Lucia chiuse il Samsung e se
lo mise in tasca. Si trovava ora ad entrare in chiesa, la chiesa del
meraviglioso Castello di Praga.
Gli era sempre piaciuto quel
posto. Aveva il potere di rilassarla.
Chiuse gli occhi e respirò
profondamente. La prima volta che era stata lì, era venuta con suo fratello.
Avevano pregato insieme di non separarsi mai. Peccato che il giorno dopo Diego
fu ucciso, davanti ad una stupenda fontana in un fantastico giardino. Si
diresse là.
Si sedette sul bordo della
struttura, immergendo la mano nell'acqua, per poi farla scivolare lentamente
avanti e indietro. Si guardò attorno. Il sole era ormai calato, e un azzurro
scuro senza nuvole avvolgeva tutto. Il vento muoveva i lisci capelli rossi
di Lucia, e accarezzava il suo viso.
Era tutto talmente
romantico. Anche dopo la morte di Diego, aveva sempre sognato quella
fontana, quel giardino, quel cielo, quel vento e...lui.
Sì, il ragazzo che amava.
Fino ad adesso aveva tutto, tranne lui. Scese e si fissò nello spacchio
d'acqua.
Una figura si avvicinava alle
sue spalle. Si sistemò il berretto. Si chiedeva sempre più spessose non fosse ora di toglierlo definitivamente.
Fissò la ragazza.
<<Lucia>>
La ragazza si voltò.
<<Takao, che ci fai
qui?>>
Lui si avvicinò di più.
<<E' qui che tuo
fratello...>>
<<Sì>>
Silenzio.
<<E' un luogo stupendo,
peccato sia successo qui>>
<<Già>>
<<Io, Lucia, ti devo
ringraziare>>
<<E per cosa?>>
<<Vedi, io prima ero un
ragazzo sì molto estroverso, ma non ho mai trovato nessuno con cui mi sia
legato veramente>>
<<Ma Kei? E
Yuri?>>
<<Loro sono quasi dei
fratelli. Io sto parlando di un altro tipo di legame>>
Lucia arrossì.
<<Sei tu. Sei la sola
con cui sono potuto essere veramente sincero>>
<<Tu mi prendi in
giro>>
Voleva credere a quelle
parole, ma non ce la faceva. Conosceva quella storia. Anche Valentina, una sua
amica italiana, ci era cascata. Il ragazzo che le piaceva da ormai un mese
le aveva detto che non la trovava affatto brutta e che le voleva bene;
poi ha scoperto che la stava prendendo in giro, in combutta addirittura
con la sua peggior nemica. Però...
<<Non ti prendo in
giro, Lucia, non ti prenderei mai in giro>>
Lucia si voltò.
Takao sospirò.
<<Forse non sarei come sono adesso, forse non avrei
questa forza addosso, forse non saprei neanche fare un passo, forse crollerei
scivolando in basso, invece tu sei qui e mi hai dato tutto questo, e invece tu
sei qui, mi hai rimesso al proprio posto, i più piccoli pezzi della mia
esistenza componendoli, dando loro una coerenza... Come è bello il mondo insieme
a te, mi sembra impossibile che tutto ciò che vedo c'è, da sempre solo che io
non sapevo come fare per guardare ciò che tu mi fai vedere, come è grande il
mondo insieme a te, è come rinascere, e vedere finalmente che rischiavo di
perdere mille miliardi e più di cose, se tu non mi avessi fatto il dono di
dividerle con me.... Forse non avrei mai trovato un posto, forse non potrei
regalarti un gesto, forse non saprei neanche cosa è giusto, forse non sarei
neanche più rimasto, invece tu sei qui, sei arrivata per restare, invece tu sei
qui, non per prendere o lasciare, ma per rendermi ogni giorno un po' migliore,
insegnandomi la semplicità di amare...Come è bello il mondo insieme a te, mi
sembra impossibile che tutto ciò che vedo c'è, da sempre solo che io non sapevo
come fare per guardare ciò che tu mi fai vedere, come è grande il mondo insieme
a te, è come rinascere e vedere finalmente che rischiavo di perdere mille
miliardi e più di cose, se tu non mi avessi fatto il dono di dividerle con
me...>>
Lucia lo guardò.
<<Tu sei pazzo>>
<<Perché?>>
<<Sheila mi ha detto
che Ethan gli ha detto che tu stamattina avevi una riunione
in California. Perché sei venuto qui a Praga?>>
<<Mi pare ovvio, per
vedere te>>
<<E' questo ciò di cui
ho bisogno: un pazzo>>
Lucia sorrise e si
avvicinò. Si aggrappò al collo del ragazzo.
<<Allora sono il
ragazzo giusto>>
Sotto la luce lunare, le loro
labbra si incontrarono.