Non è giusto>>
Anya teneva lo sguardo basso <<non è giusto che tanta gente soffra quando
tutto questo si potrebbe evitare>>
<<Non si può evitare
tutto questo...>>
Sheila fu interrotta dal
canto di Anya:
<<People killin',
people dyin', children hurt and you hear them cryin', can you practice
what you preach, and would you turn the other cheek, father, father, father
help us, send us some guidance from above, 'cause people got me, got me
questionin' "Where is the love".....Where is the love, the love, the
love>>
Anya fissava la ragazza.
<<Sheila, prima eri
così dolce, contro ogni tipo di conflitto, ed ora invece...chiarisci le cose
con Ethan e poni fine a questa guerra>>
Lei si passò la mano fra i
capelli. Evidentemente aveva ceduto.
<<Va bene, Anya, vedrò
cosa posso fare>>
<<Grazie,
Sheila>> Anya uscì e si chiuse la porta alle spalle <<finalmente
tutto ricomincerà>>
<<E così, Lupa, hai
avuto il coraggio di varcare la Porta dell'Alto>>
<<Smettila di prendermi
in giro, Lucia>>
<<Beh>> Liv stava
svuotando l'armadietto <<speriamo almeno che sia servito a
qualcosa>>
<<Attenzione a
tutto il corpo della Paradise Company. Attenzione. Sono lieta di annunciare
che la guerra contro la Red Flag Association è terminata. Ripeto, la
guerra contro la red Flag Association è terminata...>>
Mentre tutte le persone
presenti nell'edificio facevano commenti più che entusiasti, Lucia e
Liv si complimentavano con una certa persona.
<<E brava la nostra
Anya. vedi che ce l'hai fatta?>>
<<...Attenzione,
Liv è desiderata dall'alto, ripeto, Liv è desiderata dall'alto...>>
<<Dall'alto?>>
Lucia guardò il soffitto.
<<Ma cosa vorranno
ancora?>> Liv si avviò.
<<Che sarà
successo?>> chiese Anya allarmata.
Lucia si limitò a scuotere il
capo.
<<Eccomi; anche quando
sono fuori mi rompete le scatole?>>
<<Non lamentarti, mi
servi>>
<<Sheila, a te servono
sempre tutti>>
<<In questo momento,
Liv, mi servi tu. Devo riuscire ad incontrare Ethan. Sei l'unica che può
farcela >>
<<Oh santo cielo!
Adesso lo devi incontrare?>>
<<Smettila! Devi andare
RFA e dirgli di venire lunedì prossimo a Roma, la mattina alle 10 al
colosseo>>
<<Non dimentichi? Il
Maggiordomo, o meglio Mister Tutore del Capo, mi ha buttato fuori. Non posso
fare più niente con lui in giro, anche volendo>>
<<E' per questo
che te lo chiedo quando lui è a New York. Ti prego, Liv, potresti anche
rivedere Kei>>
Liv spalancò gli occhi, poi
chinò il capo.
<<Incontrare Kei è
l'ultima cosa che vorrei in questo momento>> alzò lo sguardo <<ma
lo farò lo stesso. Sai quanto desidero la fine di questa guerra>>
<<Grazie, Liv>>
<<Grazie a te
Sheila>>
<<Ma che gentile Sheila
a darci una settimana di ferie...>>
<<...peccato che
dobbiamo sprecare due giorni qua!>>
Lucia e Anya riuscirono
finalmente a salire sul tetto.
<<Basta parlare. Non mi
servono le vostre chiacchere per entrare nell'ufficio di Ethan. Forza fatemi
scendere>>
Liv si circondò la vita
una corda e arrivò fino alla finestra della stanza-obiettivo.
<<Potete
lasciarmi>>
Ed infatti la lasciarono.
Liv si affacciò.
<<Accidenti, i
gorilla>> disse scorgendo dietro una grossa poltrona due bestioni vestiti
da pinguini <<uhf, mi toccherà aspettare>>
<<Capito? Andate subito
a chiamarlo!>>
<<Sì signore!>>
<<Ah, che branco di incapaci>>
Si girò ed andò ad aprire la
finestra.
"Ah, troppo facile"
pensando questo, entrò senza non troppi problemi.
Ethan si voltò di scatto.
<<Chi sei tu?>>
Liv rimase a bocca
aperta, ma lui non poteva vederla perché indossava una sciarpa nera che le arivava
fino a sopra il naso.
<<Accidenti, ecco
perché Sheila ti va dietro: non sei per niente male!>>
<<Oh, grazie...ma tu
chi sei?>> ripeté.
<<Sono una sua
amica>> Liv si sedette sulla scrivania.
<<Sei una della
PC!>>
<<No, non faccio parte
di quella organizzazione. Io lavoro per conto mio>>
La porta si aprì. Liv
spalancò gli occhi verdi, coperti dagli occhiali da sole.
<<Kei...>> Ethan
si avvicinò al nuovo arrivato.
<<Ti sei preso la
scorta, eh? Ci credo che ti ha lasciato, ripete sempre che sei uno senza spina
dorsale...>> Liv fece finta di non udire il grigno del ragazzo <<ma
a quanto pare ha cambiato idea, visto che ti vuole incontrare>>
<<Vuole incontrare me?
E dove? Quando?>>
<<Ehi, calma,
calma...Ti vuole vedere lunedì prossimo, a Roma, al colosseo alle 10 di
mattina. Te lo ricordi, o te lo devi scrivere?>>
<<No, no me lo
ricordo>> disse Ethan con il viso illuminato.
<<Mhm, quanto a te, Kei
Hiwatari...>> guardò il ragazzo negli occhi, facendo uno sforzo enorme
<<sei tu quello che cerca Liv delle Crazy Angels, vero?>>
<<E allora?>>
<<L'hanno buttata fuori
dalla Paradise>>
<<Che cosa? E
perché?>>
<<Io non lo so, ma puoi
sempre chiederlo a lei. hai intenzione di trovarla?>>
<<Questi non sono
affari tuoi>>
<<Ma guarda te,
rispondiamo persino allo stesso modo!>>
Kei spalancò gli occhi.
<<Ciao>> Liv
saltò dalla finestra, tirò una cordicelle e due ali di plastica uscirono dallo
zaino che portava sulla schiena.
Kei si affacciò.
<<Non può
essere...>>
Liv stava tagliando un pezzo
di torta, ma la sua mente era altrove.
Kei...aveva rivisto Kei.
Quanto era cresciuto. Era...era...
<<..così bello>>
sussurò.
<<Liv, che stai
facendo? Stai tagliando tutta la torta!>>
La ragazza guardò il dolce.
Doveva tagliarne due di fette... ne aveva fatte dieci!
<<Oh scusa, ero sovrappensiero>>
<<Ho visto>>
disse Lucia, prendendo due fette e posandole sul vassoio <<pensavi di
nuovo a Kei?>>
<<Sì>> rispose
con tono rassegnato.
<<Oh, avanti, non fare
così, vedrai...>>
<<Ehi ragazze!>>
Anya le raggiunse con una busta in mano <<guardate! E' della
Paradise>>
Lucia aprì con foga la busta.
<<Si comunica alle
Crazy Angels e alla Lupa...>>
Liv continuò:
<< ...che tra due anni esse dovranno essere presenti alla festa
parigina per la controfirma del trattato di pace con la RFA!>>