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Capitolo 6
It’s Coming
Ciò che non le piaceva in
quel momento…era la monotonia con la quale quegl’umani trascorrevano le loro
giornate.
Ognuno di loro sembrava
seguire uno schema preciso, come se la loro vita fosse fatta di quei soli gesti
e basta, tutto il resto sembrava contasse poco.
Forse per questo odiavano i
demoni.
Il diverso significava
cambiare i loro programmi, essere pronti all’imprevisto.
La loro vita era basta sul
fatto che ogni giornata era uguale a quella prima.
Le solite emozioni, i soliti
sentimenti e pensieri.
Bambole.
Tzé
Orribile…
E questo lei lo odiava…
Si guardò intorno, sorridendo
notando come alcune persone si soffermassero a guardare il suo aspetto, il suo
fisico, il suo volto.
Bambole, era circondata da
tante, tantissime bambole.
E lei ci poteva giocare come
voleva…
Era lei la più potente, lei
aveva il potere.
Solo lei…e lei poteva
decidere della loro vita.
Se sarebbe continuata cos’
come loro volevano.
O se sarebbe terminata così
come lei lo voleva.
“VATTENE ASSASSINA!”
Assassina…si, forse lo era…
Era un’assassina, era una
persona che giocava con la vita delle altre.
Una persone che si sporcava
ogni giorno le mani con il sangue di un’altra persona.
Quella voce risuonò come se
rimbalzasse su vetro e metallo.
E procurava un fischio, uno
stridio fastidioso.
Si allontanò da quell’angolo
da cui osservava la gente, e senza farsi vedere balzò su un tetto.
Monotono…
Il paesaggio era vasto e
monotono…
I soliti colori…il solito
cielo…
Il solito…
Una volta, forse, sarebbe
stata spinta dall’entusiasmo di due grandi occhi azzurri, e lo avrebbe
apprezzato.
Ma ora non gli sapeva di
nulla.
Lo trovava semplicemente
noioso.
Anche se lo stava a guardare
per ore ed ore, lo trovava noioso.
Non c’era nulla di
divertente, neanche in quello che i suoi occhi avevano osservato fino a quel
momento.
Le cose piccole e semplici
non le davano soddisfazione, dato che non erano sue.
E , in quanto tali, erano
stupide e noiose.
Noia.
Noia.
Noia
Basta, non c’è la faceva più.
Si stava crogiolando nel suo
brodo giornaliero, attendendo il momento buono in cui le venisse l’ispirazione.
E mentre questo momento
sembrava tardare, sorrise, ricordando come si era divertita a prendere in giro
la sorella.
Che stupida ragazza.
Un’illusa.
Una sciocca.
Una perdente.
Avrebbe potuto fare
tranquillamente una lista, ma qualcosa attirò il suo sguardo, qualcosa che
sembrò stuzzicare la sua immaginazione.
Una palla rossa, che
rimbalzava sulla strada.
Ed a inseguirla…
Due bambini…
Fratelli, di sicuro…
Due fratelli…
Sorrise, mentre le tornava in
mente le parole che aveva detto alla sorella.
“Ma come sono stata cattiva!”
sorrise divertita, mentre
teneva lo sguardo nero fisso su quei due bambini che giocavano con la palla,
ridendo come non mai.
Il paesaggio no nera riuscito
a fare il suo incantesimo su di lei, che adesso si sistemava i capelli su una
spalla, in modo da non averceli in faccia se fosse passato il vento.
Voleva avere gli occhi fissi
su quei due bimbi, seguendoli per i tetti.
Prima o poi doveva anche
tornare a fare visita alla sorella.
Ma tanto, quella stupida no
sarebbe riuscita a compiere la sua missione.
Che stupida sorella che
aveva…
Ecco, l’odore…
Lo sentiva fin da subito,
come se quei bimbi ne fossero stati immersi.
Un’odore ferroso provocato
dalla sua immaginazione.
Balzò su di un altro tetto,
seguendo quei due esseri.
Bene, piccoli e carnosi.
Ancora più divertente del
previsto
“ASSASSINA, ASSASSINA!!”
Storse il naso, quella voce
cominciava a diventare fastidiosa.
Forse si stava pentendo di
aver salvato quell’ingrata dalle braccia di quel demone, portandosela con se.
…ma chi se ne fregava.
D’altronde lo aveva fatto
solo per i suoi genitori.
No, nemmeno.
Odiava…odiava le sue origini…
Le disprezzava con tutto il
cuore.
Ed ogni volta che vedeva quel
suo tatuaggio sulla pancia, provava un tale ribrezzo da vomitare.
Umani…
Li odiava, odiava tutto di
loro!
Eccola…
Ferocia…
Era un desiderio che ora
faceva brillar ei suoi occhi, che non perdevano nemmeno per un istante i
movimenti dei due bambini, che seguivano quella palla rossa.
Bambini…umani…
La sua bocca si storse, le
labbra mostrarono dei canini affilati, mentre il tatuaggio sulla pancia era
scomparso fin da quando era salita sul tetto.
Odiava portarlo, perché lo
aveva creato?
A cosa le serviva?
…
“Due grandi occhi di cielo…ed una margherita gialla…”
Prese un profondo respiro,
mentre si fermava, i bambini avevano raggiunto una donna che li abbracciava con
fare amorevole.
Niente…non era più ispirata…
Colpa di quella sua metà
d’anima che la dannava e la faceva star male.
Ma ormai quell’anima stava
affogando nel sangue delle vittime che uccideva.
E un giorno…quella bambina
dagl’occhi neri…
…sarebbe diventata un
cadavere mangiato dai vermi…
Balzò giù dal tetto,
allontanandosi da quella città, in attesa di nuova ispirazione…
Ispirato…non era ispirato
quella notte…
Merda!!
A furia di litigare con
quella scimmia ed avere intorno solo delle mocciose si trovava privo
d’ispirazione.
Aveva giocato a poker
(ovviamente vincendo), ma adesso non aveva voglia di nessun tipo di compagnia.
Anzi, tutte le donne che gli
passavano accanto gli sembravano incredibilmente…brutte!
Troppo trucco, troppo
profumo, troppo scollato…troppo!
Eppure di solito non ci
faceva mai caso a questi dettagli.
Anche se si affermava come un
tipo esigente in fatto di donne.
Eppure questa volta voleva
solo una che gli scaldasse il letto!
Merda Merda Merda!
Era proprio una di quelle
serate da berci sopra!
S’intrufolò in un bar
abbastanza affollato, sedendosi sul bancone e ordinando.
E mentre sorseggiava il suo
alcol si guardava intorno.
Niente, non c’aveva proprio
voglia…
Di sicuro colpa di quelle due
mocciose!
A starci intorno ti
toglievano la voglia di sesso!
Meiko soprattutto.
Con quel comportamento da
bonzo e le sue sfuriate con lui…
Poi Rika.
NAH!
Ormai Goku c’aveva messo gl’occhi
sopra, anche se la scimmia negava.
Che risate.
Ridacchiò a quel pensiero,
mentre si bevevo il suo alcol, accendendosi una sigaretta.
Che serata del cazzo!
Una noia mortale che lo
avvolgeva, che gli faceva calare la voglia sempre di più.
Nessuna donna lo gustava…
…o forse…
Uno strano odore lo spinse a
voltarsi, verso la figura nera accanto a lui, che si stava finendo un
bicchierino di fuoco puro.
Aveva uno strano odore…sapeva
di rose, ma al tempo stesso di qualcosa di ferro…
Qualcosa di molto interessante,
finalmente un modo per farci passare la noia…
Chissà perché, però, gli
sembrava familiare…
Fa nulla!
-Ehi bellezza, ti va di
divertirti con me? Hai l’aria annoiata…-
la ragazza in questione si
passò una mano tra i capelli, mostrando l’orecchio piccolo e grazioso, e un
sorriso divertito, mentre si voltava verso Gojio, che per un secondo sembrò sul
punto di svenire.
Ma quella…
-Ehi, guarda chi c’è!-
Selene…
Oddio, cosa cazzo ci faceva
li quella pazza furiosa?
La “pazza furiosa” in
questione, intanto, si era girata dl tutto verso il rosso, osservandolo.
Niente male…peccato che…
Fosse uno schifoso mezzo
demone…
La ragazza usò una mano per
appoggiarci la testa.
-Ah, che giornata del cavolo!
Prima la voglia di ammazzare che mi manca, ed ora un mezzo demone che mi fa la
corte!
Non è proprio la mia giornata
fortunata-
Al tono di disprezzo di
Selene, Gojio fece una faccia infastidita, mentre si fumava la sigaretta.
-Non credere che io sia più
entusiasta di te carina! Rivederti è come un pugno nell’occhio-
Selene lo osservò, divertita,
aveva pure il fegato di parlarle così.
-Dopo quello che è successo
quel giorno, hai ancora il fegato di parlarmi così?
Sei proprio pazzo-
-La pazza tra noi due sei tu-
Selene inarcò un
sopracciglio.
-Non mi diverti-
Gojio la guardò con aria di
chi voleva scaricare al più presto un peso, uno sguardo tra il freddo e
l’infastidito.
-E tu non diverti me-
Gojio uscì dal bar, prendendo
una boccata d’aria.
Che bella serata! Ci mancava
solo la sorella di Rika a rompere le palle!
Sorelle…
TZE!
Gojio pestò con forza il
mozzicone di sigaretta, la punta del piede strofinò accuratamente per terra,
mentre sembrava voler pestare anche quel paragone che per un attimo gli era
balzato in mente.
E non aveva nemmeno voglia di
tornare alla locanda.
Si mise le mani in tasca,
guardandosi intorno, per poi avviarsi verso una delle vie illuminate della
città.
Per un attimo aveva provato a
pensare la fratello.
Pessima idea, gia il suo
morale basso aveva raggiunto i massimi storici.
Aveva voglia di picchiare,
oppure di violentare la prima donna che gli capitasse a tiro.
Ecco, quella è la sensazione
feroce di impotenza che ogni volta gli veniva se pensava a suo fratello
o a sua madre.
occhi
“…ed ora un mezzo demone che mi fa la corte!...”
Detestava i tipi così.
Ovvero doveva dire che
detestava tutti.
Ogni santa volta qualcuno che
commentava i suoi capelli, o i suoi occhi, oppure quello che era.
Uno scherzo.
A terra, si sentiva
decisamente a terra.
Come se in quel momento
piovesse fango e sporco.
Decisamente non era di buon
umore.
Domani sarebbero ripartiti, e
questa era la sua unica consolazione.
Meiko e Rika li avrebbero
seguiti in moto, mentre si avviavano per un altro villaggio, un altro posto.
Non si chiama missione, ne
destino…nemmeno spostamento…
C’era solo una parola a quel
viaggio, a quell’assurda avventura che li aveva collegati insieme…
Che ora, però, non gli veniva
in mente…mentre una figura nera lo stava osservando verso l’uscio di un
vicolo…una figura nera, dai capelli lunghi e gl’occhi brillanti.
Ancora lei…
-Che vuoi ancora?-
-E così che parli alle donne
che ti scaldano il letto e ti fanno divertire?-
Gojio sorrise con fare
freddo, non la sopportava, aveva quell’aria di saccente che gli faceva venirgli
voglia distaccargli la faccia…
-No, di solito sono più educato…perché?
Vorresti scaldare il mio
letto?-
-Se è divertente…-
Selene si mostrò alla luce
offuscata di un’insegna poco lontana da loro, le braccia incrociate, una mano
delle due faceva colare giù del sangue.
Sangue…Gojio storse la
bocca…in un sorriso sbilenco…
-Ti piacciono i giochi
violenti?-
Selene si guardò la mano,
lanciando poi un’occhiata di conferma da parte del rosso, per poi leccarsi in
sangue e pulirsi la bocca.
-…a me piace…tutto qui…-
crudele…
La ragazza si avvicinò al
rosso, allungandogli la mano pulita e accarezzandogli il volto, per poi
spingerlo verso il vicolo li davanti buio, dove non ci passava nessuno.
Gojio, prontamente, gli
bloccò la mano sanguinante, facendo una faccia schifata mente il sangue gli
colava giù dalle dita.
Lei invece sorrideva con aria
divertita.
-Ti fa impressione il
sangue?-
-Se non è il mio no. Ma
diciamo che mi da fastidio sporcarmi-
-Peccato. A me piace…mi fa
sentire viva…e potente-
Selene lo spinse contro il
muro, mentre univa e sfregava il suo bacino contro quello del mezzo demone, che
si limitò a sorridere con fare da “casanova”.
La ragazza iniziò a leccargli
il collo, succhiando poi un po’ della saliva e quasi drogandosi con quel sapore
di alcol misto a fumo che aveva il corpo di lui, che si limitò ad accarezzarle
la schiena.
La bocca di lui cercò il
contatto, assaporando una guancia di lei e scendendo giù, mentre una mano
faceva scivolare giù la maglietta in modo da vedere le spalle candide, e
baciandone una.
Ecco, quell’odore era
fortissimo.
Rose…e sangue…
L’odore ferroso era quello
del sangue di quella mano, ancora bloccata da quella del ragazzo.
Selene piegò indietro il capo
in modo che lui tastasse quel lato del collo e scendesse giù verso il seno,
mentre lei socchiudeva gli occhi.
Beh, almeno quella serata si
era preannunciata divertente.
Dopo aver ucciso quei due
bambini…
I bambini a quell’ora non
doveva uscire di casa…
Altrimenti incontravano…la
donna demone nera…
Che con una mano li aveva
trapassati tutti e due con un colpo solo, avvertendo con piacere il loro
terrore e il loro dolore.
Aveva leccato via le loro
lacrime, con perfidia, per poi ammirare mentre lentamente morivano, la loro
voce ormai era spezzata, non potevano più urlare, mentre il sangue si spargeva
a macchia, uno sopra l’altro, a morire dissanguati, e lei che stava guardare.
Si, decisamente si era
divertita…la morte era sempre stata un bello spettacolo, il suo preferito.
E dopo…
Gemette, quel tizio era
davvero bravo, mentre si divertiva a stuzzicare le orecchie a punta della
ragazza, quel punto era particolarmente sensibile a quel tipo di contatti.
Ormai il seno di lei si
strusciava sulla casacca di lui, che ammise nonostante fosse un demone
sanguinario e decisamente pericoloso, che aveva un bel fisico!
Velocemente Gojio tornò sul
viso, e come da copione insinuò la sua lingua tra le labbra di lei, che
sapevano di sangue.
Se lo era anche bevuto…una
depravata…
Ma gli piaceva quel tipo di
contatto.
Lei fece un po’ di
resistenza, poi aprì la bocca, assaporando le labbra di lui, la nicotina e
l’alcol era una miscela esplosiva…
La mano libera accarezzò le
spalle, raggiungendo il collo…e i capelli…
Lei tastò i capelli…lunghi…e
rossi…
Rossi…rossi…
Di colpo, Selene spalancò gli
occhi, mentre vedeva quei capelli sciogliersi e diventare sangue, che le avvolse
il polso.
Merda!!
Con violenza, la ragazza si
staccò da Gojio, che prese fiato, per tutto il tempo era rimasto lucido,
aspettando quel momento.
Sputò via della saliva,
mentre sulla sua mano si formò la sua alabarda, e la lama sfiorò a pochi
centimetri il collo del demone, che si bloccò sul muro, il corpo del mezzo
demone la bloccava.
-Ti sei stancata di giocare
puttana?-
-Bada alle parole, schifoso
mezzo demone!-
la ragazza tirò uno sonoro
schiaffone, che però fece spuntare un sorriso sulle labbra di Gojio, che
avvicinò ancora di più la lama al collo di lei.
-Ti faccio così tanto schifo
da voler fare sesso con me…-
-Basta! Stammi lontano!!-
Selene cercò di divincolarsi,
ferendosi al collo, e lo spinse via con una ventata, il rosso sbatté contro il
muro li davanti, mentre Selene si tastava il collo.
Quello era il suo sangue!
IL SUO SANGUE!
La ragazza balzò via, con
aria sconvolta, per poi voltarsi verso il mezzo demone, che la fissò.
…mezzo demone…
poi scomparve, ingoiata dalla
notte, mentre Gojio tirava un sospiro e si accendeva la sigaretta.
-E poi dicevo che sembrava
una serata noiosa!-
Rika aprì gli occhi, mentre
Meiko si voltava verso di lei, sorridendogli.
-Buongiorno, sei qui per
vedere l’alba?-
-L’alba?-
Rika guardò stupita Meiko,
che le indicò con la testa le sfumature arancio rosa dell’alba, il sole in quel
momento stava sorgendo.
La ragazza dai capelli
castani cercò di sistemarseli mentre si muoveva verso la bionda, che era
rimasta seduta sul letto con una gamba piegata con cui si reggeva la testa,
guardando la finestra.
Rika aprì la finestra,
avvertendo l’aria fredda della sera scomparire lasciando al suo posto la
tiepida calura della prima mattina.
Il sole era a metà della sua
uscita dalla linea dell’orizzonte, attorno a lui un’aura rossa, viola,
arancione e rosa, e poi il cielo di un azzurro chiaro e fine, che sembrava
polvere, così come le nuvole bianche che erano rivolte verso le ultime chiazze
scure della notte sembravano batuffoli giganti di bianco cotone morbido.
Rika Sorrise, annusando l’aria.
-Davvero bellissima…-
-Beh, mi fa piacere che ti
piace. Nella foresta ti sei ripresa…ho visto…-
Rika annuì, voltandosi con
una strana allegria in volto.
-Goku mi ha aiutato.
Combattere contro di lui mi ha aiutato moltissimo-
-Beh, la scimmia allora si
rivela utile in qualche caso-
-E non chiamarlo scimmia!-
-Perché, per caso non lo è? O
per caso lo stiamo difendendo, cara sorellina?-
-Che cosa vorresti
insinuare?-
Meiko alzò come al solito le
mani in segno di resa.
-…niente…-
-Bugiarda, come al solito-
-E tu hai la coda di paglia-
le due si guardarono in
faccia, poi Rika ridacchiò, divertita, mentre Meiko sbuffava sorridendo
sbilenca e alzandosi per andare per prima a sistemarsi.
-Ma che quadrettino tenero
tenero...quasi vi invidio…umane-
le due ragazze si voltarono,
stupite da quella voce, per poi vedere un sacco di fumo entrare nella stanza,
Meiko e Rika contemporaneamente si misero in guardia, la bionda afferrò il
fucile appoggiato accanto al letto, mentre Rika afferrò i Sai, mentre un’ombra
era coperta dal fumo.
-Ma guarda, due umane
armate…non sai che ci si rischia di ferire con quelle?-
qualcosa cercò di afferrare
la gamba di Meiko che indietreggiò, scivolando a terra e sbattendo con forza
culo e schiena sul pavimento.
-Cazzo!-
-Meiko!-
-Sto bene, mi fanno solo male
le chiappe e vedo le stelle!-
Rika evitò all’ultimo secondo
un altro colpo, ferendosi però leggermente alla guancia, mentre Meiko si
guardava intorno.
-Rika, dobbiamo uscire dalla
finestra!-
annuendo, la ragazza-demone
corse con la bionda, infrangendo la finestra, per fortuna erano solo al primo
piano, e tutte e due si trovarono in piedi fuori dalla locanda, ma circondate
da un gruppetto di demoni divertiti dalle due umane armate.
-Scagnozzi di Kogaiji?-
-No, sono troppo pochi.
Devono essere dei demoni briganti-
-Allora li posso uccidere
senza che tu ti offenda, vero?-
Rika gli lanciò un’occhiata
come per dire “E quando mai mi sarei offesa?”
-Fa come vuoi-
-WOW! FANTASTICO!!-
Meiko cominciò a sparare a
destra e a manca, colpendo alcuni demoni, mentre Rika iniziava l’assalto,
eseguendo una delle sue danze, mentre i ragazzi venivano svegliati anche loro
da degl’altri demoni che assaltarono le loro stanze.
Il fumi li costrinse ad
uscire velocemente e lasciando la roba alla locanda, e Gojio si permise un
commento mentre vedeva le due ragazze combattere.
-Però, vorrei svegliarmi così
tutti i giorni!-
in effetti a parte le scarpe,
le due avevano una canotta con un pantalone in stoffa che usavano per dormire,
e per il rosso la vista si presentava niente male.
Rika intanto osservò i
ragazzi, facendosi però colpire da una frusta, che la ferì ad una spalla.
-STRONZO!-
la ragazza lanciò il terzo
Sai, colpendolo dritto in fronte, il Sai aveva trapassato la scatola cranica,
mentre anche i ragazzi si mettevano in movimento, Sanzo sembrava di malumore.
(E quando mai non lo è?
N.d.Meiko)(Mi sorprenderei se si svegliasse con un sorriso in faccia, allora si
che sarebbe la fine del mondo!! N.d.raffy)(Sanzo ci minaccia a colpi di
pistola)
Meiko intanto con un balzo
superò un demone, ricaricando velocemente il fucile, per poi colpirne due di
fila, era come il tiro a bersaglio.
Velocemente i demoni
sembravano diminuire.
“Abbiamo quasi finito, voglio
farmi una doccia!” questa era Meiko
altri demoni però sbucarono
da dei tetti, ma ne erano veramente pochi, anche se le due ragazze cominciavano
a sentire la fatica, Rika perché si tratteneva con il suo dispositivo.
I demoni stavano balzargli
addosso, quando qualcosa li affettarono in tanti minuscoli pezzettini, mentre
una pioggia di sangue colpì in pieno la bionda.
-BLEACH!! MA CHE CAZZO!!-
Meiko si voltò verso la fonte
di quella strage, mentre Rika e gli altri prendevano fiato.
Sul tetto c’era la figura di
una ragazza, con una spada in mano, che aveva osservato la scena in silenzio.
Un demone tra quelli vivi
balzò sul tetto, con una frusta, che iniziò a maneggiare, mentre la ragazza dai
capelli neri evitava sapientemente i colpi, facendo anche una capriola
indietro, salendo in cima alla cappa del camino dell’edificio.
I ragazzi stettero ad
osservare la scena, la ragazza dai capelli neri osservò con uno sguardo spento
la frusta del demone, che partì schioccando, cercando di colpirla ai piedi.
La ragazza fece una capriola
al volo, tornando nella posizione di prima, tenendo in equilibrio sul tetto,
mentre la spada cambiava posizione, era gia sporca di sangue.
Il demone tirò ancora la
frusta più volte, e la ragazza la evitò un paio di volte, facendosi colpire al
volto, graffiandosi, e alla mano libera.
Nel frattempo Rika osservò
con aria sbalordita la ragazza.
-Ma quella…-
-Rika, la conosci?-
-…non proprio…l’ho vista una
volta…-
“E anche allora…ne ho avuto
paura…”
intanto la ragazza dai
capelli neri saltò ancora evitando la frusta, per poi afferrarla con la mano,
anche se per un attimo sembrò perdere l’equilibrio.
Sembrò partire una sorta di
tiro alla fune, poi il demone tirò fuori un pugnale, lanciandolo contro la
ragazza, che lo evitò per un soffio, alcuni capelli furono colpiti.
La ragazza ripeté lo stesso
gesto, però lanciando la spada, che trapassò il demone, che cadde con la spada
che trapassava dalla bocca tutta la faccia.
La ragazza dai capelli neri
prese un profondo respiro, per poi avvertire un grido.
-ATTENTA!-
si voltò, ed evitò all’ultimo
soffiò un pugnale, facendosi infilzare la mano guantata, mentre lei con una
sola mano faceva l’ennesima capriola all’indietro, tirando fuori la spada
sporca dalla bocca dell’altro demone, e con essa attaccare il suo assalitore,
trafiggendolo.
Un altro corpo che cadeva
sulla strada, solo che all’ultimo secondo l’afferrò alla caviglia,
trascinandola con se.
La ragazza era pronta a
subire il pesante impatto, quando avvertì due braccia afferrarla al volo.
-Ti ho presa. Tutto bene
signorina?-
la ragazza aprì gli occhi.
“Ricordo che aveva gli occhi verdi…”
-Occhi…verdi…-
la ragazza osservò stupita il
volto di Hakkay, per poi farsi aiutare a mettersi in piedi, guardandosi
intorno.
-Morti tutti?-
-Si, pare che il villaggio è
salvo, ma dobbiamo allontanarci da qui…-
-Hakkay ha ragione!-
Meiko, mentre tutti erano
troppo impegnati a guardare la ragazza combattere, era salita nella sua stanza,
con i rimasugli del fumo, ed aveva preso i suoi vestiti e quelli di Rika,
passandoli alla ragazza.
-Non possiamo restare, la
gente potrebbe avere strani pensieri…-
la ragazza dai capelli neri
la fissò, per poi annuire, mentre Rika le si avvicinava, guardandola meglio.
-…AH!-
-Dio Rika, così mi fai
morire!-
-Scusa, ma mi sono appena
ricordata di lei-
punto il dito contro la
ragazza che reggeva in mano la spada.
-Se non mi sbaglio ti chiami
Kira vero?-
l’altra annuì, mentre Rika
sembrava contenta della sua scoperta per poi avvicinarsi a lei.
-Perché sei qua?-
le sussurrava ad un orecchio,
non volendosi far sentire dagl’altri, mentre Kira per un attimo sembrava non
rispondere.
-…scappata…-
-? Sei scappata?-
Rika la guardò stupita, per
poi limitarsi a guardare gli altri.
-Lei si unisce a noi!-
-Cosa?-
-Avanti bonzo, a te tanto che
te frega?-
Sanzo fu tentato di azzittire
la bionda accanto a lui, mentre Hakkay sorrideva.
-Beh, più siamo più sarà
divertente-
-Se Rika vuole portarla con
noi sono d’accordo-
-Sempre d’accordo con la tua
fidanzatina scimmia?-
-ZITTO KAPPA MALATO!-
*SDENG!*
-Fidanzatina a chi, pezzo di
cretino?-
-Beh, almeno sul picchiarmi
andate d’accordo, eh?-
-Tu te lo cerchi, Gojio…-
Kira li guardò stupita, per
poi guardare la spada.
E sotto lo sguardo di tutti,
la spada si srotolò come se fosse fatta di filo, lentamente la lama scomparve,
lasciando solo l’interno del manico che era fatto di sangue, che venne
risucchiato dalla stigmate, mentre Kira sembrava concentrarsi in quella
operazione.
Alla fine, Kira si avvicinò a
Meiko, mentre Gojio si avvicinò a Rika.
-Ci potremmo fidare di lei?-
-…boh…-
-Bene, Kira sale in moto con
me e Rika si mette in jeep con voi.
D’accordo?-
Gli altri annuirono, mentre
Meiko faceva montare Kira, partendo per prima tutte gas, raggiunte poi
dagl’altri…
Fine 6° capitolo
(Così è arrivata anche Kira!
N.d.Meiko)(Evvai! Il gruppo è completo! N.d.raffy)(Speriamo in bene…n.d.Meiko)