Uffa, ci sono
scappate un'altra volta>> disse Takao rassegnato.
<<Sembra proprio che
non ne vogliano sapere niente di noi>> rispose Yuri.
Entrarono nello studio di
Ethan.
<<Ciao, ragazzi. Come è
andata?>>
<<Oh, bene, col
trattato è tutto a posto>>
<<Anche con le ragazze,
spero>>
<<No, questo
no!>>
<<Ma come? Io mi ero
messo d'accordo con Sheila apposta per questo!>>
<<Aspetta? Non ho
capito bene. Tu ti eri messo d'accordo?>>
<<Ehm, s-sì>>
Yuri sospirò.
<<Tanto adesso non
serve più a niente arrabbiarsi. Sono andate>>
<<Oh, Yuri, non essere
così pessimista. Anya oggi è a Parigi per una conferenza alla Tour Eiffel. Non
mi sembra un'occasione da sprecare>>
<<Ma tu come fai a
saperlo?>>
<<Beh, ehm...m-me l'ha
detto Sheila>>
<<Ah!>> esclamò
Takao.
<<Ma, comunque, Yuri,
devi deciderti: vuoi o non vuoi stare con lei?>>
<<Ma, io...>>
<<Yuri, questa volta
Ethan ha ragione...>> cominciò Takao.
<<Come questa
volta?>>chiese Ethan.
<<Zitto tu!>> lo
ammonì il ragazzo <<Yuri, per quattro anni mi hai fatto una testa così su
quanto Anya fosse carina, intelligente, dolce...>>
<<Guarda che tu hai
fatto la stessa cosa con me!>> rispose l'altro.
<<Sottigliezze! Devi
deciderti: o vai da Anya e le dichiari tutto, oppure sarai solo e depresso per
il resto della tua vita>>
<<Quanto l'ha fatta
drammatica>> sussurò Ethan.
Yuri rimase in silenzio, poi
si decise.
<<Ok, ci vado!>>
<<Oh, non ne posso più.
Odio queste conferenze>>
Anya si sedette, sistemandosi
la coppola che portava in testa. Dio, non faceva che pensare a lui. Yuri.
No, non poteva pensarci, non
doveva pensarci.
Accidenti, non riusciva a non
pensarci.
Abbassò il capo. Il silenzio
in quella stanza deserta le faceva gelare il sangue.
La porta si aprì. Entrò un ragazzo.
Un ragazzo che Anya conosceva.
<<Anya, dobbiamo
parlare>>
<<Peccato, io non ho
niente da dire>> si alzò e si voltò. Cercò di apparire fredda,
ma...solitamente era una brava attrice, ma in quella situazione non riusciva a
fingere.
<<Anya ti prego, come
devo dirtelo che...che...insomma, che ti voglio bene!>>
Anya spalancò gli occhi, che
subito dopo si riempirono di lacrime.
<<Non potrebbe
funzionare, ci faremmo solo del male>>
Le lacrime scesero sulle gote
della dolce ragazza.
Yuri la guardava
tristemente.
<<Nato ai bordi di
periferia , dove i tram non vanno avanti più , dove l'aria è popolare , è più
facile sognare , che guardare in faccia la realtà , quanta gente giovane
va via , a cercare più di quel che ha , forse perché i pugni presi , a nessuno
li ha mai resi , e dentro fanno male ancor di più , ed ho imparato che nella
vita , nessuno mai ci da di più , ma quanto fiato quanta salita , andare
avanti senza voltarsi mai , e ci sei adesso tu , a dare un senso ai giorni miei
, va tutto bene dal momento che ci sei adesso tu , ma non dimentico ,
tutti gli amici miei che sono ancora là , e ci si trova sempre più soli ,
a questa età non sai...non sai , ma quante corse ma quanti voli , andare
avanti senz'arrivare mai , e ci sei adesso tu , al centro dei pensieri
miei , la parte interna dei respiri tu sarai, la volontà che non si
limita , tu che per me sei già una rivincita , adesso sai chi è ,
quell'uomo che c'è in me .............nato ai bordi di periferia , dove
non ci torno quasi più , resta il vento che ho lasciato , come un treno già
passato , oggi che mi sei accanto , oggi che si sei soltanto , oggi che ci
sei adesso tu...>>
Le parole smisero di uscire
dalla bocca di Yuri.
Anya cadde in ginocchio.
Si coprì il viso con le mani.
Yuri vide il corpo di lei
sussultare, mentre forti singhiozzi spezzavano il silenzio. Si
precipitò. Si inginocchiò davanti a lei e la attirò a sé.
La ragazza non perse tempo:
si aggrappò al collo del ragazzo.
Rimasero così per un po', poi
Yuri fece alzare Anya.
<<Su, è ora di
smetterla di piangere. Le lupe non piangono mai>>
<<Se dici così, vuol
dire che non hai mai visto un documentario sui lupi>> rispose la
ragazza strofinandosi le guance.
<<Dai, anche se sei
bella quando piangi, preferisco di gran lunga il tuo sorriso>>
Ed infatti, a quelle parole,
Anya sorrise, sebbene le guance fossero ancora bagnate.
<<Yuri, io...>>
<<No, non occorre tu me
lo dica, voglio solo sapere se è vero>>
Per un momento Anya rifletté,
ma prese una decisione. Non disse niente. Si aggrappò di nuovo al collo
del ragazzo, ma questa volta lo baciò.
Anche se preso alla
sprovvista, Yuri si lasciò subito andare ad una cosa sperata per troppo tempo.
Anya si allontanò.
<<Anche se per te non
ha importanza, io lo voglio dire lo stesso>>
Mentre lui la guardava
dolcemente, lei terminò la frase: