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Il villaggio era situato in
una zona strategica sul fianco della montagna, e l’unico modo per raggiungerlo
era una ripida strada in salita, poi una scalinata verso le prime case.
Su quelle scalinate si aveva
una vista incredibile, da quel lato della montagna si poteva vedere una distesa
verde di una foresta vergine, poi più in la si
vedevano macchie bianche su distese scure, e piccole colline.
Un paesaggio mozzafiato,
coperto dalla cupola azzurra del cielo.
Il cielo…
In quel punto della montagna
il vento soffiava con forza, e in quel momento stava nervosamente agitando le
ciocche castane della ragazza demone, che si era fermata ad ammirare il
panorama, alcune ciocche offuscavano la vista, ma lei sembrava troppo presa
dall’ammirare il paesaggio, era come essere in cima al mondo.
Gli venne una voglia matta di
allargare le braccia e di spiccare il volo, mentre prendeva un profondo
respiro, e si copriva le braccia nude con le mani, in modo anche di coprire la
fascia bianca sotto quel brandello di stoffa della maglietta, l’aria entrava da
li facendola gelare.
Immenso…
Una sensazione strana…come se
ad ogni respiro…qualcosa uscisse fuori dal corpo…
Leggerezza…si sentiva
leggera…
Una ventata le oscurò con la
vista e fu costretta ad uscire da quello stato di catalessi, spostando con una
mano parte della capigliatura castana, tenendo però gli occhi fissi in un punto
preciso.
La linea d’orizzonte…
Terra e cielo si uniscono in
quella linea…una linea immaginaria, che non esiste…
Non esiste…
-Bello?-
il
demone si voltò, accanto a se la figura bionda di
Meiko, con il fucile dietro la schiena e le mani nelle
tasche più alte dei pantaloni, anche lei rivolta verso il panorama, solo che
aveva lo sguardo più rivolto verso l’azzurro del cielo che verso la terra.
Il demone non gli rispose,
limitandosi a tenere lo sguardo fisso sulla linea dell’orizzonte, mentre
l’altra ragazza sorrideva.
-…sei una bugiarda…-
Meiko
lanciò un’occhiata alla ragazza accanto
style='mso-spacerun:yes'> se, che però non la
degnava neanche di un’occhiata.
Lei sorrise, divertita.
-Si, lo so-
chiuse
il discorso li, mentre Gojio
spingeva la ragazza demone, imponendogli così di salire la scalinata,
Goku ormai era quasi in cima, mentre la bionda stava per
incamminarsi, quando rivolse ancora lo sguardo al cielo, scendendo poi verso la
terra.
Il cielo…azzurro…la terra
nera…
…
I suoi occhi si socchiusero,
mentre ignorò completamente la vista, riprendendo la salita verso il villaggio,
affiancando il bonzo, che però sembrava non notarla
nemmeno.
Meiko
gli lanciò un’occhiata infastidita e innervosita.
-Ehi, bonzo, non potrai
ignorarmi per sempre!-
-…-
-Tsk
, ma tu guada che razza di bonzo doveva capitarmi
!!-
Meiko
si passò una mano tra i capelli,spettinandoli,
mentre Sanzo si fumava la sigaretta.
Un’idea passò come un lampo negl’occhi
di lei.
Velocemente salì qualche
gradino e strappò di mano al bonzo la sigaretta, sorridendo con aria innocente.
-Non lo sai che fa male
fumare? Ma che bonzo strano che sei-
Sanzo
le lanciò un’occhiata omicida, mentre
Meiko faceva un tiro con la sigaretta, formando dei cerchi
di fumo sulla faccia del bonzo, che stava perdendo la pazienza.
-Hai voglia di morire,
mocciosa-
-Mi chiamo
Meiko, e se per parlarti sono costretta a morire, allora
così sia, non ho paura-
gli
occhi viola di Sanzo
s’impiantarono in quelle rossicce di lei, che sorrise con aria divertita.
Occhi tranquilli.
“Aveva occhi tranquilli…
Anche se non si ricordava di che colore…
Non si ricordava nemmeno il viso.
Ricordava solo il suo sguardo tranquillo…
Gli piaceva quello sguardo.
Però…
-…NON LASCIARMI!!-“
Sanzo
osservò Meiko che i
tenne la sigaretta tra le labbra in segno di sfida, per poi
gettarla a terra e pestarla.
-Maledetto
mocciosa…-
-Maledetta
Meiko, vorrai dire…-
sembrò
che tra i due ci fosse una bufera di neve, mentre gli
altri si allontanavano tenendo più alla loro incolumità, poi
Meiko sbuffò stufa della situazione, mettendosi le mani
dietro la schiena style='mso-spacerun:yes'> avviandosi verso il
villaggio, raggiungendo con balzi di due gradini Hakkay,
mentre Sanzo restava in coda.
Il villaggio era
in parte scavato nella roccia, e i tetti erano coperti oltre
che con mattoni in argilla anche con della paglia.
Alla soglia del villaggio
Meiko si alzò il cappuccio della maglietta nera, lanciando
qualche occhiata preoccupata, affiancando i ragazzi e mettendosi le mani nelle
tasche dietro, mentre la ragazza demone dopo un attimo bloccò il gruppo.
-Sentite, non so voi, ma io
comincio style='mso-spacerun:yes'> sentire
freddo ridotta in questo modo. E comunque non mi sembra educato lasciare una
ragazza a seno scoperto e vestita della sola pelle-
all’
ultime parole Goku diventò
rosso come un pomodoro, e Meiko si trattenne a stento
una risata con Gojio che le faceva compagnia, mentre
Hakkay annuiva all’evidenza, infatti la ragazza demone
aveva scoperto il punto dove la lama di Gojio aveva
squarciato la maglietta larga, sotto portava una fascia bianca che appiattiva
il seno, ma nonostante tutto era praticamente nuda sotto.
-Credo che voi abbiate
ragione, signorina…-
-…Rika…-
un
senso di soddisfazione raggiunse Goku,
che sembrò memorizzare quel nome e quel volto, mentre la ragazza veniva
affiancata dalla bionda.
-D’
accordo, allora io e lei facciamo spese. Ci vediamo
alla locanda-
“Anche perché è l’unica nel
villaggio…”
Meiko
e Rika si allontanarono,
con la bionda che la portava verso un piccolo negozi
di vestiti, mentre i ragazzi si avviavano verso la locanda, Gojio
si fermò un attimo a riflettere.
“…ancora non ho capito come
abbiamo fatto ad avere al seguito quelle due…”
-Va bene che io sono loro
prigioniera, ma tu che c’entri?-
-? Riguardo a cosa?-
Meiko
sbucò da un mucchio di vestiti piegati alla destra di
Rika, che stava controllando una maglietta con
scollatura.
-Non fare la finta tonta. Tu
che vuoi da loro?-
Meiko
si avvicinò alla ragazza, che rimise a posto la
maglietta, tirandogliene fuori una rossa.
-Potrei rigirarti la domanda,
che vuoi da loro?-
Rika
scosse la testa, e la bionda piegò la maglietta,
aiutandola a cercarne una decente.
-Lo sai che non si risponde
ad una domanda con un’altra domanda?-
-Mii
, quanto sei rompiscatole!!
Non te la mi detto nessuno?-
Rika
distolse lo sguardo dalla maglietta che aveva deciso
di provare verso gli occhi di Meiko, che era davanti
a lei.
-In effetti
si, ce ne sono stati tanti, ma a me non è mai
interessato-
-Oh, capisco…-
Rika
entrò dentro una piccolissima e angustia stanza,
menomale che non soffriva di claustrofobia, e si tolse la maglietta rovinata,
osservando lo strappo.
“Quel bastardo…”
la
lanciò dall’altra parte, dove anche
Meiko constatò il danno.
-…mi sa che te ne devi
prendere un’altra nuova di questa taglia…non si può più raggiustare-
-Per farci che? Ormai sanno
che in realtà Rio è Rika-
Meiko
era appoggiata con la schiena al muro vicino ala
stanzina, con sul braccio la maglietta rovinata, il
piede appoggiato la muro.
-Toglimi una curiosità…
Rika: perché ti travesti da maschio? Non avrai qualche
problema sessuale di tipo psicologico?-
-Eh?-
Rika
uscì dalla stanzetta sistemandosi i capelli e
lanciando un’occhiata scioccata a Meiko, che
ridacchiava.
-Scusa…-
-Evita domande idiote, umana-
-Ah, come fai adesso? Sei
ancora demone se non te ne sei accorta, e i capelli non potranno nasconderti
per sempre quelle orecchie…e inoltre le tue unghie saltano agl’occhi…
-
Rika
si guardò le mano, in
effetti le unghie affilate di demone avrebbero attirato lo sguardo, e le
orecchie prima o poi si sarebbero andate a scoprire…
Demone…era un demone…
“Sorellina mia…”
Rika
chiuse gli occhi, prendendo un profondo respiro,
mettendosi poi una mano sulla spalla sinistra, e stringendola.
Sotto gli occhi tranquilli di
Meiko, lentamente Rika
acquistava sembianze più umane, le unghie da demone si accorciavano, così come
le orecchie diventavano più rotonde sotto i capelli.
Quando Rika
aprì gli occhi e tolse la mano, sulla spalla sinistra
era apparso un tatuaggio a bracciale, una sorta di filo spinato che avvolgeva
quel punto della pelle.
Meiko
lo guardò meglio.
-E’
la prima volt che vedo un
sistema di controllo del potere maligno così-
Rika
non chiese ne disse nulla, voltandosi verso lo
specchio che fino a quel momento aveva riflesso le sue spalle.
La maglietta che stava
indossando mostrava l’ombelico e la carnagione chiara, ed era sbracciato con un
elegante colletto alto, i colori erano azzurro e viola sui bordi.
Inoltre possedeva delle
maniche staccate dalla maglietta, in modo da vedere le spalle, e coprivano in
parte le mani, si vedevano solo le dita e un po’ di palmo.
Meiko
annuì.
-Ok
, è andata. Pago io, immagino che tu non abbia soldi…
-
-Non aspettare che ti
ringrazi-
-Figurati, non lo mai
desiderato. E’ che non mi piaceva l’idea di lasciare morire di freddo una
“sorella”-
sorrise
ironica, andando verso la padrona del negozio per
pagare, mentre Rika che si era voltata verso
Meiko, si guardò di nuovo allo specchio, I lunghi capelli
castani accarezzavano la schiena, un lembo di pelle scoperto dalla maglietta.
“Sono…umana?”
si
voltò verso le specchio, guardandosi le mani, per
poi, incerta, spostarsi un ciuffo di capelli.
Un piccolo e rotondo orecchio
sotto la chioma.
Umana…era umana…
Rika
non poté fare a meno di sospirare, quasi togliendosi
un peso, guardandosi ancora una volta, la sua immagine riflessa era magra ma
forse un pochino bassa.
S’immerse nei suoi occhi
azzurri, che in quel momento apparivano…vitrei (capito la battuta?
N.d.Meiko)(Dobbiamo ridere? E non rovinare il momento
magico!!! N.d.raffy)
…
“Sorellina mia, come puoi lontanamente pensare di
essere ancora…umana?”
“Gia…io non sono umana…non lo
sono più…”
con
un gesto sconfitto, Rika
chiuse gli occhi, voltandosi in modo da dare le spalle allo specchio,
dirigendosi poi verso Meiko che l’attendeva.
-Non eri convinta del tuo
acquisto?-
la
castana non parlò, affiancando la bionda e uscendo
con lei dal negozietto, incappando di nuovo nell’aria fredda del vento che
veniva dalla montagna.
Freddo…
Quel villaggio aveva il
bruttissimo difetto di essere freddo!
Meiko
si tirò il cappuccio nero della maglietta su, dato
che l’aveva lasciato scivolare dentro il negozio, e alzò lo sguardo, la
montagna in qualche modo sembrava reggere sulla punta, in bilico il sole.
…in bilico…
Meiko
sbuffò, strofinando una mano guantata
sul braccio scoperto, l’altro aveva la manica lunga della maglia nera che lo
copriva.
-Forza, la locanda è proprio
davanti a noi-
non
c’erano turisti, non c’é n’erano mai stati, e pare
che di viandanti in quella stagione on passassero, anche per la storia della
valanga della vallata, tutti aveva preferito aspettare.
I ragazzi si dividevano due
stanze, mentre le due ragazze si erano installate in una terza al piano di
sopra, la finestra dava un vista sul cielo, dietro
alla casa davanti c’era una macchi scura e verde.
Rika
stava per rientrare nella stanza, quando
Goku la bloccò all’ultimo secondo, il ragazzo si era
precipitato da lei, sembrava avere fretta.
-Aspetta Rika!-
-Che vuoi?-
era
arrossito di nuovo.
“Devo fargli un brutto
effetto a sto povero ragazzo…”
-…E-Ecco vo-volevo chiederti
s-scusa…-
-?-
Rika
si girò completamente verso di lui, anche se con una
mano teneva saldamente il pomello della porta.
Goku
stava lentamente diventando imbranato, e faticava a
parlare.
-Si…insomma…per quello che è
successo al villaggio…-
-Volevi chiedermi scusa per
avermi colpito?-
Fastidio…
-In effetti
si…-
-Risparmiati le scuse, e poi
io e te siamo nemici, non dovresti trattarmi con così tanta gentilezza, potrei
approfittarne…-
le
iridi azzurre di Rika si
assottigliarono in una nota di fastidio, mentre Goku
sembrava stupito di quella reazione.
La ragazza stava per entrare,
quando Goku la fermò ancora.
-Senti, posso sapere perché
ti travesti da maschio?-
Rika
era…non sconvolta, diciamo stupita.
Sto ragazzo era un tantino
tonto…
-Beh, per il semplice fatto
che così posso combattere senza subire trattamenti speciali o
stronzate di questo genere.
Io so combattere, e voglio
combattere!-
-Infatti
sei molto forte, mi sono divertito molto a combattere
contro di te-
un
sorriso…
Un sorriso tra l’allegro e
l’infantile sul volto di quel ragazzo dagl’occhi d’oro.
Rika
si stupì.
La prima volta…
-Sai, sei il primo che mi
dici una cosa del genere…-
Goku
la guardò stupito, adesso era lei che sorrideva tra
lo stupito e il soddisfatto.
…blush!
Le guance di
Goku sfumarono in un rosso ardente, e il ragazzo tornò a
balbettare intimidito più che mai.
-A, va bene. A-Allora a
dopo…-
e
così dicendo si allontanò, rientrando in camera, dove
lo aspettava un divertito Gojio che ridacchiava.
-Ooh
, la stupida scimmia fa conquiste, eh?
-
-Sta zitto KAPPA PERVERTITO
!!-
Rika
ridacchiò, divertita da quello strano ragazzo, ed
entrò in camera, osservando la schiena nuda di Meiko,
sotto la maglietta la ragazza aveva scoperto un gigantesco tribale, come due
grandi ali nere che avvolgevano le spalle e la schiena della ragazza, delle
grandi ali tribali, e in mezzo
style='mso-spacerun:yes'> queste a caratteri grandi una scritta,
un parola.
lang=LA style='font-size:11.0pt;mso-ansi-language:
LA'>Erròris
Illusione.
Era un tatuaggio che toccava
quasi il sedere, e rendeva la schiena più piccola ed esile.
Vide una mano di
Meiko accarezzare una delle ali, e per un attimo
Rika ebbe l’impressione che quelle ali si
aprissero, e quel tatuaggio diventasse fuoco, che bruciava
la carne chiara della schiena.
Meiko
si voltò verso Rika, e
sorrise.
-Che c’è? Pensi sia troppo
appariscente?-
Rika
guardò gli occhi rossicci-arancioni
di Meiko, che sorrise, mentre si puliva un po’ la
maglia dalla polvere della vallata.
Il demone non aveva di che
pensare, quella domando stranamente l’aveva lasciata
spiazzata, oltre al tono di voce usato.
Era tranquillo, molto
tranquillo…e forse un po’…rassegnato…
-No…anzi…lo trovo…carino…-
Meiko
rise, non poteva farne a meno.
Rika
a quella risposta si avvicinò al suo letto tirando
fuori i suoi Sai in modo da sedersi comoda.
Si
, li aveva tutti e tre, inaspettatamente
Meiko gli aveva ridato il terzo.
Togliendosi le scarpe da
ginnastica, Rika si appoggiò al muro, le braccia che
tenevano le gambe, i pinocchietti mostravano i
calzini bianchi e le caviglie della ragazza, mentre Meiko
prendeva dalla sacca che si era portata presso un maglione, a
cui tirò le maniche.
-Scusami per la risata, ma la
tua è stata la risposta più esilarante a tutte quelle che mi hanno
dato-
-Davvero? Perché di solito
come rispondono?-
Meiko
si fermò da riordinare gli
oggetti.
Gia, come le rispondevano…
…sorrise, amara.
-Di solito non mi rispondono.
Sai…diciamo che dalle mie parti ho la mia fama…-
-Come quella di essere una
bugiarda?-
Meiko
alzò la testa sbuffando.
-Oooh
, ma ho detto solo una piccola bugia…
-
-Quindi sapevi delle gallerie
sotto la montana…-
-Certo, ma sapevo che
ospitavano i tuoi compari, “sorella”-
-Ma guarda, ti lasci
spaventare da qualche demone?-
come
a rispondere, Meiko caricò
il fucile, bossolo tintinnò sul pavimento.
-Di me non mi preoccupo. Come
ho gi detto, non ho paura di restarci secca-
“Anzi…”
-Ma mi preoccupo per gli
altri-
con
un cenno della testa indicò il muro, dall’altra parte
c’erano le stanze dei ragazzi.
-Come siamo altruisti-
-Ah, questa è buon sorellina!
Altruista io?-
Rika
ricordò gli ultimi avvenimenti nel
villaggio fantasma prima della valanga.
-E allora perché mi hai
impedito di colpire il bonzo?-
-Perché io ho bisogno del
bonzo vivo per compiere la mia missione, non mi va l’idea di aver fatto tanta
strada per parlare con un morto!-
“Anche perché poi come avrei
fatto a cavarmela…?”
(Argh!
Cosa dovevo dire poi io? N.d.raffy)(Se non lo sai tu
non so come aiutarti “sorellina” n.d.Meiko)(E
SMETTILA! N.d.raffy)
(Ora
ricordo! N.d.raffy)
-Che strano, mi era sembrato
che tu ci tenessi style='mso-spacerun:yes'> quel
bonzo…-
-Che strano, mi era parso che
tu facessi gli occhi dolci con quel ragazzo…-
-Quale ragazzo?-
(Quale
ragazzo?n.d.
raffy)(SDOIN! N.d.
Meiko che crolla come in Ranma)
Meiko
la guardò, con uno sguardo tra lo stupito e il dire
“Oh no, ha contagiato anche te…”
-Ma come chi? Ma il
balbuziente e perennemente rosso Goku. Ah, i giovani
d’oggi…-
-Ehi, guarda che sono più
grande di te!-
-Di un anno, io ho sedici
anni, ma scommetto che tu ne hai diciassette-
-E allora dov’è il problema?-
-Io non vedo alcun problema,
sorella…-
Meiko
si voltò con il capo verso Rika,
che era immobile in quella posizione di riposo.
-…anche per il tuo alter ego
maschio. Come si dice? Viva l’amore libero!-
…ci furono cinque secondi di
silenzio…
Rika
afferrò uno dei Sai, puntandolo verso
Meiko, che al tempo stesso afferrò il fucile carico e
puntandolo sulla pancia di Rika.
Rimasero così, una puntava
alla testa o al collo e l’altra alla pancia.
-Vediamo se sono più veloce
di te e ti faccio un buco in pancia?-
-Provaci e io stacco la testa
dal collo-
-Permalose?-
-Bugiarda?-
Meiko
sorrise, poi rise, cominciò a ridere
mentre toglieva quella pallottola in carica, abbandonando il fucile ma
tenendolo saldo in mano, e Rika sbuffando infastidita
tornava al suo posto.
-…sai, sei la prima che
riesce a farmi divertire così tanto!-
-E ti aspetti che io sia
felice di questo?-
Meiko
, lentamente, fece morire la risata, continuando a
sorridere, volgendo però la schiena
style='mso-spacerun:yes'> Rika.
-…io non mi aspetto mi nulla
dalla vita…dato che la vita non mi ha mai dato nulla…-
-Beh, almeno su una cosa
siamo d’accordo…-
Rika
osservò la schiena di Meiko,
cercando di ricollegare l posizione del tatuaggio,
mentre Meiko faceva scomparire il sorriso.
“D’accordo su questo?
Sorella, non siamo mai state
più agl’antipodi di così…”
-Comunque, io quel ragazzo
potrei ucciderlo in qualunque momento, se ci tieni a saperlo-
-Vuoi avere sempre l’ultima parola, eh?-
Meiko la guardò si sbilenco,
sorridendo con fare ironico.
-Io mica ti ho chiesto cosa vuoi fare con lui, ho solo espresso le mie idee sul
rapporto tra te e Goku, niente di più…-
-Ma quale rapporto? Io e lui siamo nemici! Aspetto solo l’occasione giusta per
ammazzarlo e compiere la mi missione-
-Ah, capisco…-
Meiko imitò un’aria pensosa.
-Quindi lo ammazzerai stanotte?
Allora è il caso di salutarci fin da ora-
Meiko fece un cenno di saluto con la mano, prima di
uscire fuori dalla stanza per la cena e sedare li il discorso.
Rika guardò la figura di Meiko
uscire dalla stanza, poi fissò la porta chiusa.
Ucciderlo quella notte…tornare a casa…compiere la missione…
…
Si alzò dal letto, uscendo anche lei dalla stanza.
“Non sono riuscita ancora a
parlarci…”
“Non importa, basta che tu
l’abbia raggiunto…hai ancora abbastanza tempo…”
“Si…”
“Qualcosa non va,
Meiko?”
“…”
“Temi non mantenga la
promessa? Fai male style='mso-spacerun:yes'> pensare
così.
Ricordati chi sono.
Io manterrò la promessa…”
“Grazie…”
“Non ringraziarmi, almeno…non
per ora…”
“Si”
Meiko
aprì gli occhi, doveva essere notte fonda.
Non aveva dormito neanche per
un momento.
E nemmeno Rika
sembrava dormire…
Meiko
era accanto alla finestra, e ne approfittò per dare
un’occhiata fuori.
Il cielo…era sereno,
incredibilmente sereno, pieno di stele, di luce…
Illuminava…
Eppure…
“Eppure mi sento
così…oscura…mi sento circondata dal buio…
Non posso fare a meno
di…continuare a pensarci…a pensare al patto, alla promessa…
E…sto male…
Il mondo è così bello…
Eppure…non mi ha accolto…la
vita non ha accolto a braccia aperte…
…troppe cose…sono accadute
troppe cose…ormai è inutile tentare di risalire…
Voglio…voglio sprofondare in
quest’oscurità…che mi è tanto cara…
Credo…che sia l’unica
soluzione…
…
…ah…”
Meiko
si mise una mano sul cuore, restando seduta, in parte
appoggiata al muro e al freddo vetro della finestra, la su ombra si stagliava
verso il letto di Rika, dove la ragazza, girata verso
il muro, osservava il profilo di Meiko.
Un profilo…
Il profilo di una persona…
Un persona
che lei conosce…
Strinse in un pugno il
lenzuolo…
“…ti odio…
Ho fallito la mia missione, e
adesso dovrei scappare…
Eppure…penso ancora a te, e
al fatto che ti odio…
Che mi hai ucciso, che mi hai
abbandonata, che mi hai dimenticata…
Sei solo una sconosciuta, non
voglio più vederti…
Se avessi portato a termine
questa missione, poi mi sarei vendicata…
Mi hai strappato alla mia vera
vita, a ciò che ero…
Te ne sei fregata di me, poi
per la coscienza sporca…mi hai liberato…
Mi fai schifo…
Ti disprezzo…
Voglio…voglio che tu
scompaia…
Sparisci…non voglio che tu mi
guardi anche nei ricordi…
Scompari, incubo…
Svanisci, ricordi.
Vai via.
Vai via.
VAI VIAAA!!”
Rika
strinse ancora di più il lembo di lenzuolo, tenendo
gli occhi socchiusi, e cercando di dormire, mentre Meiko
si preparava a passare la notte in bianco.
Fine 2° capitolo
(
Ok, è andata
n.d.raffy)(Meiko si
stiracchia)(Stanca? n.d.raffy)(Beh,
tu stai sbadigliando, perciò i rigiro la domanda. Io sono solo indolenzita
n.d.Meiko)(E certo che sbadiglio, ho passato tutta la notte
a pensare a quello che dovevamo scrivere n.d.raffy)(Fai
male style='mso-spacerun:yes'> passare le
notti così, a me è venuto tutto di getto n.d
Meiko)(A me viene di pensarci la notte n.d.raffy)(Comunque
non credo che questo interessa a quei lettori che forse sono riusciti ad
arrivare fino a qui! N.d.Meiko)(Poverini, come li
biasimo n.d.raffy)(Beh, visto che la
ff è tua…n.d.Meiko)(Non è la
nostra? N.d.raffy)(A dirla tutta non si capisce di
chi è n.d.Meiko)(Infatti, diciamocelo anzi,
dicetevelo: di chi è? N.d.raffy)(Meglio
non saperlo…n.d.Meiko)
(Salutiamo
i lettori ra?
N.d.Meiko)(Meglio, l’unica cosa buona che hai scritto
fin’ora n.d.raffy)(
Meiko da un sonora botta in test a
raffy)
(E
con queste dimostrazioni d’affetto reciproco vi
salutiamo!! N.d.Meiko)(Quanto ci vogliamo bene
n.d.raffy)
CAPITOLO 3