FORSE UNA LACRIMA

fanfiction


By DAGA91

Charles rivela alla televisione che Sana è innamorata di un ragazzo che era venuto a salutarla prima della partenza, quel ragazzo è Heric. La mattina a scuola lui chiede a lei spiegazioni e Sana pressata dalle sue domande gli rivela di essere innamorata di lui ma Funny sente tutto e lascia Heric. (Puntata n 64-65)

Sana era seduta nella sua stanza, il sole penetrava dolcemente fra le persiane che il vento muoveva facendo in modo di illuminarla a tratti. Era stata una lunga mattinata… Ma perché doveva succedere così? Per quale assurdo, inspiegabile motivo Charles aveva detto alla televisione quelle cose? Più ci pensava e più non sapeva cosa pensare. Non avrebbe mai voluto essere in quella situazione, quando Heric quella volta in montagna le aveva rivelato di essere diventato il ragazzo di Funny, era stata molto male ma… era riuscita a superarlo e anche se in cuor suo avrebbe amato sempre Heric, non glielo avrebbe mai detto finchè fosse stato con Funny… Ma l’aveva fatto Charles….

Toc Toc

Qualcuno bussò alla porta, Sana saltò spaventata e si mise in piedi.

“Sana? Posso entrare?” disse una voce famigliare.

“Mamma!” gridò Sana e andò ad aprire la porta.

Aveva ancora gli occhi rossi per il precedente pianto ma era pronta a parlarne con lei. In fondo in quel brutto momento, quella mattina, aveva perso i suoi due migliori amici. E non poteva confidarsi con Charles dopo tutto quello che lui aveva fatto e che lei stessa gli aveva detto la sera precedente.

La signora Smith camminò attraversò la stanza e si sedette sul letto.

“Vieni qui cara” disse con voce sicura.

Rossana si sedette con la testa bassa.

“Allora cara, vuoi dirmi cosa è successo oggi a scuola?”

“Io… bè…” mormorò Sana incapace di dire niente.

“Riguarda ciò che Charles ha detto ieri sera alla televisione?”

Sana annuì poi disse: “Io gli ho detto che sono innamorata di lui ma Funny ha sentito tutto” E le lacrime le salirono di nuovo sugli occhi.

“Ho capito tutto…”

“Oh mamma! Ho combinato un pasticcio!! Io non volevo…”

“Niente di irrimediabile…. Non preoccuparti cara”

“Non posso risolvere la questione col quadernetto stavolta vero?”

“No temo di no” disse la Signora Smith poi l’abbracciò.

“Domani tornerò a scuola… C’è la farò…” disse Sana sicura di sé.

“Ciao Robbie” disse Sana un po’ triste scendendo dalla macchina.

“Ricordati che oggi non posso venirti a prendere, riuscirai ad arrivare a piedi agli studi televisivi?”

“Sì… non preoccuparti…”

Poi si incamminò lungo il vialetto. Studenti allegri ridevano o si lamentavano dei professori, nessuno era triste come lei. Isidoro le passò davanti correndo, poi tornò indietro: “Buongiorno Sana” mormorò arrossendo” Sana si limitò ad alzare la testa e Sopracciglia Sporgenti corse via. Entrò a scuola e si recò direttamente in bagno.

In quel bagno aveva conosciuto Funny, l’aveva vista per la prima volta aggiustarsi la frangetta allo specchio e tornò triste.

“No Sana questo non è da te! Devo essere allegra!”

Poi si ficcò in un gabinetto e sentì entrare due ragazze.

“Si l’ho visto entrare in classe!” disse una.

“Ma è vero che si è lasciato con Funny?” disse la seconda con voce stridula.

“Sì così pare, gira voce che sia colpa di Sana” E iniziarono a lavarsi le mani.

“Non mi interessa,dopo che vedrà me ignorerà tutte le altre” disse tutta sicura di sé e poi contemporaneamente scoppiarono in risatine acide ed uscirono.

Sana era viola per la rabbia. Ma chi diavolo si credeva di essere quella smorfiosa????? Heric era suo e basta! E iniziò a prendere a calci lo sciacquone. Poi riflettè su quello che aveva appena pensato.

“Heric non è mai stato mio… E non lo sarà mai…”

La mattinata passò tranquilla, Sana si mostrò comunque allegra e pimpante davanti ad Alisia e Terence ma soffrì in silenzio quando seppe che Funny non era venuta a scuola.

Quando suonò la campanella corse in fretta verso l’uscita prima degli altri e vide un gruppo di ragazze tutte intente a guardare un ragazzo oltre la siepe, era di spalle e Sana non riuscì a distinguere chi fosse.

Girò l’angolo e camminò lentamente sulla strada.

“Sana!!!” Gridò una voce alle sue spalle. Una voce che non voleva sentire.

“Aspettami!!!!” sentì che correva dietro di lei e Sana accelerò.

Poi la mano di Charles Lones afferrò la sua.

Sana si girò di scatto.

“Che vuoi? Mi sembrava di essere stata chiara l’altra sera”

“Volevo dirti che mi dispiace… “

“Bene ora che l’hai detto puoi anche andartene” e fece per voltarsi ma Charles le afferrava ancora la mano.

“Ti prego Sana ascoltami…” e la trascinò su una panchina lungo la strada.

“Sana, sono stato uno stupido, non volevo causarti un dispiacere, io dovevo essere lì per te a darti coraggio nel vedere Heric a scuola e invece ti ho voltato le spalle solo perché…”

“Non fa niente” disse Sana abbassando la testa.

“Mi dispiace…” mormorò Charles.

“In fondo ora tutti sanno la verità e le cose si aggiusteranno”

Poi lo guardò, il suo volto perfetto le sorrise e i suoi occhi erano intenti a guardarla, poi lei abbassò di nuovo il viso e si chinò sulla sua spalla scoppiando in un silenzioso pianto. Charles le sfiorò i capelli con le sue mani e ne fece scivolare una lungo la sua schiena, poi la strinse a sé e poggiò la sua testa su quella di Sana.

Quando Sana smise di piangere, Charles si scostò e mise una mano in tasca, Heric passò in fretta dietro di loro guardando avanti. Sana era sicura che avesse visto loro che si abbracciavano e come incrociò il suo sguardo Heric iniziò a correre ma Sana non voleva inseguirlo. Non era felice che questo avvenimento andasse a complicare ulteriormente la situazione e abbassò la testa su una lettera che Charles aveva appena tirato fuori. Era una lettera che li richiedeva in America per un lavoro.

I giorni passarono tranquilli, la preoccupazione per la situazione che gravava su Sana la metteva in ansia. Più di una volta le era capitato di vedere Heric passare silenzioso nei corridoi e la faceva stare ancora più male il freddo saluto di Funny la mattina. Sana voleva parlare loro ma non avrebbe saputo cosa dire. La risposta alla sua tensione arrivò da Charles quando le chiese di venire con lui a New York.

Certo sarebbe stata un occasione importante nel lavoro, avrebbero lavorato sodo lì e sarebbero diventati famosi. D’altronde Sana voleva fuggire da quella situazione, era sicura che aspettare fosse la medicina migliore, anche Charles gliel’aveva suggerito, ma non riusciva a stare bene a scuola se non poteva parlare con i suoi migliori amici. La decisione le fu chiara, sarebbe partita per New York.

Quando Sana e Charles firmarono il contratto, tutti i giornali diedero la notizia che a breve sarebbero partiti.

Sana stava preparando ancora le valigie contenta quando sentì bussare alla porta.

“Ciao Sana come va?” disse Terence affacciandosi alla sua porta.

“Terence! Che ci fai qui?” disse Sana contenta.

“Bè… sono venuto a parlarti…”

“Aaaaa anche a me andava una chiacchierata vieni siediti.”

E si accomodarono sul letto.

“È di Heric che volevo parlarti”

“Oh….dimmi pure…”

“È molto triste… Non sa che fare…”

“Come sei venuto a scoprire…?”

“Bé… l’altro giorno ero con Heric, una ragazza dall’aria presuntuosa si era avvicinata ad Heric per conoscerlo ma Heric l’aveva mandata via e lei… bè lei lo ha insultato e gli ha detto che –la sua Sana era già in compagnia di un altro-“

“Quella smorfiosa del bagno…”

“Come?”

“niente continua!”

“Bè Heric ha fatto per andare via e ha trovato te e Charles abbracciati, l’ho visto correre via e gli ho chiesto spiegazioni…”

“Io e Charles non stiamo insieme” disse Sana in fretta.

“È quello che ho detto anche io ad Heric ma non mi vuol dare ascolto…”

Sana abbassò la testa.

“Dice che anche se ti ama, tu andrai a New York e sicuramente tu e Charles…”

“No!!!! Io e Charles…- poi s fermò di scatto e sorrise istintivamente –Heric…Lui mi….Oh dio…”

“Già… credo sia morto di gelosia vedendoti con Charles” disse Terence annuendo e ridendo.

“Scusami Terence! Ora devo andare!!!!”

E come una furia uscì dalla stanza, si piombò verso la porta e uscì.

Fuori pioveva e lei non avev neanche un cappotto indosso ma era felice.

Heric era geloso… Avrebbe voluto vedere la sua faccia da geloso. Sorrise e provò un certo gusto di vendetta pensandoci. Continuò a correre.

Sapeva precisamente dove andare e non le importava cosa avrebbe detto, se ci sarebbe riuscita o se semplicemente lo avrebbe guardato negli occhi.

Anche se l’indomani sarebbe partita doveva parlargli. Arrivò di fronte a casa sua e aprì il cancello con tutta la forza che aveva in corpo.

“Sana?Che ci fai qui?”

Era lui, aveva i capelli biondi bagnati che gli ricadevano dolcemente e disordinatamente sugli occhi, era andato a correre come suo solito, anche se era tutto bagnato non voleva muoversi di lì.

Sana lo guardò e sorrise, poi gli andò incontro e si fermò di fronte a lui.

“Terence mi ha detto tutto… “

“E… tu e Charles?” disse Heri guardando distrattamente da un’altra parte.

“Tra me e Charles non c’è assolutamente niente…”

Allora lui girò lo sguardo su di lei, le sfiorò i capelli e glieli scostò dagli occhi, Sana era incapace di muoversi ma felice come mai in vita sua.

Heric guardò la sua mano e l’afferrò delicatamente poi tornò a guardarla.

Sana sorrideva, era il primo sorriso vero dopo vari giorni…

Heric Guardò i suoi occhi luminosi e vide scendere una piccola goccia sulla sua guancia. Non riuscì a capire se fosse una lacrima. La pioggia ancora li bagnava silenziosa e le sue gocce si perdevano nell’immensità di quel momento ma non quella sulla sua guancia. Heric con l’indice la prese, la toccò prima che potesse cadere e infrangersi a terra poi si avvicinò a Sana. Il suo volto aveva già fatto quel movimento ma anche Sana questa volta era pronta e si mosse anche lei verso lui, aveva ancora gli occhi aperti e lentamente guardava lui con i suoi chiusi avvicinarsi. Quando le sue labbra toccarono le sue finalmente li chiuse felice. Heric aveva ancora la sua mano su quella di lei, la prese e la mise sul suo petto, Sana non aprì gli occhi ma se ne accorse sentendo le sue sottili dita sfiorargli la felpa bagnata e poi il suo collo. Heric si scostò e lentamente aprì gli occhi, Sana non voleva vedere la realtà e si buttò fra le sue braccia. Heric le mise una mano fra i capelli e con l’atra la tenne fra sé. Poi sana aprì gli occhi e disse: “Domani partirò per New York…”

“Lo so…” mormorò Heric e Sana sospirò. “Mi… Mi aspetterai?” chiese Sana con tono incerto. “Certo…” Rimasero in silenzio ancora stretti sotto la pioggia. Dopo un po’ Heric mormorò: “Si è fatto tardi, forse dovresti tornare a casa” “No…ti prego tienimi ancora tra le tue braccia”

Sana lo disse senza pensare poi posò la sua testa sul suo petto. Heric la strinse più forte e chiuse di nuovo gli occhi. Una macchina passò per quella strada e suonò per fargli spostare. Sana si scostò velocemente, gli prese la mano, la baciò dolcemente poi corse via sotto un cielo che piano piano si rischiariva lasciando intravedere la luna.

Sana guardò verso l’orologio, tutte le valigie erano pronte e l’orologio segnò che erano le undici.

“Forza Sana a mezzogiorno parte l’aereo” disse Robbie e si incamminarono verso l’uscita.

Quando arrivarono all’aeroporto Funny era lì. Le sorrise e le sia avvicinò.

“Ciao Sana!”

“Ciao Funny…” mormorò Sana in colpa per averla dimenticata la sera precedente.

“Heric è venuto da me ieri sera e mi ha detto che ti ama…”

“Mi dispiace…” disse Sana rattristandosi…

“Non preoccuparti… È cosi che doveva andare… io mi farò da parte…”

“Grazie Funny…” poi si sorrisero e Funny corse lungo la strada.

Poi si girò e da lontano fece:

“Buon viaggio!!!” Agitava la mano freneticamente e Sana le rispose con altrettanto entusiasmo.

Sana vide Charles che le sorrise da lontano e si avviarono verso il loro aereo.

“Sana!!!!” gridarono delel voci contemporaneamente dietro di lei.

Sana si girò e di fronte a lei c’erano tutti i suoi amici, c’era Alisia, Terence, Margaret, Isidoro e lui…

“Buon viaggio Sana!!!” gridò Terence.

“Faremo il tifo per te da qui!” Disse sorridendo Alisia.

Il tapiroulant che portava lei Charles e i loro manager, si allontanava dai suoi amici.

Heric la fissava incapace di muoversi e la vide andare via.

Quando Sana stava per salire sull’aereo Heric le venne incontro.

“Heric!” disse Sana.

“Volevi andartene senza salutarmi eh zuccona?” disse col fiatone.

Allora lei gli prese le mani e lo baciò.

“Mi aspetterai?” ripetè Sana.

“Si… Anche se la tua lontananza mi sarà insopportabile, ti aspetterò e quando tornerai…”

“Staremo finalmente insieme…” disse Sana sorridendo e lasciandogli le mani. Dall’alto della scala Charles sorrise amaramente ed entrò.

Anche Sana salì e lo saluto sulla mano prima che l’hostess chiudesse lo sportello.

Heric rimase a guardare l’aereo andare via e anche se non lo poteva vedere attraverso i vetri sapeva che Sana lo stava fissando a sua volta.

Una lacrima le scese sulla guancia, poi guardò verso Charles sorrise pronta ad una nuova avventura consapevole che sarebbe stata felice quanto quella che l’avrebbe aspettata al suo ritorno.

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