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immagine anime e manga Berserk

Titolo: Berserk
Autore: Kentaro Miura
Casa editrice: Panini Comics - Planet Manga
Lunghezza opera: in corso
Genere: azione, horror, fantasy, ucronia


La trama di base della storia si concentra sui viaggi e le vicissitudini del protagonista, Gatsu, la cui vita è segnata dalla perdita di tutto ciò che considera vicino al suo cuore, e dalla continua lotta per la sopravvivenza. Personaggio oscuro ed affascinante, Gatsu vive una vita segnata dalla morte e dalla sofferenza fin dalla sua nascita. Conosciuto come lo “spadaccino nero (”The Black Swordsman”), vive un’esistenza dolorosa distruggendo i demoni che cercano la sua morte con la sua poderosa spada “ammazzadraghi”…e cercando infine di distruggere colui che viene chiamato Griffin, il quale non solo ha precipitato nel caos e nella miseria il regno di Midland, ma ha continuamente perpetrato caos e miseria nella vita di Gatsu.

La storia è costellata dai continui flashback di Gatsu ai suoi anni con la Banda del Falco, un gruppo di mercenari tagliagole che diventeranno l’elemento cruciale nella guerra centenaria tra Midland e la nazione nemica di Chuda. E’ la storia della discesa nel terrore puro di Gatsu, che testimonia coi propri occhi le conseguenze della caduta dell’ambizione umana.

Per tutta la storia emergono elementi di Tradimento, Fato, Orrore Demoniaco e fantasy sfrenato. Da tutti questi aspetti fusi assieme emergono però due aspetti principali: inseguire i propri sogni e cambiare il proprio destino. Gatsu, nelle sue vicende, esemplifica questi aspetti anche in modo estremo, e spesso, riflettendo sui propri pensieri, li pone apertamente allo spettatore attraverso l’anime.

L’anime riporta solo una piccola parte del Manga originale di Miura (che sta continuando ad uscire), e nonostante la trama di tale manga sia stata seguita fedelmente, diversi aspetti dell’originale sono stati ridimensionati, come momenti di eccessiva violenza o stupro; alcuni personaggi importanti nel manga sono stati del tutto omessi. Queste alterazioni colpiscono certi episodi più di certi altri, con solo un episodio in particolare avanti nella storia, pesantemente riadattato. Nonostante ciò senza dubbio possa seccare i puristi del manga, l’anime senza dubbio vale comunque la pena di essere visto (e magari, istillare negli spettatori la voglia di leggere il manga stesso).

Ben presto ci si accorge che in realtà l’episodio di apertura viene, cronologicamente, dopo l’episodio finale, scelta su cui la critica si è divisa, e che probabilmente è stata fatta per rendere la storia più affascinante nel complesso, e per spingere la curiosità dello spettatore a sapere che cosa è successo nel passato di Gatsu, via via che con le sue reminiscenze il protagonista vive la sua vita una seconda volta, fino a sfociare proprio nell’episodio pilota.

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Berserk sa essere un mondo estremamente dark, terrificante, violento. Niente è sacro. Pedofilia, stupri, rapimenti, assassinii e cospirazioni corrono selvaggi per tutto il mondo di Berserk. Nulla è proibito, e la vita di Gatsu ne è testimonianza, essendo nato dal ventre di sua madre già morta, costretto ad uccidere il suo padre adottivo, e continuerà ad uccidere i suoi nemici per tutta la vita in battaglia, con molta cura grafica. Questo aspetto è probabilmente quello che riesce ad attrarre maggiormente il lettore e lo spettatore: non ci sono tabù; non è certamente una visione per bambino piccoli che non capiscono come mai lo zio Gatsu ha tagliato via il braccio di quel pover’uomo… la violenza gioca un ruolo principale in tutta la storia, ma non appare mai “gratuita”, cioè del tutto incomprensibile: all’interno di questo oscuro mondo, ogni personaggio ha il suo background, che spiega le proprie ragioni nella storia, dalla semplice lotta per sopravvivere alle più profonde ed oscure premeditazioni nelle varie situazioni. Ciò instilla nello spettatore costantemente il senso di uno scopo ben preciso per le azioni di ogni personaggio di tutto l’anime, contribuendo all’effetto globale di fascino della storia di Gatsu nel suo insieme.

La qualità dell’animazione è buona nonostante nella realizzazione non sia stato fatto uso massiccio di tecniche computerizzate moderne e CAD. Tutti i personaggi sono molto ben definiti, e così pure i loro vestiti e le loro armi: con un piccolo esercizio di memoria, alla fine della serie è facile riuscire a ricordarsi di ogni personaggio per il loro vestiario e armamento particolare. Si può notare che, nello scorrere della serie, alcuni disegni e scenari vengono “riciclati”, specie nelle scene di battaglia, chiaramente una scelta economica, che tuttavia non rendono pedante la serie nel suo insieme (è una cosa frequente in moltissimi anime). Nella storia inoltre si possono notare un certo numero di frame “fermi”, che bloccano l’animazione sul momento. Sebbene pure questo possa essere senza dubbio inquadrato in un’ottica di risparmio, nel complesso riescono ad avere l’effetto di rendere più drammatico il momento in cui vengono utilizzati, innalzando la suspance: in effetti, ciò avviene solamente in certi momenti particolari della storia di Gatsu, in cui si ha l’impressione che qualcosa di fondamentale è successo, che la storia ha segnato un passo importante,in cui le azioni di Gatsu trascendono spazio, tempo e barriere umane.

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