Il sole splendeva in cielo.
Il fresco vento d'aprile scuoteva le foglie degli alberi. Nel bel mezzo di un
parco, un edificio dal colore dorato con le finestre aperte, ed un bancone.
Vari tavolini rotondi a tre
gambe circondati da sedie erano occupati da ragazzi e ragazze che
chiaccheravano allegramente.
<<Guarda, è la nuova
pasticceria, "Nuvole di Panna">> disse una ragazza con la
divisa scolastica all'amica.
<<Sì è vero! Dai,
andiamo, ho sentito che la loro torta di mele è squisita>>
<<Idem per la loro
mousse di cioccolato!>>
Corsero ad occupare un
tavolino.
<<Salve
e benvenute, desiderate qualcosa da bere?>>
Una ragazza con gli occhi
chiari, i capelli castani lisci fino alle spalle raccolti in due trecce
basse e un vassoio in mano sorrideva alle nuove arrivate.
<<Dunque, per me una
spremuta d'arancia...>>
<<...e per me una
limonata>>
<<Arrivano
subito!>> la cameriera si allontanò.
<<Com'è carino
qui!>>
<<Sì, hai ragione. Sai
che cosa mi ha detto Ishiko?>>
<<No, cosa?>>
<<Il venerdì sera qui è
la serata riservata ai single: il giro dei tavolini. Ogni 5 minuti puoi
conoscre un ragazzo diverso, e se magari trovi quello giusto, puoi farti
lasciare il numero di telefono. E se riescono a formarsi tre coppie in una sola
serata, il sabato sera, il turno delle coppie, potranno mangiare
gratis!>>
<<Wow>>
Dopo varie soste davanti
altri tavolini, la cameriera ritornò con due bicchieri colmi.
<<Ecco a voi, scusatemi
per l'attesa>>
<<Oh, figurtati. Senti,
vorremmo avere qualche informazione sul giro dei tavolini del venerdì
sera>>
<<Ah, certo. Beh, dalle
6 del pomeriggio fino alle 10 si fanno questi scambi. Di solito si forma una
coppia sola...>>
<<Ma perché si devono
formare proprio tre coppie per ricevere il premio?>>
<<Oh, quello...beh,
diciamo che è una lunga storia. Comunque siete interessate alla cosa?>>
<<Oh, sì>>
risposero entusiaste le due.
<<Ok, provvederemo.
Intanto, cosa volete mangiare?>>
<<Io una fetta di torta
di mele e lei una mousse al cioccolato>>
La cameriera raggiunse il
bancone. Si rivolse ad una ragazza della sua stessa età, con i capelli rossi
fin sopra le spalle e gli occhi verdi e vivaci.
<<Una AP e una
Cioccomuosse>>
<<Agli ordini>>
<<Senti, quelle due
sono interessate al giro>> la cameriera indicò le nuove clienti.
<<Oh, ho capito, non ti
preoccupare: le servo io>>
Le due ragazze videro la
barista venire con due delizie sul vassoio.
<<Eccovi
servite!>>
<<Oh, che
spettacolo!>> le due ragazze guardarono con l'acquolina in bocca i due
dolci.
<<Mi è stato detto che
vi interessa il giro dei tavolini del venerdì sera>>
<<Sì>>
<<Se vi interessa ci
sono dei ragazzi che vi piacciono, no?>>
Le ragazze arrossirono.
<<Ma dai, non fate le
timide: immaginate che io sia Cupido>>
Le ragazze esitarono ma poi,
dopo aver ingoiato un pezzo di torta di mele, una di loro rispose:
<<Sono quei due al
tavolo 13>>
La barista si voltò alla
ricerca dei due ragazzi.
<<Oh quelli. Ascoltate,
ora non dovete più preoccuparvi fino a venerdì. Ci penso io a combinare tutto.
Ecco gli inviti>>
Diede loro due biglietti.
<<Grazie tante>>
<<Di niente>> la
barista si avvicinò al tavolo n. 13.
<<Ehi ragazzi, che si
dice?>>
<<Eh, che vuoi che si
dica: le ragazze ci danno continuamente il tormento!>>
<<Oh, non per
molto>> posò sul loro tavolo gli inviti.
I ragazzi parvero perplessi.
<<Non ci hai mai
invitato al giro!>>
<<Solo perché prima non
c'erano le ragazze giuste per voi, ma adesso...>> si voltò verso le due
ragazze, e poi ritornò a guardare il due davati a sé <<...penso
proprio di avervele trovate!>>
<<E come mai sei così
sicura che ci piaceranno?>>
<<Oh, semplicemente
perché hanno ordinato...>>
<<...una mousse al
cioccolato e una fetta di torta di mele per i ragazzi>> era arrivata la
cameriera.
<<...questi due
dolci>> terminò la barista.
<<Oh, beh, a questo
punto, credo proprio che ci piaceranno!>> disse uno rivolto all'altro.
<<Beh, se qua siete a
posto, noi andiamo>> le due ragazze si allontanarono.
<<Grazie Anya, grazie
Lucia, se non ci foste voi!>> ringraziò un ragazzo.
Le due si voltarono indietro
sorridendo, per poi dirigersi al bancone.
<<Ah, finalmente l'ora
di chiusura!>> Anya era seduta a uno dei tavolini, la testa appoggiata
alle braccia incrociate.
<<Sì, meno male che
oggi si chiude al tramonto, non ne potevo più. Non riesco a capire perché
sempre di martedì abbiamo il pienone>>
Lucia si era
praticamente scolata una bottiglia d'acqua da un litro e mezzo.
<<Non sarebbe ora di
andare a cercare Liv?>>
<<Ma sì, va. Andiamo a
cercare la nostra Liv>>
Si avviarono verso la parte
più "remota" del parco, e videro una ragazza dai boccoli neri, gli
occhi verdi e profondi, la pelle pallida, che fissava il sole calar per
l'ennesima volta.
E cantò lo stesso motivo che
cantava ogni sera davanti a quello spettacolo:
<<Sentimental days
in a misty, cluoded haze of a memory that now feels untrue,I used to feel
disguised,now I leave the mask behind, paintig pictures that aren't so
blue..the pages I've turned are the lessons I learned...Somebody bring up the
lights, I want you to see, my life turned around, but I still living my dreams,
and through it all, I hit about a million walls, welcome to my truth, I still
love, welcome to my truth, I still love...Tangled in a web, with a pain hard to
forget, that was a time that I've now put to rest......So, somebody bring up
the lights, I want you to see, ohohoh, you turned around, but I still living my
dreams, and through it all, I hit about a million walls, so welcome to my
truth, I still love, ehiehh, oh, somebody bring up the lights, I want you to
see, ohh, my life turned around, but I still living my dreams...ohoh, I still,
I still love...Oh, I still, I still love>>
Anya e Lucia si avvicinarono
all'amica.
<<Ehi, tutto
bene?>> chiese una delle due.
<<Si, grazie. Mi dispiace
di avervi mollato gli ultimi cinque minuti>>
<<Oh, tanto ormai ci
siamo abituate al pienone>> Lucia si stirò.
<<Ma adesso devi venire
con noi>> Anya le afferrò la mano <<abbiamo una sorpresa per
te>>
Liv si fece condurre
all'interno di quella che da tempo era la loro casa.
Entrò in una stanza e vide di
fronte a lei una stupenda torta di compleanno, su cui vi era disegnato con il
cioccolato un angelo. Diciotto candeline accese illuminavano la stanza.
<<Tanti auguri di buon
compleanno, Liv>>
Liv rimase commossa da quel
gesto. La torta e le candeline...era la prima volta che festeggiava il proprio
compleanno così da quando suo fratello era morto.
Si voltò verso le sue
amiche con le lacrime agli occhi, ma sorridente.
<<Grazie,
ragazze>>
Tutte e tre si abbracciarono.
<<Scherzi, è il tuo
diciottesimo compleanno, ci mancherebbe>> Lucia la guardò con
gratitudine.
Quando i loro fratelli erano
morti, tra le due lei era quella più fragile. E Liv l'aveva aiutata tantissimo,
consolandola e aiutandola a diventare un agente della Paradise Company.
Ma le sorprese non
terminavano lì.
Anya, da dietro la
schiena, pose davanti all'amica un pacchetto.
Liv lo scartò lentamente, lo
aprì e vide: un album di fotografie...pieno.
Dentro vi erano un sacco
di foto con solo tre protagoniste: lei, Lucia e Anya.
Strinse il raccoglitore al
petto.
<<Grazie tante>>
Le due sorrisero. Da
quando erano sfuggite all'Uomo, a Dionigi e Esteban, il loro angelo era
cambiato.
Sorrideva, era
disponibilissima, apprezzava tutto ciò che le offriva il mondo e la gente...Era
una nuova Liv, quella vera, che era riuscita ad uscire dal guscio e a mostrarsi
in tutto il suo splendore di angelo. Perché lei adesso era veramente un angelo,
in tutto e per tutto.
L'ingresso principale venne
sfondato, e un uomo, con al seguito degli agenti, si parò davanti a Liv, che
aveva poggiato il suo regalo sul tavolo vicino alla torta.
<<Liv, per ordine
ricevuto dall'alto, ti dichiariamo in arresto>>
La ragazza nominata si fece
mettere le manette senza fiatare: invece Lucia stette tutt'altro che zitta:
<<Ma, che vuol dire,
Kisley, perché la dovete portare via?>>
<<Non sono affari tuoi,
Lucia>>
Liv si rivolse a
quest'ultima.
<<Troverai tutte le
risposte nel primo cassetto del comò>> sorrise <<Anya, Lucia,
fidatevi di me, andrà tutto bene>>
In un attimo, la stanza fu
svuotata, e Anya e Lucia rimasero impalate per qualche secondo.
Poi la rossa cominciò a
cercare nel posto indicato e trovò una busta. L'aprì e ne tirò fuori una
lettera.
Anya si avvicinò, e allora
cominciò a leggere:
<<Care Anya e
Lucia,
se state leggendo questo
messaggio, mi hanno preso. Il motivo per cui questo è successo é:
Ho sabotato il computer
della Paradise e ho cancellato tutti i dati e gli ordini di sorveglianza
riguardo Kei, Takao e Yuri. Non daranno loro più alcun fastidio. Ma forse a voi
sì, perciò contattate Ludovica, affinché dal processo esca fuori solo la mia
espulsione. Se vi state chiedendo perché l'ho fatto ( e ve lo state chiedendo,
perché ormai vi conosco troppo bene), beh, l'ho fatto per voi, e anche per
me, poiché sono più che sicura che nessuno di noi tre vuole che accada
loro qualcosa di male.
Ricordatevi sempre che vi
ho voluto, vi voglio ancora e vi vorrò sempre un bene dell'anima. Siete state
le migliori amiche che io abbia mai avuto. Sò che state piangendo, ma vi
assicuro che farò di tutto per tornare da voi. Con affetto