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(Punto morto !
n.d.Meiko)(Parliamo gia all’inizio ? n.d.raffy)(Mi sembra ovvio, riunione
straordinaria, che scriviamo? Selene è partita…n.d.Meiko)(Va in campagna?
N.d.raffy)(Meiko prende la goccia che le era scivolata dalla testa e la sbatte
SULLA testa di raffy)
“Le immagini sono veloci, i
ricordi mi stanno sfuggendo…
Le mie mani…sto fissando le
mie mani…
Bianco e nero, non vedo
altro…
E’ troppo veloce, mi
allontano…
AH!
Piango!
Sto piangendo!!
Cosa succede?
Demoni!!
No! Non voglio ricordare!
Lasciatemi! LASCIATEMI!
Aiuto!
AIUTAMI! AIUTAMI!!
DOVE SEI?
AIUTO!!
NO NO!!
LASCIATEMI!
LASCIATEMII!!
NON VOGLIOOO!!!”
-AH!-
si rizzò di scatto sul letto,
stava sudando copiosamente.
Merda!
-Brutto sogno?-
Rika si voltò, accecandosi
alla luce della finestra dalle tapparelle semi aperte, doveva essere giorno
fatto.
E lei era riuscita a dormire…
Rika si coprì con una mano
gli occhi, la figura di Meiko era in controluce, mentre sistemava la sacca.
Era confusa, Rika si asciugò
il sudore, con aria smarrita.
-Ho…ho urlato?-
Meiko la guardò, sistemando
il fucile.
-No, ti agitavi molto, ma
dalla tua bocca non è uscito nulla-
“Per fortuna…”
“Santo cielo, ha davvero
ragione! Prima o poi qualcuno mi strapperà la lingua per tutte le volte che ho
mentito!”
Rika si alzò, sistemandosi
velocemente, doveva sbrigarsi, nonostante dormisse in un stanza a parte con
Meiko era pur sempre la prigioniera di quei tizi, mentre la biondina usciva, in
quel momento Sanzo stava passando per andare di sotto.
Rika aveva notato la figura
del bonzo, e chissà perché si fermo dal suo spogliarsi, rimanendo in reggiseno,
mentre tendeva l’orecchio verso la porta dove fuori c’erano le due figure.
Era incuriosita…
-Aspetta!-
niente, non la cagava.
-Bonzo corrotto!-
Sanzo si fermò.
“Alleluia”
-Senti, io non ho intenzione
di seguire la tua compagnia per sempre, perciò ti dispiacerebbe starmi a
sentire?
Ho solo un messaggio da
darti, mica ti uccido!-
Sanzo si voltò mostrando il
profilo, fissando poi gli occhi rossicci della bionda, che constatò ancora una
volta che nonostante tutto il bonzo aveva degl’occhi davvero belli, rari!
Intanto Sanzo stava fissando
il volto rilassato, che tendeva a sorridere, anche se per ora c’era
un’espressione soddisfatta.
“Tendeva a sorridere,
soprattutto quando stava con lui.
Si appoggiava alla sua
spalla e sorrideva, come se stesse facendo un bel sogno…
Un bel sogno…
Adesso quell’immagine era
sfuocata, come se dei lembi fossero stati strappati…
Solo il ricordo di due
occhi…rossicci…
Che poi diventavano rossi…
Un rosso cupo…sangue…
Scende del sangue da
quelle immagini…
-…NON LASCIARMI!-
lo stesso pensiero…
Mentre un’ombra lo ripara…
Ed è sangue…
Mentre capisce…
…lui ha fallito…”
Sanzo si allontanò, mentre
Meiko lo guardava stupefatta, sentendo però la frustrazione salirgli al
cervello.
-EH NO BONZO DEI MIEI
STIVALI!-
Meiko balzò giù, fermando
Sanzo sulle scale e afferrandolo per la tunica.
-Non puoi comportarti così
con me!
Mi devi stare sentire!-
-Lasciami immediatamente…-
Meiko si stupì
Un tono profondo, rauco, come
se provenisse dal punto più profondo della sua anima…
E non la stava guardando in
faccia.
Lei scosse la testa decisa
più che mai.
-No che non ti lascio! Sono
stanca di essere trattata come spazzatura da quelli come te!!
Ora mi devi ascoltare!!-
-Ti ho detto di lasciarmi!-
Sanzo la guardò, la sua
occhiata per qualche istante congelò il sangue a Meiko, che fu afferrata per un
polso e allontanata, il bonzo scese le scale, per poi accendersi una sigaretta.
La bionda lo guardò stupita,
avvertendo poi la collera montargli in corpo.
-SEI SOLO UNO STRONZO
EGOCENTRICO!! CREPA MALEDETTO BONZO!!!-
Meiko si alzò, salendo a due
gli scalini, spintonando Rika che era uscita dalla stanza.
Aveva avvertito l’aria
caricarsi di tensione, e in qualche modo era andata vedere che nessuno si
fosse fatto male.
Senti la mano di Meiko
pesante spingerla via, quasi con stanchezza, come se fosse stanca di tutto
quello che stava passando.
Intanto la ragazza era
entrata nella stanza, afferrando la sacca e il fucile, legando stretta l’imbracatura
con cui reggeva l’arma.
“…hai intenzione di mollare?”
-Mi dispiace, non sopporto
più tutto questo!-
“NON VOGLIO ESSERE TRATTATA
COME MERDA!”
“…si, comprendo il tuo
dolore”
-Ah, ma davvero?-
avvertì la rabbia salirgli
agl’occhi, ma scosse la testa, mentre avvertiva qualcosa avvolgerla…
“Si, davvero. Ma ti prego, ti
supplico non ti arrendere…”
Meiko prese dei profondi
respiri, cercando di sedare quella sensazione nera e bruciante come fiamme che
avvolgeva tutto il suo corpo il suo cuore, le mani che prima prudevano stavano
lentamente andando a calmarsi.
Quella sensazione lentamente
la stava abbandonando…
“Ricordati…che noi abbiamo un
patto…porta a termine il tuo compito…ed esaudirò il tuo desiderio…”
Meiko alzò lo sguardo verso
il muro, colpita da quelle parole dette con dolcezza mista a minaccia.
Velocemente si diresse nel
bagno, alzando lo sguardo verso lo specchio.
Il riflesso di una ragazza
dai capelli biondi gli occhi…rossi…ambrati…
Ma rossi…
“Si, hai capito. Io esaudirò
il tuo desiderio.
Ma tu devi fare in modo di
esaudire il mio…”
La bionda si osservò ancora
allo specchio, appoggiando un mano sul suo riflesso come in un gesto disperato,
chinando poi la testa all’evidenza.
-E va bene…va bene…-
-Meiko?-
la ragazza si alzò, Rika era
entrata nella stanza, osservandola.
-Va tutto bene?-
la bionda alzò di scatto la
testa, riprendendo la sua solita espressione tranquilla e sorridendo con aria
triste alla compagna di stanza.
-Si, scusa. Ero solo un po’
nervosa-
-Ci credo. Nemmeno un dio
sopporterebbe quel tizio…-
Meiko annuì, anche se con
poca convinzione.
“Un dio? Non credo proprio…”
“Erroris, illusione…
Non ci sono speranze, non
credo in nulla, ne spero in nulla.
Dalla vita non mi aspetto
nulla, e nulla mi verrà dato.
Perché io sono chi sono…
E per questo, non ho vita…”
Rika afferrò il polso di
Meiko, che era rimasta incantata con lo sguardo basso, e le sorrise con aria
gentile.
-Forza, scendiamo, gli altri
aspettano sia me che te-
sia me che te…
Sia me che te…
Anche me…
Meiko la guardò stupita, sorridendo
poi con aria divertita.
-Di la verità, non vedi l’ora
di andare dal tuo salvatore dagl’occhi dorati?-
-Che cosa?!-
-Non fare la faccia innocente
con me! Ti ho visto ieri mentre Goku ti tirava fuori dai guai con quel demone.
Sapessi che sguardo dolce
dolce che vi davate tu e quell’altro!!-
-Senti, anche se mi ha
salvato la vita non cambia nulla, siamo nemici io e lui!
-Ehi, guarda che scherzavo!-
Meiko mise le mani i gesto di
arresa, mentre Rika le abbandonava il polso, sbuffando come un locomotiva.
-Ed io che volevo essere
gentile!-
Meiko ridacchiò.
Poi Rika si fermò, stupita.
“Cosa…”
Meiko adesso l’affiancava, e
sorrideva con aria furba.
-Allora, scendiamo
prigioniera?-
Rika poté solo annuire,
seguendola.
Una parola sospesa in aria.
…
…
grazie
…
…
Si stava gustando un lecca
lecca alla cola, tenendo fisso lo sguardo verso la locanda, mentre con un mano
sistemava i capelli neri, aveva preferito una vista dal basso anche perché così
risarebbe divertita di più.
L’aveva scoperta in quattro
giorni, trovandola in quel villaggio distante dalla montagna dove era andata ad
accoglierli.
E li aveva scoperto
sorridendo divertita della sorprendente novità.
Bene, si sarebbe divertita il
doppio…
Restò appoggiata a quel muro,
attirando un po’ l’attenzione anche per l’abbigliamento “Dark” che indossava.
Si guardò intorno, ogni
movimento veniva notato dalle iridi nere, la pupilla sembrava solo un’ombra in
quel mare nero.
Attesa.
L’attesa si dive estenuante…
Eppure può dare più
adrenalina dell’azione stessa.
Basta imparare ad aspettare.
Ed ogni istante, anche se
diventa sempre più lento.
È catturato e ricordato.
Per sempre…
I suoi denti ruppero il lecca
lecca, mentre i suoi occhi guardarono la porta della locanda aprirsi, un uomo
biondo era affiancato da un rosso e un ragazzino.
E accanto ad un moro.
Bingo…
La ragazza gettò a terra la
stecca del lecca lecca, leccandosi le labbra mentre si avvicinava al gruppetto,
la bionda del gruppo era pronta a salire su una bella moto nera.
No.
Lei non gliel’avrebbe
permesso.
Le avrebbe preso il fucile.
E le avrebbe fatto un bel
buco in testa.
Ma prima.
-Rika!-
la mora, sentendosi chiamare,
si voltò verso la figura che si avvicinava.
E sbiancò.
“…no…”
fu come se, di colpo,
tornasse piccola, e una valanga di ricordi le tornarono in mente.
Come uno Tsunami.
La travolgeva.
E si sentì perdere le forze,
mentre tremava, i ragazzi guardarono prima la straniera, poi la compagna di
viaggio, era impallidita, gli occhi azzurri spalancati in un’espressione di
puro terrore..
Goku le si avvicinò.
-Rika, la conosci? Ehi, Rika,
ma che hai?-
-A…-
-Ah, scusatemi, evidentemente
Rika non immaginava di vedermi, perciò mi presento…-
Meiko intanto aveva gia messo
mano sul fucile.
La ragazza dai capelli neri
si passò una mano sull’ombelico, dove ad adornarlo c’era una rosa, avvolta in
un tribale.
Quando la mano della ragazza
scoprì di nuovo l’ombelico, il tatuaggio era scomparso…
-Il mio nome è Selene…-
la ragazza alzò i palmi al
cielo, e apparvero delle bolle blu attraversate da scariche elettriche, con
sotto le unghie del demone, le orecchie sbucavano dalla capigliatura nera.
-…e sono qui per ordine di
Kougaiji-
Rika sembrò ridestarsi,
mentre Selene stava per scagliare le bolle di energia.
E la sua prima vittima
sarebbe stata Goku.
-ATTENTO!!-
la ragazza si mise davanti al
ragazzo, mettendosi una mano sulla spalla a coprire il tatuaggio, mentre gli
altri si riparavano, una sfera mancò Gojio e Sanzo, andando contro un edificio,
che crollò, mentre la gente terrorizzava iniziava ad urlare e a scappare.
La seconda sembrò colpire la
ragazza, facendo centinaia di scintille blu.
Invece Rika, che si era
ritrasformata, l’aveva riparata con uno dei suoi Sai, dietro c’era Goku, che la
osservava.
Un demone…
I capelli di Rika
volteggiavano per l’energia della sfera, mentre Selene rideva divertita.
-Sorellina, che fai, perdi
colpi? O hai perso il senno?-
-NGH!-
Rika restituì al mittente la
bolla, Selene la riacchiappò con una mano, facendola poi esplodere chiudendo la
mano.
Rika intanto si voltava verso
il ragazzo.
-Tutto bene?-
-Si…-
Rika, rabbiosa, si voltò
verso la figura della sorella, che la guardava con fare superiore.
-Rika, che cosa pensi di
fare?-
-Selene, vattene via…-
-Mi dispiace…Kougaiji mi ha
dato degl’ordini…-
Selene mosse le mani, mentre
dei cerchi di fuoco si formavano, e cominciavano a divorare il terreno, mentre
Rika partiva all’attacco, con i due Sai alla mano.
Meiko intanto sparò una serie
di colpi, ma Selene parò una mano, e li bloccò.
-Stupida-
uno dei cerchi rotolò verso
la bionda, che lo evitò all’ultimo secondo, buttandosi di lato, mentre Rika
distruggeva l’altro, cercando di colpire la sorella.
Inutile, una barriera
invisibile, trasparente era tra le due, e Selene sorrideva divertita.
-Poverina, non riesci a
colpirmi?-
-Sta zitta stronza-
Selene sembrò arrabbiarsi, il
suo viso da divertito si fece serio, e con una manata alzò un forte vento che
spazzò via Rika, afferrata in tempo da Hakkay.
-E’ magia!-
Gojio e Goku intanto si erano
velocemente avvicinati a lei, ma la barriera c’era ancora a parare i colpi, e
la ragazza aspettò con braccia conserte che la sorella si rialzasse, prima di
parlarle.
-Mi deludi profondamente…
Rika, tu sei stata mandata
dal principe Kougaiji per prendere il sutra.
Invece…ti sei unita a questi
assassini!-
-Non dire stronzate!-
Rika era furente, mentre
Selene alzava le mani al cielo, un cerchio di fuoco per terra la proteggeva,
mentre allungava la mano ad un muro di un edificio, sgretolandolo con la forza
del pensiero, i conci volteggiavano in aria.
Con una mano li spedì ai
ragazzi, Meiko e Hakkay si gettarono ai lati, Sanzo compreso, mentre Rika e
Gojio li ricevevano in faccia, sbalzando via, goku riuscì a pararne uno.
La ragazza dai capelli
castani si rialzò subito.
-Tu li chiami assassini,
proprio TU!-
-Io sarò anche un’assassina, ma
io non uccido i miei simili-
-Ma fai in modo di uccidere
tua sorella!-
-BASTA!-
Selene lanciò un’altra
ventata, ma stavolta Rika balzò in aria, cercando di colpire Selene, che colta
impreparata la parò con una mano.
-Sei una traditrice!-
-No! Perché, al contrario di
te, aspetto…io ruberò il sutra a Sanzo, è il mio compito, la mia missione!-
-E allora perché non lo hai
gia fatto?-
…perché non l’ho gia fatto?
Rika ricevette un colpo in
pancia, tossendo con forza, sentendo lo stomaco ribellarsi un attimo alla su
volontà, mentre Selene la guardava con aria di disprezzo.
-Mi sfiguri sorella, metterti
dalla parte di questi…esseri!-
Sanzo e Meiko spararono
ancora, ma Selene alzò le mani, bloccando ancora una volta le pallottole.
Rika si riprese.
-Sorella, è la mia battaglia,
tu non c’entri niente, perciò VATTENE!-
Selene osservò con la coda
dell’occhio la sorella, che ruggì all’ultima parola, con rabbia.
“VATTENE, VATTENE VIA
ASSASSINA!
VATTENE, STA LONTANA DA
ME!!
STA…LONTANA…LONTANA DA
MEEE!!”
-Io ho il compito di prendere
il sutra, e io lo porterò a termine.
IO IO IO-
Selene la osservò, mentre gli
altri si erano fermati.
Era inginocchiata accanto a
lei.
…sorrise…
L’afferrò con due dita sotto
il mento e la sollevò abbastanza per sussurrarle all’orecchio.
-E sia sorellina…ma ti
prometto…che verrò a vedere come vanno le cose…e se fallirai…ti ucciderò…
Perciò scappa…scappa ancora
sorellina…tanto io ti acchiappo…
E adesso…piangi pure…
Ti voglio bene…-
Selene baciò la fronte di una
paralizzata Rika, facendo poi un inchino agl’altri ragazzi, e scomparendo via,
saltando su di un tetto, mentre Rika rimaneva in quella posizione.
Era come congelata, gli occhi
azzurri trasparenti…
Poi…si riempirono di lacrime,
che scivolarono dalle guance sporche.
Piangeva…
E si nascose il viso,
accucciandosi in ginocchio, mentre continuava a piangere, singhiozzando con
forza, disperata, mentre gli altri rimasero a guardare la scena.
Inutile…
Si sentiva inutile.
Si sentiva distrutta.
Si sentiva triste…
Si sentiva sola, tanto sola.
Come se il cielo fosse la sua
solitudine…
Avvertì un mano appoggiarsi
alla sua spalla, e per un attimo scoprì il viso, prima di coprirlo di nuovo.
Non voleva sapere chi fosse.
Non lo avrebbe ringraziato.
Non lo avrebbe guardato.
Ora voleva solo piangere…
Voleva vivere quella
solitudine…
Ancora, ancora una volta,
come una punizione…
E poi ricominciare…
“Ti voglio bene”
Era in piedi davanti ad una
donna, un donna sorridente e divertita (piena di rughe e con un certo gusto per
il perversione n.d.Meiko)(ZIA GYO! N.d.raffy)
Gyokumenkoshu (Tann’accirer’
n.d.raffy)(Nome del cazzo! N.d.Meiko) l’afferrò per il mento, sollevandolo in
modo da vedere meglio il collo e la linea del viso, gli occhi chiusi.
-Davvero bella…-
Ni Je Ni sorrise, mentre il
demone girava attorno alla figura vestita di Kira, la ragazza sembrava dormire
in piedi.
Il demone donna si accarezzò
il mento con la mano, guardandola dall’alto in basso, fermandosi un attimo al
profilo e poi a guardarla in volto.
-Aprì gli occhi-
la ragazza obbedì, aprendoli
pian piano, tenendo lo sguardo basso, per poi alzarlo verso il demone, che la
guardò sorridendo ancora più cattiva.
Occhi di un blu elettronico,
non erano e non sembravano umani.
-Davvero fatta molto bene…ma
ora voglio vederla all’opera-
Gyokumenkoshu si allontanò
seguita da Ni Je Ni, mentre la ragazza rimaneva immobile in attesa di
istruzioni.
Dal nulla sbucarono un
gruppetto di demoni, armati e pronti saltare addosso alla ragazza, che
socchiuse gli occhi.
Ni Je Ni ebbe l’onore di dare
l’ordine
-Kira…
Uccidili-
La ragazza allungò una mano,
puntando il palmo verso l’alto.
Di colpo, la mano iniziò a
sanguinare, parte del sangue cominciò a compattare, mentre alto fuoriusciva
dalla mano e macchiava il pavimento.
Filamenti di pelle iniziarono
poi srotolarsi come gomitoli, avvolgendosi intorno a parte del sangue che
compattava, fino a che una lama lucente non apparve agl’occhi divertiti di
Gyokumenkoshu. (Zia Gyo, sei UNA DISGRAZIA, ma tua madre era ubriaca quando ti
ha dato ‘sto nome? N.d.Meiko)
Kira afferrò il manico della
SUA pelle, e si guardò intorno, la lama abbassata, in attesa della prima mossa.
“Respiro…respiro…respiro…”
Un demone, li affianco, si
azzardò, urlando e correndo verso la ragazza, anche lui aveva un spada, pronta
ad infilzarla.
Kira si voltò ,i suoi occhi
blu videro la figura vicinissima a lei.
“Respiro…respiro…respiro…”
Il demone sputò sangue, Kira
si era piegata a terra, infilandolo, la lama aveva trapassato il corpo,
macchiandosi di sangue, che ora colava giù, mentre il demone cadeva in avanti,
bloccandola ragazza, che lo spinse via con freddezza, la lama lubrificata
scivolò velocemente, mentre gli altri demoni indietreggiavano, per poi
assaltarla tutti allo stesso momento.
“Respiro…respiro…respiro…”
La ragazza patì con una serie
di calci e pugni, evitando agilmente alcuni colpi, la lama affilata di un
pugnale la ferì ad un braccio, mentre un pugno c’entrava in pieno la mascella,
pugno che però la ragazza non avvertì, afferrando il collo del demone con una
mano, e stringendolo, spezzandogli l’osso come se nulla fosse, gettandolo poi
via, mentre un altro demone l’attaccava da dietro.
“Il battito cardiaco
aumenta…respiro che si fa sempre più affannato…
Non è stanchezza…
Questo…è…altro…”
I suoi occhi si spalancarono
ancora di più, mentre la lama con un rumore soffocato formava una curva,
tagliando poi in parte il demone, infilandosi poi su una spalla, ferendolo a
morte, il sangue colava giù e macchiò in parte la mano della ragazza.
“Questo sangue non mi
appartiene…
…respiro…respiro…respiro…respiro
affannoso, troppo veloce il cuore…
Il cuore…”
I suoi movimenti si fecero
sempre più veloci, mentre con uno schiocco di dita Gyokumenkoshu chiamava altri
demoni armati, ormai la sala si stava riempiendo di cadaveri e sangue.
La ragazza or si era fata infilzare
ad una gamba.
“Ferma…respira…
Mi hanno colpito…e non provo
dolore…
…non provo nulla…”
La lama della spada
velocemente trapassò il corpo di colui che l’aveva colpito, mentre lei si
toglieva il pugnale della gamba, lanciandolo verso un demone che correva verso
di lei, colpendolo in testa.
“Nervosa…adrenalina in
aumento…
Basta…basta così…siete
troppi…
Statemi lontani!!”
La ragazza si guardò intorno,
per poi partire ancora, bloccando un colpo con la spada che fece un rumore
metallico che sembrò incuriosire e distrarre un attimo Kira, che sentì una
pressione alla schiena, un altro pugnale…
La ragazza con uno schiaffo
allontanò da se il demone, per poi con la spada fare un’altra curva colpendone
due di seguito.
“Respiro affannoso, eccesso
di movimento…stanchezza…
Confusione…troppa confusione…
No…no…”
Ni Je Ni si sporse, adesso la
sua espressione cominciava a mutare, cosa che attirò l’attenzione della donna
demone.
-Che succede Ni?-
-Maestà…credo che assisteremo
presto ai fuochi d’artificio…-
Kira colpì altri demoni,
prima di guardarsi attorno.
Tanti cadaveri, e altri
demoni.
La mano tremava, la spada
sembrava in procinto di cadere, il sangue ancora liquido scivolava dalla lama,
la mano che teneva il manico era sporca di sangue, il viso aveva un livido, ed
era ferita.
Guardò la gamba, poi avvertì
il pugnale dietro la schiena.
“Tutto questo…tutto
questo…perché?
…è troppo…”
“FAMMI USCIRE!!!”
Kira crollò a terra, mentre
sulla gamba non ferita un tatuaggio sembrò venire cancellato, mentre la ragazza
respirava, lentamente la spada ri-penetrava nella sua mano.
Gyokumenkoshu s’accigliò.
-Che succede?-
A risponderle fu il corpo di
Kira, che brillò, divenne talmente luminoso da essere accecante, e la ragazza
tenne gli occhi spalancati, il blu delle iridi era l’unica cosa insieme ai
capelli neri che si vedeva in tutta quella luce.
Ed esplose.
Una nova, che inglobò tutta
la sala, i cadaveri, i demoni vivi, mentre Gyokumenkoshu e Ni si erano
allontanati, avvertendo soltanto l’ondata di vuoto d’aria che l’investì,
facendo vibrare il palazzo.
“Sono orfana…non ho i
genitori…
Ho vissuto in
un’orfanotrofio…
E li…ho conosciuto
qualcuno…”
Quando il demone donna e lo
scienziato tornarono, Kira era scomparsa…
Era scappata…
Fine 4° capitolo
(ALEEEE OOOO ALEEE OOO n.d.Meiko)
Capitolo 5