Capitolo 3
Woke up
La linea del battito cardiaco
segnalava una respirazione lenta e tranquilla.
Dormiva.
Ni Je Ni alzò lo sguardo, il
riflesso della lampada che illuminava la capsula era riflessa dalle lenti
degl’occhiali, nascondendo in parte lo sguardo dello scienziato, che stava
fumacchiando una sigaretta.
-Bene, la bimba riposa
tranquilla…-
la voce dello strano vecchietto li accanto ruppe il
momento di totale ammirazione verso la ragazza, che in quel momento dormiva
dentro quella capsula in vetro, sulla testa e sul petto.
Ni annuì, il coniglio che di
solito aveva con se era seduto sulla sedia accanto al nonnino.
(Che poi vorrei sapere chi è ‘sto nonno n.d.Meiko)(Beh,
sappiamo che è un demone e che ha tanti fili in testa! N.d.raffy)
Sembrava che i grossi e tondi
occhi neri di bottone del pupazzo stessero osservando con aria affascinata il
viso tranquillo e freddo della ragazza, era un po’ abbassato, come se si fosse
addormentata in quella posizione.
Addosso portava una semplice
canotta e pantaloncini, mentre Ni metteva un mano sul
vetro, sorridendo con aria soddisfatta.
-Beh, non è tanto bimba,
visto che ha diciannove anni!-
-Beh, ma il suo cervello è
quello di un bimba-
la conversazione fu interrotta dall’arrivo della
dottoressa Fan, tra le braccia portava una cartellina clinica, mentre il suo
sguardo appena entrò nella stanza fu catalizzato sulla figura della ragazza
nella capsula in vetro.
Un’espressione di
soddisfazione si dipinse sul suo volto, mentre si avvicinava al centro
dell’attenzione di tutti.
-…bellissima…-
-Gia, pare che
ho fatto un ottimo lavoro-
-“Ho fatto”?-
un’
occhiata di fastidio fu diretta al dottor Ni, che li
accanto sorrideva alla reazione della collega.
-Oh, è vero, mi scusi
dottoressa, dovrei dire che “ho fatto tutto da solo”, visto che lei non
era prevista nel progetto-
-Ma sono stata io
style='mso-spacerun:yes'> dare corpo al vostro
progetto!-
-Forse, ma di sicuro io
l’avrei resa molto più carina di così…-
il
dottore si era voltato verso Fan, sorridendogli con
aria furbesca, mentre la donna si tratteneva dal lanciargli un bel ceffone,
mentre il vecchietto ridacchiava divertito, tenendosi però fuori dalla
discussione.
La dottoressa cercò di darsi
un contegno.
-Comunque non può non dire
che è stata una fortuna che trovassi gli organi più importanti per darle la
vita-
-Si, forse su questo punto
devo farle i miei complimenti…ma…-
-Ma?-
attesa…
…troppo rumore…
…troppo freddo…
…fa freddo qui dentro…
-Ma è stato solo un colpo di
fortuna, dato che lei se li era dimenticati e per non subire l’ire
di Gyokumenkoshu (dategli un diminutivo a questa! N.d.raffy)(Zia Gyo!
N.d.Meiko)(-_-;; n.d.raffy)
ha
dovuto prendere la prima cosa che le capitava
sottomano-
-Ma come si permette di
accusarmi così?-
-Oh, ma io non la sto
accusando, mi congratulo con lei.
O per caso ha la coda di
paglia, dottoressa Fan?-
una
mano partì di colpo, solo che mancò il bersaglio, il
dottor Ni velocemente era arretrato di un passo, mentre il vecchietto
ridacchiava ancora con fare divertito.
La dottoressa stava
leggermente tremando di rabbia, nonostante fosse uno dei più grandi scienziati
del mondo, Ni Je Ni era incredibilmente INSOPPORTABILE!!
La dottoressa optò per una
ritirata strategica, mentre Ni veniva richiamato da
Gyokumenkoshu (Zia Gyo per gli amici n.d.Meiko)
-Ni, voglio che tu venga
immediatamente insieme all’essere artificiale!-
-Kira maestà…si chima Kira-
nome
…un nome…
Kira…
Non voleva aprire gli occhi,
c’era troppo luce, faceva troppo male…
Kira…
Io ho un nome, ho un corpo,
io mi muovo, io vivo.
Kira…
Fatta di carne, pelle e ossa…
Kira…
Io non sono nata, e in quanto
non sono nata…non morirò.
Kira…
Aprì la finestra di scatto,
facendola sbattere contro il muro esterno dell’edificio.
Da fuori proveniva un’aria
fredda che le alzava i ciuffi più fastidiosi dei capelli.
Guardò la linea dell’orizzonte,
l’edificio davanti non era abbastanza alto da nasconderla ai suoi occhi.
Sopra il cielo, sotto la
terra.
Sentì i brividi di freddo
sulle braccia e sul viso, mentre i capelli erano diciamo così “pettinati”
dall’aria di quella mattina.
Meiko si era svegliata presto
ed era gia uscita fuori.
Svegliata, praticamente non
aveva dormito.
Come lei.
Lei aveva passato la notte
insonne.
Aspettando il momento adatto.
Ma chissà perché, quella
notte gli era sembrata troppo corta, e il momento era come scappato via.
Le sue gambe era rimaste
rigide, e non era riuscita ad alzarsi.
Ora…non riusciva a scendere
giù da quella finestra e andarsene da li.
Non era troppo alto, lei era
abituata ad altezze molto più grandi.
E non era nemmeno la paura di
tornare.
Semplicemente non sarebbe
tornata.
“Se fallirai…ti conviene
fuggire via…”
Non aveva voglia di morire
solo perché non aveva ammazzato qualcuno.
Lei non era come…quella…
Strinse la mano su una pietra
fredda del muro, sporgendosi un po’ di più verso l’esterno,
il vento ora agitava qualche altro ciuffo di capelli.
Saltare…andarsene via da quel
villaggio…dall’inizio di quella strana nuova giornata che sapeva di
fresco…sapeva di…strano
Come se qualcosa fosse uscito
da lei, dandole un senso di leggerezza.
Una ventata alzò i suoi
capelli, i suoi occhi azzurri spaziarono, mentre indugiava ancora nel suo piano
di fuga.
Perché…non riusciva ad
andarsene?
Cosa la spingeva a restare?
Era prigioniera di quei
tizi…e per di più aveva fallito la sua missione.
…però…se restava…aveva
un’altra possibilità…
Poteva ancora farcela…
Forse…non li avrebbe uccisi.
NO!
Dovevano morire, tutti, non
voleva avere grane.
Morire…perché doveva
ucciderli?
Se non era necessario, perché
doveva ammazzarli?
Lei non era un’assassina.
Non era come l’altra…
L’altra ammazzava anche solo
per divertimento.
Lei odiava uccidere.
Era inutile…
Però doveva compiere la sua
missione.
Ma non poteva restare…
Intanto qualcuno entrò nella
stanza, mettendola in allarme, tirando fuori un Sai da
dietro i pinocchietti.
Meiko, che alzò le mani in
segno di resa.
-Ehi sorellina, calmati! Sono
io!-
n
on seppe perché, ma sapere che non era uno dei
ragazzi…la fece distendere, mentre riponeva a posto l’arma, Meiko la guardò
cambiare posizione e mettersi davanti a lei.
-Che vuoi?-
-Beh, se volevi fuggire
potevi approfittarne, io mica ti fermo-
-E chi ti dice che volevo
fuggire? Non sono una vigliacca!-
-Vigliacca non lo sei, ma
poco furba si, dato che ti ho beccato-
-Senti ,non
sono qui per farmi insultare da te. Che vuoi?-
Meiko allungò una corda,
mentre Rika inarcava un sopracciglio non capendo il significato del gesto.
-I ragazzi stanno per
partire, e tu sei loro prigioniera.
In qualche modo li ho
convinti a mandare me a farti legare, dato che tu forse ti stavi cambiando o
preparavi un piano che consistesse nell’ucciderli e poi dartela a
gambe-
Rika sospirò, mentre Meiko
faceva spallucce.
Rika offrì i polsi, e la
bionda la guardò con una punta di scetticismo.
-Così? Senza combattere?-
-Perché dovrei combattere
contro di te?-
Meiko sorrise.
-Beh, per movimentare un po’.
Sai, non ho ancora fatto ginnastica-
-Beh, ti accontento subito!-
Rika si gettò contro Meiko,
che la evitò all’ultimo soffio, Rika sguainò le sue armi, mentre Meiko tirava
fuori il fucile, tenendolo per la canna.
Dato che la stanza era
piccola, optarono per il corpo a corpo, i Sai di Rika contro la canna di fucile
erano uno stridio assordante, mentre le due evitavano a vicenda i colpi
dell’altra, Meiko optava più per dei sani cazzotti, mentre Rika sembrava fare
una specie di balletto
“Combatto…sto
combattendo…concentrazione…movimenti…”
Ma una volta…non era stato
così…
“-Ti arrendi così? Senza fare
resistenza?-
la
piccola guardò il demone, ringhiando, per poi
saltargli addosso con rabbia, ma lui con un pugno la mise KO ridendo come non
mai”
Qualcosa l’aveva distratta,
facendola inciampare, e ritrovandosi con la canna di fucile di Meiko sulla
fronte.
-Ti sei distratta…-
Rika accettò l’aiuto di
Meiko, che l’alzò, per poi metterle la corda ai polsi.
“Ci misero una corda ai
polsi, dopo la magra figura che ebbi fatto.
E la strinsero, in modo che
mi facesse male style='mso-spacerun:yes'> mi
venissero le vesciche, e anche per impedirmi di slegarmi in qualche modo, dato
che qualsiasi movimento facessi, la corda ruvida si strofinava alla pelle,
graffiandola e rovinandola”
Per un attimo mostrò dei
polsi pieni di cicatrici e segni di graffi, cosa che Meiko che sembrò ignorare,
legandola saldamente ma senza farle male.
-Dai, andiamo-
Rika la seguì in silenzio,
mentre Meiko si tirava su il cappuccio della maglia nera che indossava.
Ad attenderle fuori i
ragazzi, Goku guardò con aria stupita il silenzio di Rika, che lo ignorò,
mentre Meiko si metteva d’accordo con Hakkay.
-La porto con me sulla moto-
-Sicura? E se ti aggredisce?-
-No, non lo farà…
-
Meiko si avviò in test agl’altri,
scendendo le scale, mentre Rika tentava in tutti i modi di tenersi a bada i
capelli, il vento era sempre alto in quel punto sulla scalinata in pietra,
anche se il paesaggio davanti ai suoi occhi le dava di nuovo
quella sensazione di leggerezza.
La bionda e il demone
osservarono la linea dell’orizzonte, poi una guardò il cielo e l’altra la
terra, mentre si avviavano verso la moto di Meiko, che fece da Cicerone,
portandoli verso la strada che affiancava la montagna.
Francamente era una strada
stretta e dissestata, che andava per salite e discese per il primo tratto, cosa
che faceva venire il mal di mare.
Rika si teneva saldamente a
Meiko, che le aveva slegato i polsi, la bionda tendeva a tenere una velocità
alta, rischiando nel caso di frenata di farsi un bel volo verso il fiume
accanto style='mso-spacerun:yes'> loro.
Nessun di loro sembrava
intenzionata a dare il via ad una discussione, ma Rika non poté fare a meno di
sottolineare durante le ultime salite e discese.
-Meglio le caverne…almeno il
movimento non mi avrebbe fatto venire la nausea!-
-Si, ma da che parte ti
saresti messa?-
-Che domande, dalla mia!-
-Bella risposta!-
stavano
raggiungendo un tratto tranquillo, tutta spianata,
che ad alta velocità li avrebbe portati dall’altra parte della montagna in una
giornata e la notte.
Tutto sembrava andare per il
verso giusto.
Sembrava…
Un’esplosione, proprio a poca
distanza dalle due ragazze.
-O porca vacca
!!-
Meiko sterzò di colpo,
facendo strisciare di lato la moto, lei e Rika subirono il “delicato”
trattamento della strada polverosa e piena di sassi, mentre la moto frenava, il
fianco della montagna era esploso di botto, sorprendendo anche i ragazzi,
Hakkay fu costretto ad una brusca frenata, che fece rovesciare Gojio e Goku a
terra, la scimmia lanciò un lamento tenendosi la testa.
-Che male!-
-Ci credo scimmia, dato che
non c’è niente il dolore rimbalza nella tu scatola cranica-
-Zitto cretino di un Kappa
!!-
Meiko afferrò il fucile
dietro la schiena, caricandolo, mentre Rika si ripuliva dalla polvere.
-Bello scherzetto sorellina-
-Ti sbagli-
Rika tirò fuori i Sai.
-Io non c’entro-
-Beh, dovrai spiegarlo
agl’altri-
Meiko si alzò dalla moto,
imprecando per come si era ridotto il lato che aveva
strisciato sulla strada, dal fumo sbucarono un gruppo di demoni armati e
dipinti su tutto il corpo.
Rika li guardò con aria
assorta.
Poi si voltò verso i ragazzi,
Goku era gia pronto a menare.
Il fumo dell’esplosione e
della polvere veniva sollevato dal vento.
Una giornata che sapeva di
strano…sapeva di nuovo…
…non era riuscita a scappare,
ne ad ucciderli…
Le sue mani si
congelarono mentre teneva saldamente i due Sai, le dita non
le sentiva più.
“Che cosa faccio?”
…cominciò a diventare tutto
più lento..
Dal fumo, i demoni…i
ragazzi…Meiko…
Diventava tutto
lento…sembrava volersi fermare…
Le immagini scorrevano
davanti ai suoi occhi, ignorandola, come uno spettatore osservava ciò che
succedeva.
I ragazzi attaccavano i
demoni…Meiko sparava…Hakkay con il suo Ki ne aveva colpiti due…Sanzo schivava
un colpo, sferrando prima un cazzotto, poi uno sparo…Gojio con l’alabarda
sembrava sorridere, non si riusciva a vederlo in faccia in mezzo al fumo.
Ma Goku di certo si stava
divertendo…
Come quel sorriso che aveva
visto su quel viso la prima volta, quando si erano affrontati…
Si era divertito…glielo aveva
anche detto…
“…sei molto forte, mi sono divertito molto a
combattere contro di te…”
Divertito…era forte…
Qualcuno gli aveva detto che
era forte…
I Sai erano tenuti saldamente
nelle mani, il terzo dietro luccicava tenuto dietro la cintura dei jeans.
Era indecisa.
Indecisa?
Perché indecisa?
Lei aveva una missione!
Doveva ucciderli, prendere il
sutra e tornare indietro…
No…non riusciva a muoversi…
Ancora uno sparo, Meiko ne
aveva colpito uno, poi ne aveva colpito con la canna
un altro, finendolo con un cazzotto.
Gojio adesso l’affiancava.
Cosa si stavano dicendo?
Tutti i rumori erano morti…
Scomparsi…
Svaniti…
-Una missione per me?-
il
silenzio era svanito al suono di quella domanda,
mentre Kogaiji le passava accanto,facendole voltare il capo, i capelli neri scivolavano
sciolti da una spalla, accarezzando la pelle della maglia.
Le braccia incrociate erano
coperte dalle lunghe maniche che raggiungevano con un taglio a V il medio.
La pelle sembrava infonderle
un senso di protezione.
La ragazza socchiuse gli
occhi neri con fare sospettoso, di quel principe non si era mai fidata.
Intanto lui scompariva e
appariva alle luci che entravano nella stanza semibuia, di solito era proibito
per chiunque entrare li.
Ma per lei era un’eccezione…
-Vedi…avevo mandato Rika a
rubare il sutra del cielo demoniaco al gruppo di Sanzo…
Però…non ricevo notizie da
lei da due giorni…-
-Beh, per due soli giorni è
poco, mio principe-
ironia.
Un sorriso ironico sul volto
di lei che fece indurire quello serio e preoccupato di lui…
Preoccupata…
Perché era confusa…
Troppo confusa, non doveva
esserlo.
Lucida, fredda, forte.
Eppure adesso…
Quando…quando era cominciato
tutto questo?
Si tastò la spalla con il
tatuaggio.
“Non sono più umana…non sono
più umana…”
-Rika! Attenta!!-
la
ragazza alzò lo sguardo.
Lento…
Un demone correva verso di
lei…
-Due giorni sono più che
sufficienti, considerando il gruppo di Sanzo-
-Ma perché mandare proprio
Rika?-
Kougaiji si era voltato,
dandole le spalle, ma ora offriva parte del suo viso alla luce, in modo che la ragazza
osservasse la carnagione scura e i capelli rossi, parte del bavero della giacca
nascondeva le labbra, mentre la ragazza rimaneva al suo posto sotto la luce,
quasi a volerla sfidare.
Illuminala, dato che lei è
l’oscurità.
Tutta in pelle nera, solo questa
che riluceva alla luce del sole esterno.
-Perché…lei è molto forte…-
la
ragazza si sistemò i capelli neri dietro la spalla,
accarezzandoli con una mano.
-E io che c’entro?-
-Devi andare a dare
un’occhiata, nel caso sia viva, continuerà la missione.
Ma se è morta per mano loro,
puoi prendere il suo posto-
-Quindi posso uccidere il
gruppo di Sanzo e prendere il sutra?-
-Non ho detto di ucciderli…-
Ucciderli…
No…
La sua missione…non era
ucciderli…
Il demone intanto aveva
sollevato l’ascia, pronta a tagliarla in due.
“Non devo ucciderli…”
il
demone stava per colpirla, quando un bastone rosso
trapassò il corpo del demone, risvegliando Rika da quella specie d’incantesimo,
il rumore tornò a stordirla, le immagini accelerarono, mentre due occhi dorati
la stavano guardando preoccupati.
-Rika, tutto
style='mso-spacerun:yes'> posto?-
la
ragazza sentì la mano di Goku sulla spalla.
“Non devo ucciderli”
la
ragazza annuì, riprendendo anche a respirare
normalmente.
-Si, grazie Goku-
il
ragazzo sorrise, tornando a combattere, mentre Rika
stringeva i Sai, affiancando Goku.
-Lasciane qualcuno per me
!!-
Kougaiji ora teneva le mani
dietro la schiena, mentre la ragazza si era voltata, ora invece
del profilo tutta la style='mso-spacerun:yes'>
figura era rivolta al principe.
-Ho dato il compito a Rika di
rubare il sutra.
Ucciderli è compito mio-
e
non avrebbe permesso a nessuno di farlo al suo posto.
La ragazza intuì l’ultima
parte della frase osservando gl’occhi del ragazzo poco distante da lei.
Fece un inchino con la testa.
-Allora ai vostri ordini,
principe Kougaiji…-
la
ragazza si avviò, mentre Yaone era rimasta tutto il
tempo nascosta nel buio, in attesa.
-A presto, Selene-
la
ragazza le rivolse un’occhiata fredda con le iridi
nere e profonde, uscendo dalla stanza, mentre Yaone osservava preoccupata il
principe rivolgere le sue attenzioni a quella statua nella colonna.
Fine 3° capitolo
(Olè
!!! Abbiamo fatto anche il terzo!! N.d.raffy)(Meiko e
raffy fanno un balletto dalla gioia, facendo poi il trenino con i
ragazzi)(Pepepepepepepepepe)(Speriamo che non arrivi Barbara, se
no prendo e la sparo n.d.Meiko)(Dai, caccia all’anatra!
N.d.raffy)
(Arrivate
tutte quante! N.d.raffy)(Spetta a
cantar vittoria, mo dobbiamo fare il quarto capitolo n.d.Meiko)(Il quarto?
Bisognerà farne tanti altri! N.d.raffy)(Il quarto capitolo è sempre più
difficile! Nella carriera di un’artista! N.d.Meiko copia Caparezza)(Mai sentita
sta canzone!n.d.raffy)
(Vabbeh
, chiudiamo qui, credo che a nessuno interessi queste
seghe mentali! N.d.Meiko)(Suppongo di si
n.d.raffy)(Meiko e raffy sembrano Trevor ed Hamish)
(Qui dalla M&R Production CIAO!)
CAPITOLO 4