LA BATTAGLIA DEGLI DEI

fanfiction


By SHAKA

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CAPITOLO 1

I quattro amici tornarono a casa:
"Comunque non ho ancora capito chi siano..." disse Ioria
"Io credo siano cavalieri anche loro... o almeno Abel: il suo cosmo era potente, l'avete avvertito anche voi, vero?" disse Leda.
La sua domanda fu seguita da qualche secondo di silenzio poi Milo, a bassa voce e guardandosi intorno con circospezione, continuò:
"Già... proprio come quelli che si avvertono ora... si distinguono chiaramente, sono tre"
Tre potentissimi cosmi si diffusero presto in tutta la casa: i quattro si avvicinarono per proteggersi le spalle da un eventuale attacco che non tardò ad arrivare veloce come la luce o forse di più; nessuno di loro lo vide e fu solo per puto miracolo che riuscirono a scansarlo all'ultimo momento.
"Siamo salvi... per miracolo..." riuscì solo a dire Cancer a terra con gli altri guardando il tavolino e il divano del salotto divisi perfettamente a metà
"Non abbiamo visto niente...quel colpo... era più veloce della luce" disse Leda deglutendo a fatica
"Quel fendente non vi avrebbe mai colpito -disse una voce. Tutti si guardarono in torno per cercare chi avesse parlato ma non riuscirono a trovare nessuno- e poi la sua velocità era uguale a quella della luce...Ci stupisce che non l'abbiate visto"
"Dunque è vero... ecco la prova che la nuova generazione di cavalieri è nettamente inferiore a quella passata" disse un'altra voce con una leggera ironia
"Chi siete? -ringhiò Ioria- Fatevi vedere codardi!"
Un forte colpo la scaraventò contro il muro:
"Non sfidateci cavalieri, ne avete tutto da perdere. -disse la terza voce- Non siamo qui per uccidervi"
"Chi siete?" lo interruppe Leda ad alta voce mentre Milo andò ad aiutare l'amico a rialzarsi "Ma come, non ci avete riconosciuto? Siete una delusione dopo l'altra" disse ridendo seguito dalle altre due voci
"Ah! Ora ricordo! -disse Leda spaventato- siete quegli esseri apparsi alla fine della guerra contro l'Ade "
"Odio quando qualcuno ci chiama "esseri"!"
"Oh, scusa, voi che siete dei rifiuti! "disse Cancer con una punta di ironia
"Questa volta hai esagerato!"
Una violenta sfera d'energia colpì in pieno Cancer che andò a schiantarsi contro la finestra e poi contro la vetrina del centro commerciale di fronte.
"Cancer! -urlò Ioria affacciandosi a ciò che rimaneva della finestra- Maledetti! Ce la pagherete! "disse furioso e lanciandosi all'attacco nella direzione da cui aveva avuto origine il colpo.
Una nuova sfera colpì Ioria che, dopo aver sfondato un'altra finestra, si schiantò sul tettuccio di un'auto parcheggiata appena sotto la loro casa.
"Ora tocca a voi due! " disse la voce
"Attento Leda! -urlò Milo gettandosi sull'amico salvandolo da morte certa- Tutto bene?"
chiese alla fine. Solo a quel punto si accorse che il colpo non era andato a vuoto: infatti delle sue ciocche caddero l'una dopo l'altra e i capelli, più corti, gli scesero sul collo.
"Ah, ah, ah -rise la voce- Ti sta bene il nuovo taglio Milo! Questa volta vi lasciamo andare così, ma ci rivedremo molto presto!"
Dopo di che le voci e i cosmi sparirono.

Qualche ora dopo i feriti erano all'ospedale: Ioria e Cancer erano in una stanza da soli con le tapparelle abbassate che facevano filtrare poca luce, mentre Milo e Leda erano in un'altra camera insieme a Virgo e a delle infermiere intente nel fasciare le loro ferite.
"..Certo che è strano: com'è possibile che non abbiate visto i vostri aggressori?"
"Non lo so, eppure è così...avvertivamo i loro cosmi ma non riuscivamo ad evitare i colpi.
Erano troppo veloci!" disse Milo seriamente preoccupato
"Mh... -pensò il dottore- non ho la minima idea di chi possano essere..."
"...Cancer e Ioria? Come stanno?" chiese Leda
"Sono tenuti sotto controllo ma non sono gravi, anzi, possono ritenersi molto fortunati"
In quel momento entrò un'infermiera:
"Dottore, il signor Abel la sta aspettando nel suo ufficio"
"Oh certo, grazie -rispose- Scusatemi devo andare, vi lascio in buone mani, a dopo"
Così uscì ed andò nel suo studio:
"Ciao Virgo -lo salutò Abel con un sorriso- mi sembri preoccupato...E' accaduto qualcosa di spiacevole?"
"Prima parliamo di cose importanti: di te cioè -disse aprendo le due ante di un armadio e prendendo una cartellina di cartone con dentro diversi fogli- Ho qui gli esiti delle tue ultime analisi...-disse mettendogliele sulla scrivania. Abel le prese e le sfogliò- Allora, quando ti decidi a farti operare? Non puoi continuare così ancora a lungo" disse sospirando e sedendosi sulla sedia girevole di pelle nera
Il ragazzo rimise la cartellina sul tavolo e sorridendo disse:
"Queste non mi sembrano cose importanti. Dai, perché sei preoccupato?"
"Poche ore fa sono stati ricoverati Cancer, Milo ,Leda e Ioria: -disse dopo qualche attimo di indecisione- stando al loro racconto pare siano stati attaccati da esseri invisibili ma dotati di un cosmo e di una velocità impressionanti. Fortunatamente non hanno subito molto danni"
"Dunque è così -disse serio e preoccupato- Avevo sentito giusto dunque"
"Spiegati" chiese il medico
"Qualche ora fa anch'io ho avvertito tre cosmi potenti: li ho sentiti invadere la mia casa e per un istante ho temuto il peggio...poi invece sono scomparsi"
"Tu sai chi sono dunque?!"
"...Non hai nessun sospetto?"
Virgo ci pensò un po' :
"Mi viene da pensare solo ai cavalieri dell'Oltretomba? -Abel fece cenno di si con la testa- Anche il mio maestro lo sospettava"
"Giugno è al corrente di tutto ciò che è successo?"
"No, ma alla fine della battaglia tra Ade e Atene sono apparse tre voci... sia lui che gli altri cavalieri di Ade credono di averli riconosciuti..."
"E Giugno sospetta che si trattino dei cavalieri dell'Oltretomba..."
"Già" rispose Virgo pensieroso
"Dunque anche loro sono tornati in vita... Bè, alla fine sarebbe successo vista la loro natura infernale, proprio com'è accaduto ai cavalieri di Ade"
"Eh, la situazione si complica dunque...cosa credi che vogliano?" chiese il dottore. Abel scosse la testa e sospirò:
"Non ne ho idea purtroppo, però sta sera la trascorrerò nelle vicinanze dell'ospedale insieme ai miei amici e, in caso di pericolo, interverremo, ok? - Virgo acconsentì con la testa- Bene - disse Abel alzandosi- allora vado, a presto - poi uscì dalla stanza- " Uh! - pensò con un sospiro di sollievo- anche questa volta ho evitato la ramanzina"
"Abel! - lo chiamò Virgo con voce seria uscendo dalla stanza. Abel si blocco di colpo- Scordavo di dirti ...di fare attenzione, non sei più quello di un tempo"
Abel si voltò e gli sorrise.

Arrivò notte, i quattro feriti stavano dormendo tranquillamente nei propri letti mentre Abel e i suoi tre amici erano appostati con la macchina fuori dal cancello dell'ospedale. Abel era seduto sul cofano dell'auto con una sigaretta tra le dita, Atlas era alla sua destra mentre gli altri due erano sui sedili anteriori con le porte aperte.
"Credi che arriveranno?" chiese Atlas appoggiandosi all'automobile
"...Sono già arrivati..." rispose soffiando fuori il fumo dalla bocca e, tenendo lo sguardo fisso alle finestre delle stanze dei quattro guerrieri; poi si alzò e, buttando a terra il mozzicone , lo spense con la punta del piede destro.
Intanto Cancer stava sognando: si trovava in un luogo roccioso completamente deserto; si guardava intorno per cercare qualcuno quando una voce dalle sue spalle lo chiamò. Si voltò di scatto e vide corrergli incontro i suoi tre amici:
"Dove siamo?" chiese Cancer
"Io credevo di essere nel mio letto ma evidentemente mi sono sbagliato..." disse Milo "Non ho mai visto un luogo tetro e lugubre come questo...Guardate il cielo -disse Leda alzano gli occhi- è completamente nero"
"... Proprio come nell'Ade -dedusse Ioria- Siamo dunque lì?"
"No - I quattro si guardarono intorno alla ricerca della fonte di quella voce già nota ma pareva provenire dal nulla ed espandersi tutt'intorno a loro- Questo non è l'Ade, o meglio, non quello che conoscete voi. Vi do il benvenuto nel Regno dell'Oltretomba cavalieri..."
"Ancora tu? Dove sei, fatti vedere codardo!" ringhiò Ioria
"Come osi? La lezione sella scorsa volta non vi è forse bastata? Ne volete una più esemplare?"
"Ora basta! -interruppe un'altra voce anch'essa nota- non siano qui per questo! Perdonate l'irruenza del mio compagno. Vi abbiamo fatto venire qui, nel nostro Regno, per chiedervi di entrare a far parte del nostro esercito"
"Ma se non sappiamo nemmeno chi siete?! E comunque noi siamo cavalieri al servizio della Dea Atena " disse Ioria
"Chi, quella stessa Dea che non ci ha pensato due volte a buttarvi fuori dal Grande Tempio?
-Quelle parole colpirono dritte nell'orgoglio dei quattro- Ma siete sicuri che le dobbiate ancora obbedienza?" chiese la voce con una punta di ironia.
"Almeno rivelateci la vostra identità" chiese Milo
"Prima dovrete giurarci ubbidienza"
"E una volta entrati a far parte di voi cosa dovremmo fare?" chiese Ioria
"Vi alleneremo e vi faremo diventare forti, molto di più dei vostri cari amici cavalieri d'oro in modo che possiate servire fedelmente il nostro Dio"
"Chi è ?" chiese Milo
"Di più non posso dirvi, se volete sapere altro dovete solo giurarci obbedienza più assoluta" rispose la voce
"Lo giuro" disse Cancer.
Tutti rimasero allibiti da quell'affermazione così sincera e spontanea:
"Cancer...tu..." balbettò Leda
"Hanno ragione loro: la nostra Dea ci ha allontanati dal Grande Tempio rifiutandoci come cavalieri, giusto? Allora ditemi, perché dovremmo continuare ad obbedirle? A me l'unica cosa che interessa ora... è prendermi la rivincita su Lady Isabel e su Shaka! -poi, voltandosi verso le voci e stringendo il pugno destro, disse- Se voi mi promettete di farmi diventare più forte e di poter portare a termine la mia vendetta... sono pronto a seguirvi in capo al mondo, fosse pure l'Inferno!" disse con voce sicura e piena di rabbia
"E così sia: da oggi sarai uno dei nostri; ma ti avverto, la vita non sarà così facile, ti aspetterà
un allenamento così severo che non ti immagini neanche e se non sarai capace di sopportarlo.. .non ti resta altro che la morte!"
"Datemi ciò che voglio e io vi darò anche la vita se volete"
"E voi altri cosa avete intenzione di fare?"
"Non ci uniremo mai a voi! -disse Milo con voce dura- E tu Cancer, ti prego, riflettici bene"
"Non preoccupatevi per me: sono sicuro che non mi pentirò di questa scelta; piuttosto dovreste essere voi a ripensarci"
"Non mettere loro fretta -intervenne la voce- lascia che ci pensino bene. In ogni caso, se cambierete idea, basterà che ci pensiate di notte e noi arriveremo"
"Non accadrà mai non temere" disse Ioria
Terminata questa frase Leda, Milo e Ioria si risvegliarono di soprassalto nei rispettivi letti d'ospedale:
"Un sogno?- si chiese Ioria ad alta voce. Poi voltò lo sguardo verso il letto di Cancer e lo trovò vuoto- No, non ci credo..." disse spaventato
Subito lo raggiunsero i due compagni anch'essi impauriti nello scoprire che quello non era stato frutto della fantasia ma semplicemente la realtà. Poco dopo arrivarono anche Abel e i suoi tre amici seguiti da Virgo:
"Milo, tutto bene?"chiede il medico ma, non vedendo Cancer, si preoccupò
"Maledizione! -disse Abel digrignando i denti- siamo arrivati troppo tardi! "
"No, sono stati loro ad essere troppo veloci" rispose Virgo
"Voi sapete cos'è successo? -nessuno rispose- Dovete dircelo, Cancer potrebbe essere in pericolo!" disse Milo seriamente preoccupato
Dopo un lungo silenzio Abel finalmente si decise a parlare:
"Le persone che vi hanno attaccato e ora parlato sono i Cavalieri dell'Oltretomba.
Non dovete temere per il vostro amico: non hanno intenzione di fargli del male, sono sicuro che lo vogliono solo allenare e farlo diventare un cavaliere degno di questo nome entro il 9 settembre"
"Perché? -chiese Leda- E chi sono i Cavalieri dell'Oltretomba?"
"Di più non posso dirvi anche per il vostro bene, non insistete. Sappiate solo che Cancer non è in pericolo...se segue alla lettera gli ordini che gli sono impartiti. Ora dormite tranquilli e non pensate a loro, solo così vi lasceranno stare" dicendo questo uscì seguito dai suoi tre amici e da Virgo.
I cinque entrarono nello studio privato del dottore e si sedettero su delle sedie:
"Dunque sono tornati...- disse Virgo accomodandosi sulla sua poltrona di pelle nera dietro la scrivania. Abel annuì con la testa- Che cosa dobbiamo aspettarci da loro?"
"Non so, la sconfitta subita cinquant'anni fa brucia ancora nei loro cuori, ma non credo vogliano vendicarsi... Anche se l'oggetto in questione è quasi di vitale importanza per il loro sovrano"
"Cosa accade il 9 Settembre?"
"E' il compleanno del loro Dio, il Sire Ades: in quella data i suoi guerrieri o meglio, gli Specrte, sono soliti sfidarsi in un duello, spesse volte all'ultimo sangue per dimostrare la propria forza. Nei giorni precedenti tocca ai cavalieri combattere: probabilmente, nel corso dell'ultima battaglia, non tutti i guerrieri sono tornati in vita e ora stanno cercando di rimpiazzarli in qualche modo"
"E' probabile, ma credo che non lo facciano solo per divertirsi, sicuramente stanno tramando qualcosa e qualunque cosa sia... è pericolosa se si tratta di loro"
"Ad ogni modo non possiamo fare altro che aspettare la loro prossima mossa sperando che non ci sia mai. -Poi si alzò dalla sedia seguito dai suoi amici- Per Milo e gli altri non preoccuparti, penserò io a loro"
"E chi penserà a te?"
"Sono capace di badare a me stesso, grazie" dopo di che uscì dalla stanza lasciando il medico preoccupato.


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