicologica, tutti quanti
arretrarono, nemmeno Hakkay o la ragazza potevano fare qualcosa di fronte a
quelle due auree.
-Non chiamarmi mocciosa,
bonzo dei miei stivali.
Anzi, mi domando come tu
faccia ad essere un bonzo, visto le tue “Buone abitudini”.
Comunque, mi chiamo Meiko,
ed ho un messaggio per te-
Sanzo osservò la ragazza,
che spostò il fucile da una spalla all’altra, tenendo lo sguardo incollato a
quello di lui.
Ambra.
I suoi occhi erano del
colore dell’ambra arancio-rossastra.
Spiccavano sul volto
leggermente pallido.
“Leggermente pallida…quel
colorito quella mattina…
L’ultima mattina di
sole…l’ultimo ricordo…
…prima che lui
scomparisse, e la sua mente ricordasse solo il suo volto in lacrime…
…
-…NON MI LASCIARE…-“
-…non m’interessa-
Meiko sbatté un attimo le
palpebre.
-Co…Cosa?-
Sanzo le diede le spalle,
allontanandosi verso i compagni e la prigioniera, mentre la ragazza stringeva le
mani sul fucile sopra le spalle, avvertendo ammontargli la rabbia.
-Ehi, stronzo di un bonzo!
Non ho fatto tanta strada
per niente!
Mi hai sentito, MALEDETTO?!-
troppo rumore…
-C’è troppo rumore qui…-
Goku guardò il demone, che
sulla jeep era seduta affianco a lui.
-Cosa?-
all’improvviso, sotto i
piedi di tutti, si sentì un temendo rombare, sopra il villaggio, dalla montagna,
qualcosa stava provocando un’immensa nube di polvere.
Tutti restarono per qualche
secondo a fissare la scena, come ipnotizzati, poi il demone urlò.
-VIA DA QUI!!-
-Oh merda!-
Meiko scappò via, fuggendo
attraverso i vicoli, il fucile l’aveva riposto nell’imbragatura dietro la
schiena.
E mentre i ragazzi e la
prigioniera montavano sulla jeep, Meiko balzò sulla sua moto, e con una sgommata
partì, facendo slalom tra gli speroni, inseguita dal gruppo dietro, mentre una
massa di rocce rotolava giù per il fianco della montagna, distruggendo ciò che
restava del villaggio fantasma.
La ragazza bionda si fermò
solo con la certezza che la valanga o l’immensa nube di polvere non l’avrebbe
investita, copiata da Hakkay.
Goku e il demone accanto a
lui osservarono con la bionda lo spettacolo della valanga che ricopriva l’intero
villaggio che “ricordava”.
Meiko si sistemò meglio,
mentre la nube di polvere come un manto si stendeva sul villaggio distrutto e su
buona parte della vallata, le rocce spianavano e al tempo stesso occupavano la
strada.
Hakkay si passò una mano tra
i capelli.
-E adesso come facciamo ad
andare avanti?-
Meiko lo guardò di sbieco,
il ragazzo stava osservando un mappa.
-Ehi, non mi dire che avete
tutta questa strada con quell’anticaglia?-
il ragazzo dagl’occhi verdi
annuì, e Meiko si sbatté una mano in faccia.
-Mamma mia, che branco
d’idioti, non ti risparmi nemmeno tu!
Guarda che da quando il
villaggio è stato abbandonato, anche la strada dietro di questo è stata bloccata
da una precedente valanga.
Non potevate superare il
valico in ogni caso-
-E solo adesso c’è lo dici?-
-Senti, roscio, non ti
scaldare con me, io non c’entro niente con la vostra gita in campagna.
Prenditela con il tuo
compare e la sua cartina vecchi di cinquant’anni.
Solo gli dei lassù sanno
come avete fatto ad andare avanti fino ad ora-
il demone ragazza stava in
silenzio, ma aveva gia notato che da dopo la valanga il ragazzo accanto a lei
tendeva a cercare di trovare una distanza.
Doveva essere ancora
imbarazzato per la storia di prima.
Sbuffò, mentre Meiko
continuava a discutere, il bonzo si teneva lontano dalla discussione.
Hakkay chiese con cortesia.
-Per caso conosci un altro
modo per andare dall’altra parte di questa valicata?-
la bionda si passò una mano
tra i capelli, rimettendosi in una posizione consona sulla moto.
-Beh, ci sarebbe un
villaggio non troppo distante da qui dove passare la nottata.
Poi vi toccherà girare la
montagna per andare dall’altra parte, questa è l’unica via.
Vi faccio da guida-
la ragazza fece partire la
moto, scaldando il motore.
-Ehi, se volete posso
portare uno di voi sulla moto, mi sembrate un po’ stretti li dietro, o sbaglio?-
Goku subito balzò giù dalla
jeep, montando in sella sulla moto, Meiko fece rombare ancora il motore.
-Reggiti!-
partirono a tutto gas dato
che la strada prima della vallata era spianata e in discesa, anche se ad un
certo punto la ragazza fece una brusca curva che rischiò di far cadere giù il
ragazzo.
Nel frattempo la ragazza
demone osservava la vallata sparire dietro la salita con aria quasi malinconica.
Aveva lasciato li la
bandana…
“E comunque che bugiarda
quella tipa! Di sicuro sa delle gallerie sotto la vallata!”
…
Fine 1° capitolo
(Uhelà, salve gente! Qui
Meiko in collegamento! N.d.Meiko)(Vorrei ricordarvi che ci sono anch’io
n.d.raffy)(Ah, si… n.d.Meiko)(Raffy da una botta in testa a Meiko)(Vabbeh, dopo
questa dimostrazione D’AFFETTO…siamo qui a pubblicizzare il nuovo capitolo
n.d.Meiko)(Il nuovo? Il primo della nostra storia n.d.raffy)(Sorella, sempre
attaccata al presente, io sto parlando del secondo, quello che forse scriveremo!
N.d.Meiko)(Uno: non sono tua sorella Due: il secondo capitolo lo dobbiamo ancora
scrivere e Tre: cominciamo a parlare della nostra nuova creazione
n.d.raffy)(Ehi, non mi fregare le battute! Comunque che possiamo dire di questa
ff? n.d.Meiko)(Beh, come mai ci è venuto in mente di scriverla? N.d.raffy)(E io
che ne so? Tu sei stata fregata dalle tue amiche! Poi mi hai chiesto aiuto, ed
eccomi qua! N.d.Meiko)(Grazie, sempre gentile lei, come farei senza di te!
N.d.raffy)(Probabilmente niente n.d.Meiko)(Mo non esageriamo!! Ti ricordo che
“gocce di memoria” la sto continuando io!! N.d.raffy)(Fai pubblicità occulta?
Vergogna! Comunque qui si parla di “Don’t love me” n.d.Meiko)(E parliamone, non
sto qui a fare la muffa per litigare con te! N.d.raffy)(Tsk, sempre gentile
lei…n.d.Meiko)(Allora, che dobbiamo dire? N.d.raffy)(E a me me lo chiedi? E’ tua
questa idea n.d.Meiko)(Veramente è uscita da tre menti malate questa idea: la
mia e quella di due mie amiche. Poi sei arrivata tu n.d.Raffy)(Eh certo, mi hai
praticamente telefonato chiedendomi aiuto perché non sapevi come fare con i
personaggi n.d.Meiko)(Non è che non lo sapevo, solo che molte ff seguono uno
scherma simile al nostro, ovvero quattro ragazze per i quattro ragazzi, e mi
sembrava monotono. E allora chiacchierando ci sono uscite delle ideuzze molto
carine n.d.raffy)(Alt! Ferma! Che vuoi togliere la soddisfazione di scoprire il
resto? N.d.Meiko)(per carità, per il momento non diciamo nulla n.d.raffy)(Allora
chiudiamo qui il discorso, no? N.d.Meiko)(Non abbiamo spiegato granché, ma si,
chiudiamo qui il discorso. Teniamo i lettori con la curiosità n.d.raffy)(Pst,
raffa, credi davvero che ci saranno dei lettori? N.d.Meiko che bisbiglia a
raffy)(Ma sei sempre così pessimista? Intanto pubblichiamo, poi si saprà
n.d.raffy)(Ok, allora cari lettori ALLA PROSSIMA! N.d.Meiko)(CIAO n.d.raffy)
CAPITOLO 2